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MEKETH

Messaggio numero 10339

Creato il: 17/03/2009
19:56:19

Come altrove promesso, apro il topic delle recensioni: dai Kor friends per i Kor Friends.
Ho ritenuto che fosse necessario per i motivi che facilmente immaginate, in particolare:
-non tutte le serie sono state viste da tutti, è giusto aver un luogo dove non solo consigliarle ma anche dire perchè
-considerazione utilitaristica. Se uno prende una fregatura, qua può dire perchè evitare un anime, evitando che anche altri la prendano.
-la più banale motivazione è quella di dare visibilità ad una serie che riteniamo valere e che possa piacere anche ad altri di noi, la sola lista o i soli commenti non bastano

Stesura: come preferite. Può andare per punti, o essere assolutamente libera. Cerchiamo solo di fare in modo che si capisca cosa pensiamo e quali elementi positivi o negativi sono propri dell'anime in oggetto. Un buon modello può essere la recensione di Kor di Joe.
I commenti andranno fatti ALTROVE, in apposito topic che presto aprirò.

Prego signori!

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meketh

 
 

MAUROFIORE

Messaggio numero 10343

Creato il: 18/03/2009
05:30:45

Ottimo MEKETH,,,inauguro io le recensioni.
Rourouni Kenshin: 95 episodi trasmessi dal 1996 al 1998 in Giappone. Gli episodi subbati in italiano si trovano a questi link --> http://ssa.animaniac.org/?page...
Anche se cercherò di essere il più obiettivo possibile nella valutazione, è bene premettere che siamo di fronte ad un anime che è in assoluto tra i miei preferiti, per cui la soggettività in alcuni commenti sarà inevitabile.
Cominciamo col dire che gli episodi che interessano sono i primi 62. Tranne qualche filler all' inizio, queste sono le puntate che seguono la storia del manga da cui è tratto. Dal 63° e fino alla fine (tra l' altro le ultime tredici puntate sono ancira in corso di subbaggio) sono tutti episodi autconclusivi, o al massimo narrati in 2\3 volte, che non continuano la trama e che sono meno interessanti rispetto agli altri. Quindi ciò che ci interessa è la storia fino alla 62°, dove si ha il vero finale (anche se il manga continua con un altra saga).
Detto questo: Rurouni Kenshin è prevalentemente uno Shonen di Samurai (ed in parte minore di arti marziali) con momenti divertenti (anche se mai mischiati ai combattimenti che rimangono sempre seri) e con una particolare attenzione al legame sentimentale di alcuni personaggi (che anche se non può essere paragonato a un KOR o un opera simile, ed anche essendo messi in secondo piano rispetto alla componente d' azione dello stesso anime, non mancano di far vivere alcune scene coinvolgenti.
Uno degli aspetti che più ho apprezzato di Rurouni Kenshin è la regia.Nelle prime 26\27 puntate che servono per presentare tutti i protagonisti e per farli vivere qualche avventura prima che inizi la saga che andrà fino alla conclusione (e per conclusione ripeto che intendo la 62°), le situazioni che si creano non brillano per originalità, ma il modo in cui vengono proposte le scene e la sceneggiatura delle battute è sublime. La storia scorre, ci si affeziona ai personaggi (ben caratterizzati e abbastanza profondi, con un ulteriore crescita introspettiva andando avanti nell' anime), si vivono bei momenti d' azione e Kenshin (protagonista indiscusso) conquista subito entrando sempre più nel cuore dello spettatore (o almeno per me è stato così). E la colonna sonora svolge egregiamente il suo dovere.
Senza voler enrere troppo nella trama, posso dire che il 28 Himura Kenshin vagabonda da dieci anni per tutto il giappone, dopo che durante il Bakumatsu (periodo di grandi guerre per l' arcipelago) era conosciuto e temuto col nome di “Hitokiri Battousai“ (l' Assassino Battousai). Il Kenshin che troviamo all' inizio dell' anime, ha però deciso di non uccidere più nessuno e per questo gira con una sakabatou, una katana con la lama invertita. Nel suo giungere a Tokyo conosce Kaoru Kamiya (insegnante in un dojo che istruisce nell' uso dello shinai, ossia una spada di bambù), con la quale instaura subito un rapporto “stretto“. Quasi subito ai 2 si uniscono Yahiko (un ragazzino che diventerà allievo di Kaoru) e Sanosuke (inizialmente rivale di Kenshin del quale diventerà poi un grandissimo amico). Poi sarà il turno di Megumi (che creerà una sorta di triangolo con Kenshin e Kaoru) e viva via di altri personaggi che per la maggior parte saranno comparse, ma in qualche caso avranno dei ruoli importanti nella saga successiva.
E parliamone di questa saga: Ufficialmente inizia con la 32° puntata (dato che l' episodio precedente è un vero è proprio finale di quella che potremmo definire una prima serie), ma in pratica già dal 28° iniziano gli eventi che daranno il là alla “secoda serie“.
Da questo momento l' anime guadagna ulteriori punti. La trama diviene più coinvolgente perché continuativa, le situazioni che si sono venute a creare con la fine della prima parte di storia permettono di approfondire la conoscenza interiore dei personaggi, gli avversari che si debbono combattere diventani via via sempre più carismatici (alcuni sono davvero dei nemici magnifici), ed entrano in gioco altri altri “alleati“ che sono incredibilmente funzionali sia alla storia, sia come “attori“.
Un ulteriore salto di qualità lo fa anche la colonna sonora, che cambia, e se inizialmete era davvero molto buona, ora diventa magnifica...oltre che incredibilmente adatta a sottolineare alcuni momenti. In questo Kenshin è forse il miglior anime che abbia mai visto: la regia, la sceneggiatuta e la musica si fondono per creare delle scene che traggono la loro spettacolarità proprio dall' unione perfetta di questi tre elementi. E sono momenti che spessissimo emozionano, sia perché importanti ai fini della trama, sia perché raccontati in questa maniera sublime. Ora è chiaro che queste sono valutazioni prettamente soggettive, ma alcune sono tra le scene più belle di sempre per me (e non solo in un anime). Per lo più riguardano i combattimenti (anche se è riduttivo dire così, ma per spiegare meglio dovrei spoilerare), ma non mancheranno momenti in cui il succitato trittico musica\regia\sceneggiatura amplificheranno le emozioni scaturite da situazioni di altro genere.
Insomma: la trama coinvolge fino alla fine (anche se non è particolarmente originale...nel senso che non ci troviamo difronte ad un Code Geass o un Evangelion), i personaggi piacciono e non sono irritanti, le emozioni abbondano (anche se in maniera diversa da quelle che suscita KOR, per quanto in alcuni momenti qualche paragone potrebbe essere anche fatto), la realizzazione tecnica è ottima (soprattutto se se considera la data d' uscita, e comunque le animazioni sono ancora incredibilmente attuali), il disegno altrettanto e il chara mi piace quasi di tutti (anche quello delle comparse non è quasi mai banale o insignificante), c' è un buono studio della personalità e dell' introspezione di molti di loro (soprattutto quello di Kenshin, ma anche, in momenti diversi della storia, quello di Kaoru, Sanosuke, Megumi e alcuni degli avversari della “banda Kenshin“), se escludiamo 2 o 3 puntate ad inizio serie (che comunque non sono mai tediose) la storia non ha cali di tensione, il ritmo è sempre giusto (senza momenti morti o inutili).
Per sintetizzare direi che la qualità migliore di Rurouni Kenshin e quella di farsi seguire perché la storia è raccontata bene. Coinvolge in pieno, è questa dovrebbe essere la cosa più importante pewr un anime. E ci riesce soprattutto perché le emozioni che vuole raccontare le percepisci in maniera chiara.
Io l' ho adorato, spero che qualcun altro dei KOR Friends possa scoprirlo, così ne parliamo un po' insieme.

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maurofiore

 
 

ALE2

Messaggio numero 10353

Creato il: 18/03/2009
15:18:27

Mi cimento anche io nella recensione di Suzuka.

Per prima cosa differenze anime/manga. L'anime segue fedelmente la prima metà del manga ma questo non significa che sia incompiuto, anzi ha un finale vero e proprio e anche molto bello. Solo che il manga continua anche oltre...

Suzuka non ha la pretesa di essere originale o di essere il nuovo MI ne tantomeno di essere l'anime che segnerà generazioni, è solo la storia di un ragazzo e una ragazza come siamo stati noi...

L'anime è molto ben realizzato anche se qualche difettino in alcune animazioni l'ho trovato e la colonna sonora è di per sè bellissima anche se non molto sviluppata. Probabilmente l'anime è stato realizzato con molta passione ma con poche aspettative, un po' come Maison Ikkoku.
E qui veniamo alla trama. La citazione di Maison Ikkoku non è a caso in quanto troviamo molti punti in comune con questa vecchia e stupenda serie. Sembrerebbe un difetto ma in realtà se una cosa è bella è bella, anche se non è originale.
Il protagonista è Akitsuki Yamato, ragazzo trasferitosi a Tokyo per frequentare le superiori. Prende alloggio in un dormitorio/bagno pubblico femminile di proprietà della zia e proprio nella stanza affianco alla sua alloggia Suzuka Asahina, ragazza che ha vinto una borsa di studio per l'atletica come saltatrice in alto. Inutile dire che Yamato appena la vede (proprio mentre si allena) ne rimane totalmente affascinato e se ne innamora. Suzuka però ha un caratteraccio ed è scontrosa, probabilmente è solo un modo per apparire dura e non mostrarsi debole perché in fondo sembra essere molto buona, ma oltre a questo sembra esserci qualcos'altro che le impedisca di legarsi a Yamato di più di una semplice amicizia.
Ovviamente entra in gioco anche Honoka Sakurai, ragazza dolcissima e molto timida innamorata di Yamato fin da bambina creando le premesse per un bel triangolo.
Detto questo la storia sembrerebbe sempre la stessa ma il suo punto di forza è che i personaggi sono curatissimi. è difficile non immedesimarsi in Yamato e fare il tifo per lui, ed è ancora più facile immedesimarsi in Suzuka e Honoka e soffrire con loro. Non è nemmeno come in KOR che viene facile per lo spettatore scegliere tra Hikaru e Madoka, qui le protagoniste sono tutte ugualmente valide anche il terzo “incomodo“, Miki Hashiba ragazza bellissima e molto altruista anche lei innamorata di Yamato.
Altro punto di forza della serie è che è perfettamente reale (come MI), non ci sono magie, poteri speciali( ) o alieni. Qui è tutto reale, sono storie che potrebbero essere benissimo capitate ad ognuno di noi nella nostra adolescenza, per questo è facile immedesimarsi. I triangoli amorosi, le prime uscite imbarazzate, la paura di dichiararsi a chi si ama, le ***ate che si combinano per seguire i consigli degli amici smaliziati, il cercarsi al cellulare ecc.
Il tutto raccontato con un mix di ironia comicità e serietà, quindi vi troverete di fronte a molte scene divertenti come a molte tirsti e molte emozionanti (stupenda la dichiarazione con le lucciole). Qui non ci sono stupidi episodi riempitivi e la storia corre via in un susseguirsi di emozioni, tanto che vi troverete alla fine dei 26 episodi senza nemmeno rendervene conto. Alla fine vi troverete con uno stupendo ultimo episodio e una frase enigmatica di Yuuka (un'inqulina del dormitorio) che vi lascerà pieni di aspettative come in KOR (ma per questo c'è il manga)
Suzuka come KOR è un pezzo di quegli anni spensierati, quindi se amate KOR e MI non potete non apprezzare Suzuka.

