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KOR Forum > LA ANIME > KOR E' CULTURA

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LA ANIME > KOR E' CULTURA

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NIK30

Messaggio numero 21993

Creato il: 16/01/2011
20:57:09

Modificato il: 16/01/2011
20:57:53

Come vi accennavo in qualche commento fa, credo che uno dei pregi di Orange Road sia che ci fa conoscere e apprezzare la cultura giapponese.

In tal senso, ho trovato moltissimi spunti negli episodi, che penso valga la pena evidenziare perché rendono ancora più evidente il valore culturale di Orange Road e, per quel che mi riguarda, mi hanno fatto venire il desiderio di andare in Giappone a vedere di persona come sono i luoghi, le usanze, le persone che ho visto e apprezzato nell`anime.

Indubbiamente, KOR non è un semplice cartoon, ma il prodotto del grande lavoro di molte persone che hanno prodotto qualcosa di speciale.

Mi propongo di analizzare altri aspetti in topic futuri e nel frattempo, visto che diversi di noi sembrano “nipponici accaniti“ immagino che, come sempre, avremo diverse cose da dirci.

(MESSAGGIO MODIFICATO IL 16/01/2011 20:57:53)

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Emiliano

 
 

NIK30

Messaggio numero 21994

Creato il: 16/01/2011
21:17:49

La cultura del rispetto.

Una cosa che mi piace molto è notare, in diversi episodi, atteggiamenti di rispetto e deferenza, che in Italia ormai non esistono più da chissà quanto tempo.

Nell'ep.8, quando Madoka lascia la spiaggia, nel salutare Takashi fa un breve inchino. E scondo me è un bellissimo gesto con cui lei riconosce non solo che lui è una persona più grande e che quindi merita rispetto, ma anche che in quell'occasione lui fa le veci del padrone di casa e quindi merita ulteriore rispetto. Inoltre, dato che Takashi fa da padrone di casa è segno di buona educazione congedarsi prima di andarsene.

Nell'ep.34, Kyosuke, nonostante abbia appena discusso con i suoi nonni e sia ancora un po'arrabbiato, non trascura di inchinarsi per ringraziare a nome suo e di tutti i suoi amici. Evidentemente, il suo non è solo un ringraziamento, ma come anche nel caso di Madoka nell'ep.8, è un modo di rendere onore a due persone anziane che sono anche i padroni di casa, nonché suoi nonni.

Mi rendo conto di essere un po' un romantico sognatore, ma tutto ciò mi sa un po' di quella che noi chiamiamo cavalleria e che ormai sembra irrimediabilmente tramontata. E' vero che certe usanze quando diventano formalità possono perdere significato, ma non trovate che forse si potrebbe vivere meglio se ci fosse la buona abitudine, non dico di onorare, ma quanto meno di apprezzare, le persone più grandi o in qualche modo superiori a noi per autorità (es. agenti di Polizia), per ruolo (professori, datori di lavoro), ecc.?

Questo, secondo me, è uno degli aspetti che contribuisce al valore di KOR

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Emiliano

 
 

OCEAN81

Messaggio numero 21998

Creato il: 16/01/2011
21:38:02

ri-Ciao Nick!
Ci siamo intravisti ieri....
...Ebbene, quello che dici è verissimo...
aNon è solo KOR da considerare così infatti è la cultura giapponese che si basa sul rispetto nei confronti del prossimo...
...cosa che da noi...quasi mai...esiste...purtroppo....

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Kimochi!

 
 

NIK30

Messaggio numero 22034

Creato il: 17/01/2011
23:35:17

Ciao Eugenio, ciao Ocean,

grazie per il vostro intervento e per il vostro sostegno. Mi fa piacere vedere che il topic ha riscosso subito dei consensi, il che mi incoraggia a proseguire.

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Emiliano

 
 

NIK30

Messaggio numero 22039

Creato il: 18/01/2011
00:35:36

La cultura del rispetto - 2a parte

In Orange Road capita più volte di vedere gli studenti fare le pulizie della scuola.

Come ci ha già ci ha spiegato Roy, il nostro co-web, nella sua Analisi Empirica, “nelle scuole giapponesi non esiste il personale addetto alle pulizie: sono gli studenti insieme agli insegnanti a riordinare e pulire“. Questa mi sembra una grandissima dimostrazione di rispetto e civiltà. E' bello non aspettarsi che sia qualcun'altro a pulire per noi, che non debba esserci colui che fa il lavoro sporco mentre tutti gli altri fanno il resto.

Immagino che se uno studente cresce con la mentalità che fare le pulizie è una cosa normalissima che fa parte della vita, quando crescerà non solo sarà meno propenso a sporcare, ma farà la sua parte per tenere pulito e probabilmente pretenderà che anche gli altri la facciano.

Questo stride notevolmente con la nostra cultura “standard“ secondo la quale fare le pulizie è un lavoro umiliante riservato a chi non sa o non vuole fare niente di meglio, qualcosa da evitare a tutti i costi, qualcosa che devono fare gli “altri“.

Io non so come siano tenute le città giapponesi, ma so come è Roma e vedo tutto intorno a me i risultati della nostra cultura: persone che non solo se ne fregano altamente di tenere pulito, ma che addirittura amano sporcare e imbrattare.
Pensateci un attimo: nelle scuole italiane non solo gli studenti non muovono un dito per tenere pulito, ma di solito si divertono a sporcare e spesso disprezzano il lavoro fatto dal personale addetto alle pulizie. Evidentemente, abbiamo molto da imparare dalla cultura orientale tradizionale.

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Continuando il discorso della cultura del rispetto, vorrei riprendere ancora un'altro argomento già esposto da Roy nell'Analisi Empirica, quando spiega il significato dei suffissi. Personalmente, trovo l'utilizzo dei suffissi un'altra manifestazione della cultura del rispetto che permea Orange Road.

Hikaru chiama Madoka con il suffisso “-san“ e non semplicemente “sempai“, perché per lei Madoka non è semplicemente una studentessa più grande o un'amica “più vecchia“, ma è la sua “sorellona“, il suo punto di riferimento, la persona che la aiuta sempre e che le risolve tutti i problemi. Quindi il “-san“ dimostra in modo tangibile la grande considerazione che Hikaru ha per Madoka.
Tale considerazione è molto evidente proprio nell'episodio 27. Quando Komatsu e Hatta suggeriscono a Hikaru di lavorare stabilmente all'Abcb, lei risponde subito “Madoka è molto più brava di me“.
Kyosuke usa chiamare Hikaru con il suffisso “-chan“, in senso affettuoso. Non so a voi, ma quando sento Kyo dire “Hikaru-chan“ e penso ai dolci occhioni di lei e ai suoi morbidi capelli biondi e setosi, specialmente quando lei si rifugia nelle braccia di Kyosuke, provo un senso di tenerezza. Quel “-chan“ ha un profondo significato.

Il fatto che Kyosuke solitamente chiami Madoka per cognome, senza usare suffissi, è un'ulteriore dimostrazione di grande rispetto e considerazione per lei. Considerazione che sembra nascere nell'episodio 3, durante il loro primo giro in barca. Infatti, se guardate la versione giapponese con i sottotitoli inglesi, Kyosuke dice in sostanza di volersi impegnare al massimo perché Ayukawa gli sembra molto matura e lui non si sente all'altezza.

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Emiliano

 
 

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