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Ale

 
 

ALE2

Messaggio numero 10394

Creato il: 20/03/2009
12:01:01

Ok, visto che anche stamattina al laovro è magra mi cimento in un'altra recensione: Mobile Suit Gundam: The 08th MS Team.

Si tratta di una serie del 1996 di 11 OAV + 1 episodio conclusivo (last resort) e uno di mezzo riassuntivo (Miller's report).

La realizzazione tecnica e la regia sono fantastiche, il disegno è ricco di particolari e molto ben curato e la trama priva di incongruenze e sempre interessante. L'aspetto del realismo è ancora più curato della precedente serie di Gundam (U.C.), memorabile il fatto che i Gundam vengano “rattoppati“ con pezzi di ricambio rimediati da GM e che gli stessi Gundam protagonisti non siano altro che dei gundam per il combattimento terrestre costruiti con i ricambi del Gundam originale! Non per questo vuol dire che siano brutti anzi, l'RX79 EZ-8 è uno dei più belli che abbia mai visto. Unica nota stonata al realismo è che i Gundam riescano a muoversi liberamente nella giungla ma va beh, nessuno è prfetto.
Questa serie è un po' anomala rispetto alla saga di Gundam in quanto il perno della storia non è la guerra ma la storia d'amore tra 2 persone di fazioni opposte costrette ad incontrarsi solo nel campo di battaglia. Il protagonista è il sottotenente Shiro Amada (circa venticinquenne) trasferitosi sulla terra per prendere il comando dell'ottavo plotone di MS. Shiro è nativo delle colonie e prova un forte rancore per Zion dopo aver visto uccidere gli abitanti di una colonia con il gas, ma questo suo odio vacilerà dopo un incontro scontro. Proprio mentre si sta traferendo sulla terra si trova a dover soccorere un pilota che si sta scontrando ontro uno Zaku sperimentale. il suo ball e lo zaku finiscono distrutti e lui ed il pilota di Zion trovano rifugio tra i rottami di una nave distrutta ma, con grande sorpresa il pilota si rivela essere una bellissima ragazza, Aina Sahalin, che Shiro non riesce ad uccidere. I due fanno fronte comune e cercano di chiamare soccorsi, alla fine vengono recuperari dalle proprie fazioni ma tra i due è nato qualcosa. A Shiro però rimane solo un nome e un pendente/orologio che gli ha dato la ragazza...
Questo è l'inizio della storia.
Non sto a rovinarvi la storia ma vi dico brevemente che mentre Shiro si troverà a capo del plotone di MS Aina si ritrova ad essere la pilota collaudatrice di un'arma definitiva alla quale l'ottavo plotone da la caccia. Inoltre il capo di tale proggetto è un folle che altri non è che il fratello di Aina al quale è molto affezionata.I brevi incontri tra Shiro e Aina sono molto intensi e li cambiano profondamente, entrambi vorrebbero solo il bene e la fine della violenza ma questo non è possibile. Le battaglie si susseguono e l'amore tra i due si rafforza fino ad un finale spettacolare che non può lasciare indifferenti, lacrima qusi obbligatoria.

Ma la cosa più incredibile è che nonostante siano solo 12 episodi ad ogni personaggio viene dato il suo spazio! Nessuno è una semplice comparsa o spalla!
Come il sergente Karen Joshua dura e seria ma che ha vissuto un grande dramma, il sergente Terry Sanders incredibilmente leale ma affetto da una “maledizione“, Eledore che nonostante sia bravo in battaglia vorrebbe solo fare il cantante e Michel che passa la maggior parte del tempo a scrivere alla sua ragazza rimasta sulla colonia.
Ma anche dalla parte di Zion si trovano grandi personaggi come il colonnello Norris Packard che è come un padre per Aina ed è disposto a tutto per lei. Oppure il generale Yuri, Arrogante e sbruffone ma seriamente preoccupato per i suoi uomini. Poi c'è anche la simpatica (e dura) Kiki Rosita, figlia del capo dei guerriglieri che si invaghische di Shiro e diventa presto un gran supporto per la suquadra.
Tutta la breve serie è piena di pathos e vi ritroverete a guardarvela tutta d'un fiato. gli ultimi 2 episodi poi sono tra i più spettacolari che abbia mai visto, sia per i combattimenti che per le fortissime emozioni.
Unica nota è l'episodio conclusivo (Last Resort). Inizialmente non era previsto ma è stato realizzato a grande richiesta dei fans, il primo vero finale era quello dell'episodio 11. Detto questo comunque il Last Resort non è una porcheria come ci si aspetterebbe anzi, getta un po' di luce e da completezza al finale originale. Il Miller's report invece non è il solito riassuntivo riempitivo ma approfondice di più una parte centrale della storia, da vedere sicuramente all'interno della storia (prima o dopo l'episodio se non sbaglio) e non dopo.
Detto questo sono sicuro che non ne resterete delusi.

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Ale

 
 

CHRIS1710

Messaggio numero 10422

Creato il: 21/03/2009
16:17:32

Se Mek me lo concede vorrei stendere la recensione per Beck....a meno che non la stia facendo gia' tu

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Chris 1710

 
 

MEKETH

Messaggio numero 10448

Creato il: 22/03/2009
20:19:30

vai tranquillo.
Sono contento di lasciarla in mano a te, tanto la pensiamo in maniera simile su Beck. L'ho tanto propagandato Beck, che vedere che è piaciuto mi fa un gran piacere....

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meketh

 
 

JOEBADG

Messaggio numero 10462

Creato il: 23/03/2009
01:42:45

Appena avrò finito Death Note, proverò a farne uan recensione... se qualcuno intanto la vuole fare, si faccia pure avanti ke merita... basta ke segnali eventuali spoiler!

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joebadg

 
 

CHRIS1710

Messaggio numero 10469

Creato il: 23/03/2009
15:44:43

MESSAGGIO CITATO (meketh)

vai tranquillo.
Sono contento di lasciarla in mano a te, tanto la pensiamo in maniera simile su Beck. L'ho tanto propagandato Beck, che vedere che è piaciuto mi fa un gran piacere....

Ottimo.A breve quando avrò più tempo da dedicare la butto giù!!

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Chris 1710

 
 

SXMO

Messaggio numero 10472

Creato il: 23/03/2009
21:29:03

MESSAGGIO CITATO (joebadg)

Appena avrò finito Death Note, proverò a farne uan recensione... se qualcuno intanto la vuole fare, si faccia pure avanti ke merita... basta ke segnali eventuali spoiler!

joebadg ottima scelta anche se è diventato un po' di massa io avevo visto autunno scorso con un post di ale2 (grazie ancora) ed è stato il primo anima subtato che ho visto, ti suggerisco di guardare anche:
Final Conclusion Director's Cut: finale con qualche scena tagliata in più
the Movie 1 + The Movie 2 The Last Name: veramente belli per essere un live action è vicinissimi all'anime , non li avevo mai visti anche se hanno la nomea di essere un po' cosi (quello di MI per primo) e distorcere la storia cosa che capita alla fine anche in questo ma non troppo.
The Movie 3 L Change The World : cosi cosi volevano forse fare solo cassetta
aspetto di leggere la recensione

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By Sxm

 
 

MAUROFIORE

Messaggio numero 10473

Creato il: 23/03/2009
21:34:26

Allora: Chris deve fare Beck e Joe Death Note.
Voglio prorio leggerle queste due recensioni dato che sono anime che non ho guardato. Di Death Note veramente vidi il primo episodio (e lessi il primo capitolo del manga, che poi raccontano la stessa parte di storia) e comunque so di che parla e come è impostato...d' altronde sarebbe impossibile non esserne a conoscenza, visto che è uno degli anime\manga di cui più si parla un po' dovunque, commenti e recensioni a iosa in rete, e avatar a lui dedicati che non si contano. Tra l' altro è anche una di quelle opere che mi interessa seguire (non saprei se il manga o l' anime, ma sono più predisposto per il primo), non so come mai quando vidi la prima puntata non continuai...ultimamente, preso da un momento in cui mi ero convinto di volerlo vedere, mi sono scaricato le prime 5 puntate. Ora non è nel mio immediato futuro, ma prima o poi mi dedicherò anche a lui.
Nel frattempo vorrei leggere la recensione di Joe...senza spoiler però, o almeno precisando in quali punti si spoilera.
Beck invece lo conosco pochissimo...mi ricordo di aver letto che è un manga che parla di una band musicale. Parlo del manga perché mi fa pensare a Present from Lemon di Katsura, ed è difficile esprimere su carta le emozioni dovute ad una canzone, quando in realtà non la si può ascoltare. Nell' anime la situazione è ovviamente differente...però qui bisogna creare una colonna sonora (anzi più di una colonna sonora, visto che è il tema principale) eccezionale.
Pure in questo caso urge la recensione di Chris per avere le idee più chiare in merito.

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maurofiore

 
 

MEKETH

Messaggio numero 10486

Creato il: 24/03/2009
17:30:35

Eccomi qua a cimentarmi con la mia prima recensione: Ergo Proxy.

Parto subito dicendo che a mio parere siamo di fronte ad uno dei massimi livelli raggiunti dalla fantascienza degli ultimi 10 anni.
Ergo Proxy è infatti la concentrazione e per certi versi il superamento di molti diversi spunti, idee e parametri del genere.

Luogo: la città utopica di Romdo, oasi di pace e benessere, contrapposta ad un mondo esterno spoglio e rovinato dall’uomo, in cui poco o nulla sopravvive.
La citta cupola è abitata dai Concittadini, ligi al dovere e tesi alla tranquillità della comunità, intenti a proseguire le loro attività coadiuvati dagli Autoreiv, automi antropomorfi senzienti, che forniscono ausilio nelle loro quotidiane faccende ai Concittadini come Entourage.
Poi ci sono gli immigrati dalle zone esterne che devono cercare di rendersi degni di diventare Concittadini, adatti quindi ad entrare come membri effettivi nella società ed essere da essa definitivamente accettati.
Tutto nella città è regolato e controllato, nascite comprese e tutto è selezionato e diviso in base alla superiore utilità verso la stabilità della società.
Ma la monotona tranquillità della città è sconvolta da un virus, il Cogito, che sviluppa negli Autoreiv emozioni, sentimenti e volontà. A questo si aggiunge la comparsa di un misterioso mostro, il Proxy, comparsa che viene naturalmente nascosta ai Concittadini dal Dipartimento di Sicurezza, per garantirne la serenità.
In questo scenario si muove l’agente Re-l Meyer, nipote del reggente, donna per certi versi altezzosa e distaccata, che dopo un incontro col “mostro” comincia ad indagare su di esso, iniziando a sospettare che sotto la facciata utopica della città si nascondano più segreti e menzogne di quanto si pensi. Inoltre abbiamo l’immigrato da Mosk, Vincent Law, impiegato nell’eliminazione degli Autoreiv infetti e segretamente innamorato di Re-l, che pare avere misteriosi legami col Proxy stesso.
Non ultima per importanza è Pino, piccola autoreiv, ideata per fare da surrogato di una vera bambina, specie di animaletto da compagnia.
Queste diventeranno le premesse di un viaggio all’esterno e come conseguenza all’interno della città-cupola, svelandone le contraddizioni, le ipocrisie e le origini.
Un viaggio di 26 puntate, senza filler o simili, diretto solo a raccontare una storia, con dei capitoli auto-conclusivi che però stanno tutti nell’ottica di rappresentare il viaggio psicologico e fisico dei protagonisti, le loro scelte e le loro indecisioni e paure.
Un viaggio in una visione piuttosto negativa del futuro, non priva invero di qualche verosimiglianza (purtroppo).

Dal punto di vista tecnico lo studio Manglobe ha fatto un piccolo capolavoro. La caratterizzazione dei personaggi, lo studio dell’ambientazione e tutto il comparto grafico in generale sono veramente d’eccezione. Per di più il primo episodio è una vera perla dal punto di vista delle inquadrature, della regia e del montaggio, tutti elementi che si mantengono sempre ad un alto livello.
La musica è di ottima fattura, realizzata da Yorihiro Ike, ma come è lecito aspettarsi da un anime del genere essa serve di contorno, rimanendo ad un livello non invasivo, ma dando un tocco in più a certe situazione e contribuendo all’atmosfera. Da notare che per l’ending i Radiohead hanno concesso la loro Paranoid Android.
(Nota: mi pare che ci siano i cd nel topic OST lista…)

Voglio sottolineare due aspetti.
Primo: Ergo Proxy è un anime freddo. Molto preciso, pulito. Ma molto cerebrale. Non è un anime di cui si possa vedere qualche puntata in maniera disattenta o superficiale. Questo è anche uno dei suoi grandi pregi intendiamoci. Ma difficilmente si noteranno le moltissime citazioni criptiche guardandolo tanto per guardarlo.
Questa è una delle caratteristiche di Ergo Proxy: pieno infatti di riferimenti colti, a volte persino eruditi. Sconta un certo intellettualismo, ma niente di troppo forzato.
Tanto per fare due esempi (il primo l’ho riconosciuto solo perché sono un appassionato di cinema russo):
nell’episodio 2 c’è la scena della caduta della carrozzina dalle scale che è una citazione dal film La Corazzata Potemkin, mentre la stanza del sindaco Donov Mayer è ispirata alla cappella dei Medici di Michelangelo, di cui vengono anche citati dei versi nel primo episodio.
Secondo: Ergo Proxy è un viaggio in un mondo cupo, plumbeo. Tutto ciò è sottolineato dai colori, sempre in tonalità fredde, distanti. Ma anche dalle musiche. Elementi perfettamente adatti quindi all’atmosfera generale dell’anime, decisamente ispirato come intenzioni ai classici del genere come Blade Runner, o a libri come 1984.
Per tutte queste ragioni, difficilmente scatterà un processo di immedesimazione o di affezione verso i personaggi.
Con tutto questo apparato che viene dispiegato Ergo Proxy non è forse perfettamente riuscito, nel senso che mette per certi versi troppi elementi in campo senza riuscire a sfruttarli tutti completamente.
Detto ciò resta il fatto che siamo di fronte ad una delle migliori espressioni dell’animazione giapponese degli ultimi anni, che è quindi da vedere assolutamente, se siete in cerca di “cibo per la mente”. Fatelo però quando avete un pò di tempo da dedicargli o rischierete di non godervelo come merita.

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meketh

 
 

CHRIS1710

Messaggio numero 10524

Creato il: 25/03/2009
20:04:38

Bene....seguo Mek con la recensione su Beck-Chop Mongolian Squad.

Beck...e' un omaggio alla musica.Non una rappresentazione animata sulla nascita di una boyband o sul sempre vivo mondo che circonda gli Idol giapponesi.No.
E' un omaggio alla musica rock al blues all'indie.Al sempre piu'(in passato)fervido e ricco terreno che era-e chissa'-sara',dell'underground.
Ma andiamo con ordine.Tokyo.Yukio Tanaka(conosciuto come koyuki-Izumi sua amica d'infanzia gli da' questo nuovo nome per non confonderlo con un'altro bambino che si chiama appunto Yukio) e' il protagonista di questa storia.Ha 14 anni e frequenta la scuola media Higashi.Le sue giornate trascorrono piatte e vuote prive di qualsiasi stimolo fino a che non fara' la conoscenza con Ryusuke un ragazzo poco piu' grande di lui che ha vissuto per molto tempo negli Stai Uniti e con una grande passione per la musica e la chitarra.
Merito di questo incontro lo si deve a Beck un cane di taglia piccola del quale Ryusuke e' il proprietario.Questo provochera' in Koyuki molti cambiamenti:fara' conoscenza con il mondo delle live house(locali dove si suona musica dal vivo) scoprira' il talento a lui sconosciuto della musica,conoscera' l'amore per una ragazza.Da quell'incontro con quello strano cane la vita di un ragazzo qualunque,ordinario,privo di qualsiasi talento all'apparenza,cambiera' per sempre.
I membri dei Beck.La cosa che maggiormente colpisce di questo anime e' la marcata caratterizzazione dei personaggi intesa nel contesto rock band.
Andiamo con il primo:Tyra il bassista.Un biondino asciutto magro sempre mite e riflessivo.Il suo modo di suonare il basso richiama moltissimo Flea dei Red hot chilly pepper e se vogliamo anche il suo modo di atteggiarsi sul palco.
Ryusuke chitarra.Non si vede questo grande genio nel suo modo di suonare la chitarra ma spicca maggiormente il suo atteggiamento di leader della band.Di prendere decisioni.Chi e' dentro e chi e' fuori.
Sakurai batteria.Frequenta la stessa scuola di Koyuki e suona la batteria piu' per diletto.Ma ryusuke lo fa provare e in effetti non e' affatto malvagio.
Chiba.Cantante e animatore di folle.Ha piu' la stoffa del rapper che del cantante vero e proprio.Infatti il suo rappare offre hai Beck una miscella di crossover punk-rock.Animale da palco!
In Beck sono presenti molti omaggi e riferimenti alle leggende del rock.Viventi e non.Partiamo da Lucille,la mitica chitarra di BB King una Gibson ES 345(la storia raccontata nell'anime sulla chitarra e la chitarra stessa sono un po'diverse.Sicuramente per creare un'atmosfera un po' Gangsta).Il modo di suonare la chitarra coi denti di Eddie Lee...peccato fosse in realta' una Stratocaster e non una Les Paul Standard
Il negozio di chitarre dove Koyuki compra la sua prima Telecaster-Yngwie Market Guitar-omaggio a Yngwie Malmsteen uno dei piu' grandi virtuosi della sei corde esistenti.E poi il brano che Koyuki canta al Grateful Sound il festival dove verrano consacrati-come realta' underground e non del mainstream-I've got a feeling omaggio ai 4 di Liverpool.
Sicuramente ce ne saranno altri e a memoria tutti non li ricordo.Ma credo che sia gia' sufficiente cosi'.
Il comparto animazione non e' niente di eccezionale ma sicuramente spicca in originalita' come tecnica e uso dei colori.Senza dimenticare le riproduzioni fedeli agli originali di Fender e Gibson Les Paul che tolgono il fiato in quanto a maniacalita' nei dettagli(se Fender e Gibson hanno autorizzato il proprio marchio non e' certo per farsi pubblicita')
La colonna sonora e' uno dei punti di forza dell'anime con brani come Face Split out e Moon on the water(magica).
Concludendo non e' che siamo di fronte al capolavoro o al capolavoro assoluto
ma sicuramente e' un anime che fa' la differenza nel grande calderone dell'animazione made in Japan,dove sogni desideri illusioni amicizia e sentimenti si mescolano in modo sapiente sulla tastiera di una chitarra e danno vita ad una sferzante melodia rock'n'roll.

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Chris 1710

 
 

MEKETH

Messaggio numero 10656

Creato il: 30/03/2009
18:45:16

E veniamo finalmente alla recensione de EL CAZADOR DE LA BRUJA.
Ammetto che avrei voluto farla prima, a caldo, appena finita l’ultima puntata. Principalmente perché ammetto che questa serie è una delle migliori che ho visto e temo che con la ovvia freddezza che porta il pensarci sopra non mi riesca di scriverne come vorrei e come sento.

Partiamo dalla trama, di modo da dare a tutti un’idea di cosa si parla:
questa è la storia di un incontro, l’incontro tra Ellis, ragazzina ricercata in quanto sospettata di omicidio, che ha perso la memoria e non ricorda nulla del suo passato e Nadie, cacciatrice di taglie, che riesce finalmente a trovare Ellis in un piccolo villaggio messicano. Stranamente però invece di catturarla e riscuotere la taglia, Nadie la aiuta a fuggire e decide di accompagnarla verso il Wiñay Marka, “il luogo eterno“, misteriosa meta ove finalmente il passato di Ellis e tutte le sue domande troveranno risposta.

Sono stato volutamente vago sulla trama per non fare spoiler rovinando una cosa originale ma anche perché volevo centrare l’attenzione su altro. Molte sarebbero infatti le domande che si pongono sin da subito: chi è in realtà Ellis? Ha commesso veramente l’omicidio? Perché Nadie semplicemente non la cattura e invece decide di accompagnarla? Chi insegue le due ragazze e perché?

Ma in verità questo è il racconto di un viaggio. Avete presente quei vecchi film d’avventura dove si vedono i due protagonisti affrontare molte traversie costruendo man mano un’amicizia profondissima e una grande fedeltà reciproca? Ecco qui ho trovato, nel lungo viaggio, fatto di cambiamenti tortuosi, anche di episodi autoconclusivi, che stanno sempre però nell’ottica di un percorso diretto verso una meta, ho trovato dicevo qualcosa di quello spirito.
È poi la storia di come inizia e cambia il rapporto di intensa amicizia ed affetto che si sviluppa tra Nadie e Ellis, da perfette estranee a unità inseparabile. Di come si formi il carattere e la personalità di Ellis, che di fatto, seppure in un corpo di ragazzina, emotivamente è una bambina.
E di come attorno a lei cambino anche molte altre persone, Nadie in primis, di cui è notevole la personalità e la “presenza scenica”.
L’ambientazione è più di un mero sfondo neutro per queste avventure: oltre ad essere molto originale (parliamo infatti di un paese che potrebbe essere il Messico dei nostri giorni o poco più addietro) in sé, rompendo la monotonia di troppi anime che come sfondo, indipendentemente dal genere, hanno il solito Giappone, l’ambientazione dicevo è perfettamente funzionale a interagire con la personalità e anche la crescita delle protagoniste, adatta a mettere in campo sfide, difficoltà e dubbi. Un Sud-America tratteggiato peraltro con un certo realismo che senza scendere nei particolari, ci fa vedere aspetti della realtà del luogo molto interessanti (da notare l’uomo dell’ufficio taglie che prende la tangente per le taglie illegali o il bandito che si cambia la faccia con la plastica per non essere trovato!).
Inoltre, aspetto che ho molto apprezzato, pur essendo Ellis dotata di misteriosi poteri, questi hanno per tutta la serie, esclusi gli ultimi 4 episodi, una rilevanza e un peso nella narrazione minimi. L’equivalente di quelli di Kyosuke, anche meno tenendo conto che si vedranno in una puntata si e una no, in genere per non più di 2 minuti… Niente palle di fuoco o tifoni quindi.
Ho trovato molto interessante il finale, o meglio i finali. Scelta curiosa e originale, devo ammettere che mi hanno colpito, lasciandomi con una sensazione un pò strana. La fine è però univoca e definitiva, per un’opera concepita e realizzata per essere conclusa, senza strascichi o successive riprese (altro elemento di valore, visti i tempi).

Il comparto grafico è molto buono, con alcune punte molto elevate qualitativamente, non solo nella cura dei fondali ma anche nelle animazioni dei personaggi, con una grande cura nei colori, in particolare in alcuni episodi (quelli che riguardano il passato di Ellis) e una grande cura nei dettagli, come le armi (già citate da Ale2), ma anche la scassatissima auto delle protagoniste o i quartieri delle varie cittadine da loro attraversate.
La regia e la direzione di Koichi Mashimo sono di grande effetto (l’ending è veramente molto bella come inquadrature) e si nota tutta la cura profusa per la terza serie della trilogia “Ragazze con la pistola”, per uno studio, il BEE TRAIN, che ha fatto della qualità il suo obbiettivo principale.
La narrazione e la sceneggiatura sono le cose che più ho amato di questo anime: guardate l’episodio 18 e sono sicuro che converrete che sia esteticamente che dal punto di vista della narrazione è una perla. Uno stile sobrio e mai esagerato, elegante e semplice per un anime serio ma che ha alcuni momenti anche di divertimento (a volte Ellis tira fuori delle frasi alternativamente di un’ironia o di un’ingenuità folgoranti).
Da ultimo scrivo della colonna sonora: un capolavoro. Le musiche di Yuki Kajiura, che pare abbia trascorso 10 giorni in Perù per trovare l'ispirazione musicale, sono davvero d’eccezione. In un anime con elementi di molti generi, la musica trova sempre un modo per essere perfettamente adatta a qualsiasi situazione.
Non c’è momento che abbia un commento sonoro inadeguato, proponendo anche una certa varietà nell’utilizzo delle musiche, sempre di grande impatto (mi è parso di notare tra l’altro che almeno un paio di bgm sono state utilizzate solo una volta in tutto l’anime!).
La strana miscela di musiche western con pezzi più “sud-americani”, di momenti evocativi e altri quasi da musica lirica completa di coro fanno di questa colonna sonora una delle più riuscite degli ultimi anni.

Questo è uno dei non molti anime di cui posso dire di aver apprezzato ogni aspetto, sia tecnico che artistico. Il processo di familiarizzazione e immedesimazione con i personaggi, con la loro forza e le loro debolezze e contraddizioni, attraverso un mondo pieno di crudeltà ma anche di tenerezza (vedere il personaggio di Lirio, veramente riuscito) porta pian piano a seguire il viaggio di Ellis e Nadie con un certo trasporto, aiutato dalla riuscita tempistica dei vari accadimenti e da alcuni colpi di scena ad effetto ben architettati.
Ma ripeto il fulcro è la storia di due persone, del loro viaggio e del loro legame.
Sono forse un pò parziale in merito, ma sono convinto che a tutti voi possa dire qualcosa.
Buona visione!

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meketh

 
 

ENKY85

Messaggio numero 10750

Creato il: 03/04/2009
20:19:25

e passiamo a noi con la recensione di TORADORA.

Devo dire che son stato un po prima di accingermi a fare questa recensione. questo per dare tempo a chi lo stesse vedendo, di concluderlo e cercar di creare un discorso senza spoileroni o quant'altro.
partiamo col dire che si tratta di un anime scolastico,sentimentale,commedia della stagione giapponese appena conclusasi.

Partiamo a parlare della TRAMA.
La storia inizialmente è incentrata sul protagonista maschile RYUJI TAKASU che sotto il suo aspetto da teppista è invece una persona gentile e molto disponibile verso il prossimo. A scuola scopre di essere in classe con il suo migliore amico YUSAKU KITAMURA, ma la cosa che lo rende piu felice è il fatto di stare nella stessa classe della ragazza che gli piace MINORIN KUSHIEDA. Durante un suo viaggio nei corridori della scuola, Ryuji, si scontrerà casualmente con la ragazza più temuta della scuola TAIGA AISAKA, (chiamata anche TENORI TAIGA, ovvero Tigre Tascabile, data la sua statura e corporatura) che si scoprirà essere molto amica di Minorin e frequentare la stessa sua classe. Casualmente Ryuji scopre che Taiga ha una cotta per il suo migliore amico Yusaku, e Taiga intuisce che Ryuji ha una cotta per Minorin. A questo punto tra i due si instaura una specie di amicizia ed un rapporto di cooperazione per riuscire più facilmente nel raggiungimento dei loro obiettivi.
dopo qualche episodio farà la sua comparsa AMI KAWASHIMA, la quale incasinerà ancora di più la situazione venutasi a creare tra i protagonisti.
Si può dire che questa sia l'introduzione di TORADORA...
Non aggiungo altro per non iniziare a spoilerare!!!!

Passando al COMPARTO TECNICO,
-Come TRAMA è facile paragonarlo al solito “GIA VISTO“, ma è proprio qui che il discorso cambia. dopo i primi episodi di ambientazione e conoscenza dei personaggi la storia inizia a mostrare le sue novità. E' vero che ci son le classiche situazioni di questo genere d'anime, ma ci sono sopratutto nuovi spunti e il modo diverso di raccontare la storia a farla da padrone. Insomma questo non è il classico già visto!!!
-Un'altro punto a favore è l'Ottima CARATTERIZZAZIONE dei personaggi, tutti con una solida e propria personalita'. Questo non riguarda solo i protagonisti ma anche i personaggi secondari o di contorno.
Il carattere di ogni personaggio non risulta mai banale e si amalgama perfettamente nella vicenda, tant'è che lo spettatore dopo i primi episodi di ambientazione farà il tifo per una persona o per altra.
-Come ogni anime comedy/sentimentale che si rispetti non mancheranno di certo situazioni esilaranti (realizzate molto bene),
ma non mancheranno di certo situazioni strappalacrime o emotivamente molto intense a dir poco FAVOLOSE(parere personale) dove lo spettatore resterà profondamente coinvolto!!!! A mio parere il punto di forza di quest'anime.
-I disegni risulteranno familiari a chi ha gia visto Shakugan No Shana o Zero No Tsukaima, dovuto dal fatto che tutte queste 3 opere sono state create dalla J.C. Staff.
Le animazioni sono molto belle e fluide, soprattutto quelle del volto e delle varie espressioni. Da quanto ho notato per quasi tutta la serie non c'è stato un calo nella qualita grafica.
-Il comparto musicale e' di buon livello e si integra perfettamente nello svolgimento delle situazioni e della storia. Una mozione speciale va alle sigle di apertura e chiusura, veramente originali e divertenti (un consiglio: non ascoltatele troppe volte c'è il rischio di ascoltarle per tutto il giorno )
-Il Mio commento Finale su TORADORA è molto positivo una delle miglior serie della stagione passata ma che si posiziona molto in alto anche nella classifica del suo genere. Innovativo e classico, demenziale e molto ma molto serio.e poi Ha quel tocco di originalità che lo rende una piccola perla!!

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Enky!!!

 
 

JOEBADG

Messaggio numero 10756

Creato il: 04/04/2009
11:30:36

visto ke manca la recensione di MI, vi copio, x ki non l'avesse letta, la mia ke avevo pubblicato su animeclick.it:

“Ci si sente un po’ orfani dopo aver visto l’ultima puntata della splendida Maison Ikkoku, dopo essere diventati, per 96 puntate, il settimo inquilino di questa stramba casa, dopo essersi immersi ogni volta in questo mondo immaginario, così distante nello spazio e nel tempo, ma così coinvolgente. Sì, perché è difficile non affezionarsi a questi personaggi di fantasia, ma così realistici e attuali da rendere automatica l’immedesimazione; chi dei miei coetanei ventenni (target a cui sicuramente è indirizzata l’anime) non si rivede in Yusaku Godai, studente universitario mediocre e squattrinato che, da un piccolo paese del Giappone, si trasferisce nella Tokyo d’inizio anni ottanta, dove finisce in una pensione, la Maison Ikkoku appunto, abitata da strani e irrequieti inquilini che lo distolgono continuamente dallo studio organizzando feste alcoliche in camera sua? Chi non può poi immedesimarsi in lui quando inizia la disperata e difficoltosa ricerca di un lavoro, tra le cocenti delusioni e un’ostinata sfortuna (per la quale il povero ragazzo sembra davvero portato)?
Lo stesso, non si può non essere empatici nei confronti di Kyoko, giovane e bellissima vedova, la quale arriva a casa Ikkoku in qualità di nuova amministratrice proprio nel momento in cui Godai sta per andarsene esasperato dall’invadenza dei suoi coinquilini; sfido chiunque a non essere partecipe emotivamente alla malinconia di questa ragazza a cui il destino ha strappato prematuramente il marito Soichiro, che tanto amava e che non riesce dimenticare per far posto al povero Godai che, invece, s’imprime bene in mente Kyoko fin dal primo, fatale incontro, iniziando nei suoi confronti una corte tanto romantica e dolce, quanto timida e maldestra.
A prima vista Maison Ikkoku può apparire come una banale commedia sentimentale… ma non è così! Innanzitutto la vicenda si svolge durante una arco temporale che dura ben 8 anni, in cui vediamo i protagonisti crescere e maturare attraverso un lungo percorso che alternerà momenti di puro spasso a momenti di grande intensità emotiva, soprattutto in prossimità dell’epilogo. Inoltre le vicende sentimentali non si svolgono sempre in modo lineare e scontato: Godai troverà un pericoloso e intraprendente rivale in Mitaka, affascinante maestro di tennis di buona famiglia e dal sorriso letteralmente scintillante, il quale farà una corte spietata a Kyoko, rendendola ancora più confusa di quanto già non sia. Dall’altra parte Kyoko avrà ben due rivali, ovvero l’”amica” di Godai Kozue, che attenterà più volte alla debole volontà del ragazzo, e l’ostinata e innamoratissima Yagami, studentessa di un liceo in cui Godai fa il tirocinio per un breve periodo… Il tutto reso ancor più avvincente dal fatto che Kyoko è tanto bella quanto ostinata, quindi piuttosto restia a perdonare le gaffe e le stupidaggini di Godai.
Magistrale è, inoltre, il mix tra sentimentalismo, drammaticità e humor che rendono Maison Ikkoku una commedia sentimentale unica e irresistibile.
Ovviamente la situazione centrale è la love story tra Godai e Kyoko, storia che tuttavia s’inerpicherà lungo una strada tortuosa (in particolar modo quando si viene a conoscenza che Kyoko è vedova, e lì le speranze di Godai vacillano seriamente, e ancor più quando si vengono delineando più chiaramente i sentimenti di lei verso il defunto marito). Il lieto fine, certo, è dietro l’angolo, ma verrà messo in discussione da numerosi colpi di scena, triangoli amorosi (come nella più buona tradizione delle anime sentimentali) ed incredibili equivoci che talvolta risulteranno anche decisivi (il povero Mitaka ne sa qualcosa…), spesso dovuti al fatto che la cocciuta Kyoko si rifiuta di chiarire le situazioni con Godai e anche al fatto che quest’ultimo si comporta da emerito inetto a causa della sua indecisione cronica.
Ai teneri momenti d’intimità tra Kyoko e Godai si frappongono poi continuamente le scorribande e i lazzi degli inquilini della casa (spesso in momenti topici della love story): da Ichinose, donna di mezza età tutt’altro che atletica, con le sue danze sfrenate carburate dal sake (che gli inquilini sembrano consumare quotidianamente in quantità industriali…), le quali suscitano l’ira e la vergogna del figlioletto Kentaro, ai comportamenti equivoci di Akemi, l’avvenente (e discinta) occupante della camera affianco a quella di Godai, fino all’esilarante Yotzuya, nullafacente opportunista e impiccione che irrompe continuamente in camera di Godai attraverso un buco aperto con una trave “soltanto per comunicare con lui” (come afferma lo stesso Yotzuya col solito sguardo inespressivo e misterioso come il suo mestiere...); per non parlare poi della mitica nonna di Godai, la signora Yukari, arzilla vecchietta dall’imprecisata età, alta meno di un metro (a tal proposito vi invito a guardare l’episodio 87, in cui la si vede in veste del tutto “inedita”). Insomma… al ragazzo sicuramente mancherà un po’ di privacy, ma non si può di certo dire che si annoi!
Degni di nota sono poi i momenti di riflessione e i flashback di Kyoko, carichi di pathos ed emotività: i nostalgici ricordi della sua vita felice insieme al marito prima che morisse, la solitudine che prova senza un uomo al suo fianco, la giovinezza che sente scivolare via, e dall’altra parte l’incertezza di Godai sul suo futuro e l’incombente paura di dover sempre vivere all’ombra di Soichiro.
Sicuramente questo ci porta ad apprezzare un altro punto di forza dell’anime in questione: la delineazione dei personaggi principali. Essi non sono mai uniformi, ma sono pieni di sfaccettature, lati nascosti e difetti… definendoli con un aggettivo sono “umani”. La testardaggine di Kyoko nel non volere che i genitori s’intromettano nelle sue scelte di vita (la madre vuole insistentemente che si risposi), l’orgoglio che la porta a non voler ascoltare le reiterate scuse di Godai che non ne azzecca una, ma soprattutto il blocco psicologico di Kyoko nei confronti dell’amore dopo la morte di Soichiro, dovuto al profondo sentimento e al rispetto che nutre verso il marito e che la portano a provare un gran senso di colpa ogni volta che tenta di lasciarsi andare e di dare sfogo ai veri sentimenti verso il suo pretendente: tutto ciò la rende così fragile e umana, facile oggetto di quell’empatia da parte dello spettatore di cui si parlava sopra.
Lo stesso Godai è un personaggio interessante, oggetto di un vero e proprio processo di crescita che lo porta a diventare, da indecisa e immatura matricola più volte prossima al fallimento, un uomo che riesce, dopo tante fatiche e disavventure, ad ottenere una laurea e un lavoro, pronto a poter rendere felice la donna che ama, pur potendole “offrire ben poco”…. Tutto questo grazie alla sua persistenza (e alla sua stoica resistenza alla s*** direi) ma soprattutto grazie all’amore per Kyoko, vera e propria molla in ogni sua riuscita.
Persino un personaggio che ha l’evidente ruolo dell’antagonista, ossia Mitaka, non è delineato a senso unico: per buona parte dell’anime si prova una sostanziale antipatia per lui, il rivale diretto di Godai, il classico snob di successo, affascinante e pieno di sé (ma sminuito ironicamente attraverso la sua ridicola fobia verso i cani di ogni taglia, che lo metterà in situazioni davvero imbarazzanti). Tuttavia, a un certo punto, non si può non apprezzare e stimare la sua devozione e onestà verso Kyoko, alla quale si dichiara in modo schietto e inequivocabile, dicendole che è disposto a rinunciare a qualsiasi altra donna per lei (la famiglia vuole che lui si sposi con un’altra ragazza ricca, Azuko , che però Mitaka non ama) e che è disposto ad aspettarla: a tratti la figura di Mitaka supera in grandezza morale anche quella di Godai, fino a diventare una figura tragica, vittima di una sfortuna alla quale era rimasto esente fino ad allora (un madornale equivoco lo porterà a dover sposare Azuko) e il suo gesto finale di rinunciare definitivamente a Kyoko raccomandandola nelle mani del rivale è davvero encomiabile. Figure, dunque, tutt’altro che scontate e univoche.
Tutti questi personaggi si muovono in uno scenario ben allestito, in una Tokyo fatta di vie affollate, grandi palazzi, metropolitane, mercati, vetrine, parchi che cambiano colore a seconda delle stagioni che passano, locali notturni come il cabalet (dove lavorerà per un periodo Godai) e poi caffetterie dove i protagonisti si intrattengono spesso a parlare davanti ad una fumante tazza di the e bar come il Chachamaru dove lavora Akemi, scenario delle tante sbronze e festini “in trasferta” dei cari coinquilini di Godai… e poi c’è lei, l’Ikkoku-kan, la vecchia casa fatiscente (basta appoggiarsi a una ringhiera per rischiare di sfracellarsi al suolo!) dall’orologio perennemente fermo, che si muove simbolicamente soltanto in una delle prime puntate, quando Kyoko e Godai rimarranno soli in soffitta… proprio quando le sue vecchie mura inizieranno farsi teatro delle avventure dei due innamorati e dei loro amici! Avventure talvolta irresistibilmente divertenti, talvolta romantiche, che raggiungeranno il loro apice nelle ultime 20 puntate, in un climax avvincente che incollerà gli affezionati di Maison Ikkoku allo schermo fino alle ultime 5, indimenticabili puntate.
Dopo questo lungo elogio è doveroso riconoscere che Maison Ikkoku qualche difetto ce l’ha. Vedo che alcuni già prima di me hanno notato che a livello narrativo ci sono delle imprecisioni. Mi spiego meglio. Alcuni episodi importanti che avvengono in un determinato momento del racconto, per esempio, vengono ignorati nel proseguo, oppure alcuni personaggi (tipo Kozue) ricompaiono in maniera improvvisa e inverosimile nel corso della storia o ancora, alcuni equivoci, se ci pensiamo bene, possono sembrare eccessivi e assurdi (vedi il fidanzamento di Mitaka con Azuko). Tutto ciò andrebbe, secondo alcuni, ad inficiare l’accuratezza e il realismo dell’anime; tuttavia io sono dell’avviso che, quando parliamo di anime in genere, la parola “realismo” (inteso a livello letterario e cinematografico) sia quasi un ossimoro… è vero che in Maison Ikkoku non ci sono inserti fantasy, ma stiamo sempre parlando di un cartone animato giapponese e in quanto tale inevitabile portatore di qual gusto “barocco” per l’eccesso e l’esasperazione di certe situazioni tipico di ogni esemplare della sua specie… e inoltre c’è l’aggravante che è opera di Rumiko Takahashi, la cui stravaganza è ben nota (vedi “Lamù” o “Ranma ½). Per quanto riguarda le inesattezze narrative… beh Maison Ikkoku è una serie piuttosto lunga e comunque diretta ad un pubblico di ragazzi e non di critici cinematografici… qualche imprecisione gliela possiamo perdonare agli autori! O no?
Il cast di realizzatori di Maison Ikkoku è davvero di alto livello. Si parte dall’autrice del manga da cui è tratto, la già citata Rumiko Takahashi.
Il character design di Maison Ikkoku, invece, è affidato, fino all’episodio 23, a Yuji Moriyama , mentre dall’episodio 24 subentra la mitica Akemi Takada (Lamù, Creamy, Kimagure Orange Road). Laddove la prima delinea i volti dei personaggi in modo più fanciullesco, prediligendo spesso le facce “deformed”, la seconda da’ un tocco più maturo ai personaggi, io direi giustamente, visto che all’inizio della serie Kyoko e Godai hanno rispettivamente 21 e 19 anni e alla fine 29 e 27: l’evoluzione del character design rende dunque più evidente il processo di maturazione dei protagonisti, conformemente alla progressiva evoluzione dal tono umoristico a un tono sempre più drammatico.
La colonna sonora ad opera di Takao Sugiyama e Kenji Kawai, seppur intensa e in tema, è secondo me un po’ troppo ridotta nella quantità di motivi per la lunghezza dell’anime; tuttavia le sigle di apertura e chiusura (ben 5) sono davvero notevoli, sia a livello grafico che musicale, alternando sapientemente le melodie delicate e malinconiche a quelle più allegre e vivaci (anche queste perciò in sintonia con l’anime, una cornice davvero perfetta!). Se dovessi esprimere una preferenza sceglierei la prima sigla di apertura (“kanashimi yo konnichi wa”) e la prima di chiusura (“ashita hareru ka”), ma anche le canzoni di Gilbert O’ Sullivan (“Alone again (naturally)” e “Get down”) che fanno da apertura e chiusura solo all’episodio 24.
Maison Ikkoku venne trasmessa in Giappone tra il 1986 e il 1988, e in Italia nel 1991 su Junior TV col titolo “Cara dolce Kyoko”, anche se io l’ho conosciuta qualche mese fa su quella fantastica miniera d’oro che è YouTube (meno male direi, anche perché nel ‘91, alla tenera età di 7 anni, non avrei mai capito il perché Godai perdesse tanto tempo dietro ad una ragazza!).
Poi però non ho resistito, e ho dovuto acquistare il cofanetto della Yamato, che ha curato l’edizione dell’anime in dvd. Edizione di qualità, che però si porta dietro i difetti dell’adattamento effettuato dalla Doro TV all’uscita della serie televisiva in Italia. Mi spiego meglio: alla Doro TV va senz’altro il merito di aver fatto un adattamento più che buono e di non aver operato censure sulla serie; c’è però una grande pecca: il doppiaggio. La prima metà circa dell’anime (fino alla puntata 52) ha uno staff di doppiatori eccellente, tra cui spiccano Monica Ward e Alessio Cigliano (sebbene si percepisca che il tutto è stato fatto in economia, anche per via della penuria di voci rispetto al numero di personaggi); dall’episodio 53 in poi si ha invece uno staff di doppiatori del tutto diverso e, a mio parere, inferiore al primo… e tutto ciò crea uno shock non indifferente gli spettatori che si appassioneranno alla serie i quali, dopo aver familiarizzato per 50 e più puntate con determinate voci associate a determinati personaggi, si ritroveranno con gli stessi personaggi ma con voci totalmente diverse e per di più inferiori.
In conclusione, posso dire che vale davvero la pena di vedere Maison Ikkoku… certo, 96 episodi sono tanti (ma anche no se pensiamo alle altre opere della Takahashi)… Tuttavia, una volta visti i primi, prenderete il ritmo e non potrete più farne a meno, dovrete prendere la vostra dose quotidiana di Maison Ikkoku, che ha un’unica controindicazione… che quando sarà finita avrete un’inguaribile crisi di astinenza… ma anche dei bellissimi ricordi!“

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joebadg

 
 

ALE2

Messaggio numero 10757

Creato il: 04/04/2009
13:33:44

Bellissima Joe! Mi hai quasi fatto venir voglia di rivederlo anche se dall'ultima volta che l'ho rivisto saranno passati si e no 6 mesi!

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Ale

 
 

SXMO

Messaggio numero 10765

Creato il: 04/04/2009
23:36:40

maestosa JOEBADG complimenti una bellissima recensione da premio premio pulitzer , per me mi è il mio secondo amore quasi primo soprattutto nelle ultime puntate dovi ti trovi talmente in merso che bisogna vederle tutte in sieme
la recensione ti è venuta lunghina ma essendo mi era ovvio che non sarebbero bastate 96 righe .
Hai fatto bene a non accennare il live action perchè non vale neanche una parola invece per i 4 oav e il capitolo finale aspetto di vedere una tua magistrale aggiunta anche breve perchè per il mio modesto parere il movie potevano rispamiarselo , oav 3 Naufragio sull'Isola Ikkoku è stato anche simpatico per i rimanti mi sembrano 2 collage e un video karaoke giusto per i jp.
cmq rilegendo il tutto quasi quasi finito kor in slow vision (un episodio al giorno toglie la tristezza di torno) mi rinizio mi che ormai è un po' anche se pensavo di iniziare qualcosa di nuovo mai visto prima.... vedremo la classifica anime che risultati verranno fuori

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By Sxm

 
 

ABCB73

Messaggio numero 10805

Creato il: 08/04/2009
11:09:16

NOTA: Veramente un bel gesto di sensibilità e rispetto la chiusura per lutto del sito, bravi ragazzi, bravo Fabio. Mi associo appieno al cordoglio e spero di cuore che nessuno di voi/noi, o persone care, sia rimasto coinvolto in questa immane tragedia.

Di ritorno nel forum dopo una “latitanza “ forzata di un paio di settimane per prima cosa posto la recensione di ZEGAPAIN
Zegapain è un'opera originale e cioè l'anime è stato realizzato ex novo e non si tratta della trasposizione di un manga o di un romanzo. Ideato e realizzato nel 2006 dalla Sunrise questa serie di 26 puntate rappresenta, a mio avviso, uno dei capolavori robotici degli ultimi anni, affiancandosi tranquillamente a serie molto più famose/diffuse come Gundam, I cieli di Escaflone, od altre, distinguendosi però con caratteristiche che definirei uniche. Le animazioni sono di buon livello tecnico, i disegni in 2D si integrano bene con le sequenze di combattimento in CG, il sonoro mi è piaciuto molto, come pure le ottime opening ed ending theme, buone anche le bgm.
Incipt: In apertura del primo episodio viene mostrata una sequenza di combattimento il cui significato rimane però misterioso. Successivamente entra in scena (nuovamente) il protagonista, Sogoru Kyo, esuberante studente del primo anno nel liceo della città di Maihama (limitrofa a Tokyo), che come presidente ed unico membro rimasto del club di nuoto cerca incessantemente, intramezzato da problematici e conflittuali rapporti sociali con molti suoi coetanei (tra cui alcuni ex amici), altri membri per evitare che il suo circolo venga chiuso per mancanza del numero minimo di iscritti. All'improvviso Kyo vede in piscina una misteriosa e bellissima ragazza, cerca di raggiungerla ma lei semplicemente svanisce nel nulla tuffandosi in acqua. A far compagnia a Kyo ci sono l'amica d'infanzia Kaminagi Ryoko ed un altro amico, i quali rimangono però dubbiosi del suo racconto così il nostro si ritrova molto confuso considerato che solo lui è riuscito a vedere la misteriosa sempai! All'improvviso però la ragazza compare e, dimostrando di conoscere molto bene Kyo, rivelerà di nascondere un segreto: proviene, infatti, da un mondo parallelo (non è chiaro cosa o dove sia), un mondo che lei, Misaki Shizuno, ragazza dallo sguardo triste che sembra essere sempre rivolto altrove ed in particolare oltre il Kyo che ha di fronte, gli chiede di salvare portandolo alla guida di un mecha (Zegapain) chiamato Altair. Kyo verrà catapultato di colpo nel bel mezzo di una battaglia a bordo di questo gigantesco robot, pilotato da lui stesso e da Shizuno, scoprendo inoltre, ed inspiegabilmente, di sapere pilotare il mecha in battaglia senza difficoltà! Successivamente le incursioni in questo altro mondo (da salvare) si ripeteranno e Kyo scoprirà che stranamente questo suo “sogno” assomiglia incredibilmente a un gioco di ruolo da poco in commercio a Maihama chiamato Pain of Zega. Comincerà allora a porsi domande come: che cos'è il mondo da lui visitato a bordo dello Zegapain Altair, così simile alla terra, ma devastato e senza vita? è solo frutto dell’immaginazione... o no? qual'è il confine tra la realtà ed il mondo virtuale? qual'è il mondo reale? possibile che lui e le altre persone di Maihama non stiano vivendo una vita reale? In un'escalation di sentimenti e patos, nuovi misteri creeranno ulteriori dubbi, avvenimenti oscuri condurranno altre domande che porteranno alla terribile verità, alla vera storia. Se siete rimasti affascinati da Matrix e vi piacciono le storie piene di mistero, non potete assolutamente perdere questa enigmatica serie. Gli abilissimi sceneggiatori andranno però oltre matrix (ed era difficile!), portando ancora più agli estremi (non vi dirò però come), il concetto di “mondo illusorio”. La storia, con veri colpi di genio, si guadagna la palma dell'inventiva e dell'originalità all'interno di un filone molto sfruttato, arrivando a quelle caratteristiche di unicità che ho citato all'inizio. Non mi dilungo troppo su questo perché voglio evitare spoiler che tolgano il gusto della sorpresa (forse ho già detto troppo...). E' importante dire che l'altro/a protagonista della storia, insieme a Kyo e Shizuno, è l'amica d'infanzia Kaminagi Ryoko, ragazza estremamente vivace e positiva nell'affrontare le avversità ed i momenti di difficoltà sia altrui che personali. In definitiva l'anime parte in modo abbastanza classico e lineare, distinguendosi però con alcuni particolari (il cui significato completo sarà chiaro solo dal quinto-sesto episodio) molto importanti; consiglio pertanto di dare fiducia alla storia durante la visione dei primi episodi, appello rivolto sopratutto ai più “vissuti” del genera mecha e/o sci/fi, aspettando che la trama entri nel vivo. Del resto è un classico di molti altri anime delineare bene i contorni delle vicende negli episodi 5-6-7.
Zegapain è un'anime che emoziona con temi potenti ed evocativi. L'intreccio è solido e scorre liscio fino al termine, non c'è tempo per annoiarsi, sono i pochi i momenti di passaggio e sostanzialmente non ci sono puntate riempitive. Più volte ci si ritrova coinvolti e le sensazioni causate dalle situazioni, dai rapporti ed i sentimenti che i personaggi vivono hanno rapito la mia attenzione. Le vicende umane mixate-alternate alle spettacolari scene di azione ed i colpi di scena, mai fini a se stessi in quanto quasi sempre utili alla trama, conducono a spunti di riflessione ed approfondimenti. Tra citazioni filosofiche (senza esagerazioni però) e vita vissuta viene esaltato il significato di vita e morte, vengono trattati i relativi concetti umani di esistenza, ricordo, dolore, felicità ed amore, sensazioni che non bisogna dimenticare se si vuole comprendere in modo profondo. Alla fine sarà anche chiaro il significato del titolo Zegapain.
L'introspettiva dei personaggi è molto buona (alcuni “di contorno” sono stati sacrificati dal numero delle puntate) ed è spesso estremamente legata al loro prendere coscienza della non realtà, di quel che li circonda e delle relative implicazioni. I “cattivi di turno“ suscitano interesse e curiosità, in particolare la loro evoluzione non delude. Risulta infatti interessante l'indagine parallela sul concetto di vita (e del modo di attribuirle importanza) e amore visto dal loro punto di vista e da quello dei protagonisti.
Personalmente ho trovato poche incongruenze e/o mancanze nella sceneggiatura che mi abbiano lasciato dubbi, oltre a quelle che possiamo chiamare licenze fantascientifiche. In sostanza direi che è sorprendente come, ragionandoci su, possano essere trovate spiegazioni che collimino con la logica di una trama complessivamente più lineare di quella di matrix ma comunque così complicata ed affascinante. Dico complicata perchè mi sono ritrovato spesso a “rimuginare” su vari aspetti, in particolare sul finale, momento in cui bisogna cogliere l'essenza di ogni particolare, seguendo attentamente l'animazione fino agli ultimi fotogrammi.
A mio avviso merita veramente, anche per i non amanti del genere mecha in quanto i combattimenti sono un aspetto che si inserisce nella trama e non il canovaccio portante (nonostante risultano determinanti nell'economia della storia).
Qui trovate il download diretto, se vi va buona visione!!!
http://www.subzero.it/download...

p.s. Ho approfondito diversi aspetti di questo splendido anime con ale2 e maurofiore, dissipando dubbi e scambiando opinioni sul topic top-ten (femminile). Per ulteriori approfondimenti e spoiler (attenzione!) potete andare a leggerlo o intervenire nel topic anime 2.0.

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abcb73

 
 

MEKETH

Messaggio numero 10806

Creato il: 08/04/2009
11:13:29

Grande Joe. Veramente bella la tua recensione!
MI hai fatto venire ancor di più voglia di vederlo...
Noto però con piacere che in mezzo ad un mare di prolissi come noi esiste ancora qualcuno col dono della concisione....bravo Enky! Ottima recensione!

Come ci organizziamo ora? Giusto per non sovrapporsi nell'immediato. Mi piacerebbe per esempio se Ocean facesse REC....
Io dal canto mio mi prenderei Girls Bravo, appena lo finisco di vedere...

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meketh

 
 

ALE2

Messaggio numero 10818

Creato il: 08/04/2009
14:21:28

MESSAGGIO CITATO (abcb73)

NOTA: Veramente un bel gesto di sensibilità e rispetto la chiusura per lutto del sito, bravi ragazzi, bravo Fabio. Mi associo appieno al cordoglio e spero di cuore che nessuno di voi/noi, o persone care, sia rimasto coinvolto in questa immane tragedia.

Di ritorno nel forum dopo una “latitanza “ forzata di un paio di settimane per prima cosa posto la recensione di ZEGAPAIN
Zegapain è un'opera originale e cioè l'anime è stato realizzato ex novo e non si tratta della trasposizione di un manga o di un romanzo. Ideato e realizzato nel 2006 dalla Sunrise questa serie di 26 puntate rappresenta, a mio avviso, uno dei capolavori robotici degli ultimi anni, affiancandosi tranquillamente a serie molto più famose/diffuse come Gundam, I cieli di Escaflone, od altre, distinguendosi però con caratteristiche che definirei uniche. Le animazioni sono di buon livello tecnico, i disegni in 2D si integrano bene con le sequenze di combattimento in CG, il sonoro mi è piaciuto molto, come pure le ottime opening ed ending theme, buone anche le bgm.
Incipt: In apertura del primo episodio viene mostrata una sequenza di combattimento il cui significato rimane però misterioso. Successivamente entra in scena (nuovamente) il protagonista, Sogoru Kyo, esuberante studente del primo anno nel liceo della città di Maihama (limitrofa a Tokyo), che come presidente ed unico membro rimasto del club di nuoto cerca incessantemente, intramezzato da problematici e conflittuali rapporti sociali con molti suoi coetanei (tra cui alcuni ex amici), altri membri per evitare che il suo circolo venga chiuso per mancanza del numero minimo di iscritti. All'improvviso Kyo vede in piscina una misteriosa e bellissima ragazza, cerca di raggiungerla ma lei semplicemente svanisce nel nulla tuffandosi in acqua. A far compagnia a Kyo ci sono l'amica d'infanzia Kaminagi Ryoko ed un altro amico, i quali rimangono però dubbiosi del suo racconto così il nostro si ritrova molto confuso considerato che solo lui è riuscito a vedere la misteriosa sempai! All'improvviso però la ragazza compare e, dimostrando di conoscere molto bene Kyo, rivelerà di nascondere un segreto: proviene, infatti, da un mondo parallelo (non è chiaro cosa o dove sia), un mondo che lei, Misaki Shizuno, ragazza dallo sguardo triste che sembra essere sempre rivolto altrove ed in particolare oltre il Kyo che ha di fronte, gli chiede di salvare portandolo alla guida di un mecha (Zegapain) chiamato Altair. Kyo verrà catapultato di colpo nel bel mezzo di una battaglia a bordo di questo gigantesco robot, pilotato da lui stesso e da Shizuno, scoprendo inoltre, ed inspiegabilmente, di sapere pilotare il mecha in battaglia senza difficoltà! Successivamente le incursioni in questo altro mondo (da salvare) si ripeteranno e Kyo scoprirà che stranamente questo suo “sogno” assomiglia incredibilmente a un gioco di ruolo da poco in commercio a Maihama chiamato Pain of Zega. Comincerà allora a porsi domande come: che cos'è il mondo da lui visitato a bordo dello Zegapain Altair, così simile alla terra, ma devastato e senza vita? è solo frutto dell’immaginazione... o no? qual'è il confine tra la realtà ed il mondo virtuale? qual'è il mondo reale? possibile che lui e le altre persone di Maihama non stiano vivendo una vita reale? In un'escalation di sentimenti e patos, nuovi misteri creeranno ulteriori dubbi, avvenimenti oscuri condurranno altre domande che porteranno alla terribile verità, alla vera storia. Se siete rimasti affascinati da Matrix e vi piacciono le storie piene di mistero, non potete assolutamente perdere questa enigmatica serie. Gli abilissimi sceneggiatori andranno però oltre matrix (ed era difficile!), portando ancora più agli estremi (non vi dirò però come), il concetto di “mondo illusorio”. La storia, con veri colpi di genio, si guadagna la palma dell'inventiva e dell'originalità all'interno di un filone molto sfruttato, arrivando a quelle caratteristiche di unicità che ho citato all'inizio. Non mi dilungo troppo su questo perché voglio evitare spoiler che tolgano il gusto della sorpresa (forse ho già detto troppo...). E' importante dire che l'altro/a protagonista della storia, insieme a Kyo e Shizuno, è l'amica d'infanzia Kaminagi Ryoko, ragazza estremamente vivace e positiva nell'affrontare le avversità ed i momenti di difficoltà sia altrui che personali. In definitiva l'anime parte in modo abbastanza classico e lineare, distinguendosi però con alcuni particolari (il cui significato completo sarà chiaro solo dal quinto-sesto episodio) molto importanti; consiglio pertanto di dare fiducia alla storia durante la visione dei primi episodi, appello rivolto sopratutto ai più “vissuti” del genera mecha e/o sci/fi, aspettando che la trama entri nel vivo. Del resto è un classico di molti altri anime delineare bene i contorni delle vicende negli episodi 5-6-7.
Zegapain è un'anime che emoziona con temi potenti ed evocativi. L'intreccio è solido e scorre liscio fino al termine, non c'è tempo per annoiarsi, sono i pochi i momenti di passaggio e sostanzialmente non ci sono puntate riempitive. Più volte ci si ritrova coinvolti e le sensazioni causate dalle situazioni, dai rapporti ed i sentimenti che i personaggi vivono hanno rapito la mia attenzione. Le vicende umane mixate-alternate alle spettacolari scene di azione ed i colpi di scena, mai fini a se stessi in quanto quasi sempre utili alla trama, conducono a spunti di riflessione ed approfondimenti. Tra citazioni filosofiche (senza esagerazioni però) e vita vissuta viene esaltato il significato di vita e morte, vengono trattati i relativi concetti umani di esistenza, ricordo, dolore, felicità ed amore, sensazioni che non bisogna dimenticare se si vuole comprendere in modo profondo. Alla fine sarà anche chiaro il significato del titolo Zegapain.
L'introspettiva dei personaggi è molto buona (alcuni “di contorno” sono stati sacrificati dal numero delle puntate) ed è spesso estremamente legata al loro prendere coscienza della non realtà, di quel che li circonda e delle relative implicazioni. I “cattivi di turno“ suscitano interesse e curiosità, in particolare la loro evoluzione non delude. Risulta infatti interessante l'indagine parallela sul concetto di vita (e del modo di attribuirle importanza) e amore visto dal loro punto di vista e da quello dei protagonisti.
Personalmente ho trovato poche incongruenze e/o mancanze nella sceneggiatura che mi abbiano lasciato dubbi, oltre a quelle che possiamo chiamare licenze fantascientifiche. In sostanza direi che è sorprendente come, ragionandoci su, possano essere trovate spiegazioni che collimino con la logica di una trama complessivamente più lineare di quella di matrix ma comunque così complicata ed affascinante. Dico complicata perchè mi sono ritrovato spesso a “rimuginare” su vari aspetti, in particolare sul finale, momento in cui bisogna cogliere l'essenza di ogni particolare, seguendo attentamente l'animazione fino agli ultimi fotogrammi.
A mio avviso merita veramente, anche per i non amanti del genere mecha in quanto i combattimenti sono un aspetto che si inserisce nella trama e non il canovaccio portante (nonostante risultano determinanti nell'economia della storia).
Qui trovate il download diretto, se vi va buona visione!!!
http://www.subzero.it/download...

p.s. Ho approfondito diversi aspetti di questo splendido anime con ale2 e maurofiore, dissipando dubbi e scambiando opinioni sul topic top-ten (femminile). Per ulteriori approfondimenti e spoiler (attenzione!) potete andare a leggerlo o intervenire nel topic anime 2.0.

Complimenti, ottima recensione! Non era facile recensire Zegapainsenza spoilerare, hai fatto un ottimo lavoro.

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Ale

 
 

MAUROFIORE

Messaggio numero 10910

Creato il: 12/04/2009
22:38:29

Quante bellissime recensioni: davvero un plauso a tutti...tra l' altro quella di Enky mi tranquillizza sull' “esplosione“ di Toradora (sto all' 8° puntata, dove dovrebbe avvenire quest' iniezione di spunti e novità nel raccontare la trama) e Meketh mi ha portato a conoscenza di Ergo Proxy, che tra le recensioni di anime che non conosco è quello che mi ha più interessato (insieme a Gundam The 8th MS Team, che però già mi aveva consigliato).
Su Zegapain posso solo dire: bravo ABCB.

Ed ecco un altro mio commento su anime che ho visto di recente:
Gundam Seed.
Non voglio fare una recensione troppo lunga, oppure scendere nei dettagli della trama...mi interessa invece esporre le sensazioni che mi ha dato questo titolo.
Innanzi tutto mi sono accorto di quanto Gundam sia “speciale“ nel mondo degli anime: la produzione di Gundam Seed (e del suo seguito Seed Destiny) raggiunge valori altissimi in tutti i reparti. Al di fuori dei gusti peronali, ci si accoge che tutto è realizzato con il massimo della cura, che nulla è lasciato al caso: ad un comparto grafico e sonoro davvero di prim' ordine, si aggiunge quella cura dei dettagli e quella ricerca in termini di stile visivo che caraterizzano solamente le grandi opere. Dovessi fare un paragone direi che Gundam Seed assomiglia ad un Metal Gear Solid per Playstation oppure ad un film supereroistico di Hollywood.
Ripeto che tutto è legato ai gusti dell' individuo, ma il ragionamento che accosta Seed alla trilogia di Spiderman mi sembra che calzi a pennello: la Sunrise è una grande casa, su Gundam investe molto e su Seed e relativo seguito lo ha fatto in maniera ancor più massiccia. Non parlo di budget (sicuramente altissimo), ma proprio di voglia\necessità\occassione di investire in un prodotto dedicandogli tutta l' attenzione necessaria.
Già la scelta di raccontare le 2 stagioni con 50 episodi a testa, mette in chiaro la volontà di far essere Gundam Seed un grande progetto (prima ancora che un bell' anime)...ovviamente non basta spendere soldi per riuscire nell' intento di produrre un buon titolo, ma partire con livelli altissimi dal punto di vista tecnico è comunque un bene. E dal mio punto di vista la realizzazione è splendida in ogni suo comparto, le uniche scelte che non mi hanno convito sono gli adattamenti che la sceneggiatura ha subito in base al gradimento del pubblico (come concetto posso anche accettarlo, ma in Seed Destiny poteva essere fatto meglio).
Detto questo, passo a esprimere ciò che secondo me rende Seed uno degli anime più belli che abbia visto: le emozioni. Ne regala tantissime. Anzi sarebbe meglio dire che è la prima stagione a regalarle: momenti toccanti o esaltati, gioiosi o dolorosi non mancheranno (anzi nella parte centrale di Seed vi sono una serie di puntate con una fortissima concentrazione di “sentimenti“)
Sembrerebbe strano che un anime di Mecha possa trasmettere così tante emozioni e così forti, ma è quello che mi è successo...per cui di fronte a questo, mi sembra supefluo parlare della trama (comunque mai noisa) o di alcune concessioni al lato commerciale (inteso come vendita dei modellini), discutere di qualche puntata riassuntiva di troppo o di qualche incongruenza quà e là...se un titolo mi regala le emozioni che mi ha dato Gundam Seed: io lo consiglierò sempre a tutti.

[Gundam Seed Destiny mi ha donato molto meno emozioni del predecessore...però essendone il seguito...]

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maurofiore

 
 

ENKY85

Messaggio numero 11133

Creato il: 24/04/2009
01:02:52

Finalmente dopo vari intoppi ho trovato un pò di tempo per fare un'altra recensione!!!

Oggi cercherò di fare quella di Ga-Rei ZERO!!!
Parto col dire che questa serie è un prequel del manga Ga-Rei (in uscita in Italia la prossima settimana ).
Trattandosi di fatti antecedenti alla versione cartacea, vengono mostrate l'evoluzione/crescita di alcuni personaggi principali che successivamente troveremo nel manga!!!
Si tratta di una serie incentrata sull'azione, il sovrannaturale ma anche sui legami
familiari/affettivi!!! ( con l'andare avanti degli ep. e quindi della storia capirete cosa
voglio dire)
Per descrivere qualcosina di trama, se no mi risulterebbe impossibile recensirlo, sono costretto a fare un piccolo [SPOILER]!!!
Diciamo che dopo il primo episodio, che possiamo considerarlo una sorta di episodio pilota, inizia la trama vera e propria. Dal secondo episodio in poi la trama si concentrerà quasi tutta su le sorelle Kagura Tsuchimiya e Yomi Isayama e sul loro legame di fratellanza. Tutte e due sono Agenti dell'Agenzia dell'Ambiente con il compito di eliminare la minaccia sovrannaturale!!!
Purtroppo,mi dispiace, ma di trama posso solo essere così Corto/Vago perchè ogni altra parola aggiunta avrebbe azionato una reazione a catena di Spolier su Spoiler!!!
[FINE SPOILER]
Essendo un'opera molto complessa non posso assolutamente permettermi di fare spoiler, se no tutti gli avvenimenti perderebbero di suspance/colpi di scena e di interesse/trama, che fanno di quest'anime uno degli elementi portanti.
Fin dalle battute iniziali ci si accorge che ci si trova davanti ad un prodotto di alto livello, sceneggiato molto bene, personaggi caratterizzati ottimamente, musiche perfette in ogni situazione, ritmo incalzante da subito e soprattutto tanti ma tanti colpi di scena!!!
Questa non è una serie da prendere alla leggera, perchè è una storia molto matura, più vicina ad un seinen che ad uno shounen (mi sto riferendo all'anime) e in effetti, anche i caratteri dei protagonisti sono molto adulti, il loro modo di interagire con il mondo è come lo vedrebbe un adulto.
I sentimenti/carattere sono l'altro cardine portante dell'anime perchè, oltre a
risultare molto violenta e spietata, descrive anche lo straordinario legame che si instaura tra Kagura e Yomi. Anche i personaggi secondari sono molto ben realizzati riuscendo a dare quel tocco in più di realismo che non fa mai male! Ogni persona è perfetta nel ruolo che gli è stato affidato!!!
Tecnicamente è fatto veramente bene, i disegni son dello stesso stile di FMP (full metal panic), che a me piacciono un botto XD,molto fluidi e anche espressivi, il 3D è molto ben articolato e mescolato con il disegno risulta ottimo.Le animazioni son a dir poco spettacolari soprattuto nelle scene di combattimenti non hanno nulla da invidiare alle produzioni cinematografiche americane in carne ed ossa.
La colonna sonora è incalzante/potente/adrenalinica quando lo deve essere e malinconica/triste quando determinate scene lo richiedono!!!Molto azzeccate anche le sigle!!!
Una serie che mi ha sconvolto fin dai primi minuti fino ai titoli di coda!!! Un'opera eccellente sono tutti i punti di vista!!! NULLA e dico NULLA è lasciato al caso!!!
Se inizialmente qualche cosa avrà poco senso, con l'avanzare nella storia ci accorgeremo che ogni tassello si incastrerà perfettamente al suo posto!!!
Purtroppo per non fare nessun genere di spoiler mi tocca fermarmi qui, perchè quest'anime non deve essere raccontato, DEVE ESSERE VISTO!!!

Dopo questa: Buona Notte a Tutti!!!

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Enky!!!

 
 

MEKETH

Messaggio numero 11288

Creato il: 03/05/2009
18:14:57

Nuova recensione anche per me: GIRLS BRAVO first season.
E devo dire che purtroppo è anche la prima recensione negativa del forum.
Allora giusto per togliersi il dente, diciamolo subito: guardare questa serie è, nel complesso, una perdita di tempo.
Volendo essere assolutamente onesti, lo spunto era divertente: un normalissimo ragazzo dell'ennesimo liceo giapponese, in seguito alle angherie subite negli anni dalle ragazze per la sua piccola statura (è soprannominato, storpiando il suo nome, “mini-nari”) si trova ad aver sviluppato una strana reazione allergica, che gli fa spuntare dei punti rossi su tutto il corpo quando è vicino a qualunque esponente dell'altro sesso.
Spunto divertente, verissimo, ma usato nel complesso molto male.
A un certo punto il protagonista viene trascinato in un altro mondo da una misteriosa ragazza che vede riflessa nella sua vasca da bagno, un mondo composto quasi di sole donne, quindi proprio il suo posto ideale.... A parte le pessime citazioni (nell'ipotesi migliore), deliberati plagi (nel peggiore) come il fatto che la terra sia per questo mondo una specie di luna nel cielo, come accadeva in Escaflowne, la strana ragazza ovviamente è l'unica che non gli scatena la reazione allergica.
Dopo una serie di vicende, piuttosto ripetitive e fini a se stesse invero, si arriva così al finale....che non c'è. Infatti per vedere la fine dovete per forza vedere la seconda serie, con uno dei finali interrotti più bruschi della storia dell’animazione.
Ah, se state pensando che abbia detto troppo della storia, non preoccupatevi: è tutto lì.... O meglio è tutto concentrato nel primo episodio, che su 11 è anche l'unico decente della serie.
Per il resto tutte le vicende sono una scusa per tonnelate di tette/culi senza particolari motivi. Unico momento esilarante è quando la protagonista, che viene da un pianeta dove le banane non esistono, ne prova una per la priima volta: immaginate cosa ne viene fuori. Altro che riferimenti impliciti....
La qualità tecnica è decisamente mediocre, con un disegno appena sufficiente, un commento sonoro per lo più trascurabile e una caratterizzazione dei personaggi banale.
Pur avendo provato parecchi anime negli ultimi mesi, di diverso livello qualitativo, è la prima volta che uno mi lascia questa sensazione di totale inutilità.
Intanto, anche restando nel solo filone degli Ecchi, ce ne sono di migliori (Green Green, su tutti...), poi in generale ci sono talmente tante serie belle che perdere tempo a vedere questa è veramente uno spreco.
Per carità, alcuni momenti divertenti ci sono, ma alla fine mi chiedo perchè uno dovrebbe voler vedere una cosa del genere.
Decisamente bocciato, particolarmente guardando il livello al quale ci siamo abituati.

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meketh

 
 

ALE2

Messaggio numero 11291

Creato il: 03/05/2009
18:32:10

MESSAGGIO CITATO (meketh)

Nuova recensione anche per me: GIRLS BRAVO first season.
E devo dire che purtroppo è anche la prima recensione negativa del forum.
Allora giusto per togliersi il dente, diciamolo subito: guardare questa serie è, nel complesso, una perdita di tempo.
Volendo essere assolutamente onesti, lo spunto era divertente: un normalissimo ragazzo dell'ennesimo liceo giapponese, in seguito alle angherie subite negli anni dalle ragazze per la sua piccola statura (è soprannominato, storpiando il suo nome, “mini-nari”) si trova ad aver sviluppato una strana reazione allergica, che gli fa spuntare dei punti rossi su tutto il corpo quando è vicino a qualunque esponente dell'altro sesso.
Spunto divertente, verissimo, ma usato nel complesso molto male.
A un certo punto il protagonista viene trascinato in un altro mondo da una misteriosa ragazza che vede riflessa nella sua vasca da bagno, un mondo composto quasi di sole donne, quindi proprio il suo posto ideale.... A parte le pessime citazioni (nell'ipotesi migliore), deliberati plagi (nel peggiore) come il fatto che la terra sia per questo mondo una specie di luna nel cielo, come accadeva in Escaflowne, la strana ragazza ovviamente è l'unica che non gli scatena la reazione allergica.
Dopo una serie di vicende, piuttosto ripetitive e fini a se stesse invero, si arriva così al finale....che non c'è. Infatti per vedere la fine dovete per forza vedere la seconda serie, con uno dei finali interrotti più bruschi della storia dell’animazione.
Ah, se state pensando che abbia detto troppo della storia, non preoccupatevi: è tutto lì.... O meglio è tutto concentrato nel primo episodio, che su 11 è anche l'unico decente della serie.
Per il resto tutte le vicende sono una scusa per tonnelate di tette/culi senza particolari motivi. Unico momento esilarante è quando la protagonista, che viene da un pianeta dove le banane non esistono, ne prova una per la priima volta: immaginate cosa ne viene fuori. Altro che riferimenti impliciti....
La qualità tecnica è decisamente mediocre, con un disegno appena sufficiente, un commento sonoro per lo più trascurabile e una caratterizzazione dei personaggi banale.
Pur avendo provato parecchi anime negli ultimi mesi, di diverso livello qualitativo, è la prima volta che uno mi lascia questa sensazione di totale inutilità.
Intanto, anche restando nel solo filone degli Ecchi, ce ne sono di migliori (Green Green, su tutti...), poi in generale ci sono talmente tante serie belle che perdere tempo a vedere questa è veramente uno spreco.
Per carità, alcuni momenti divertenti ci sono, ma alla fine mi chiedo perchè uno dovrebbe voler vedere una cosa del genere.
Decisamente bocciato, particolarmente guardando il livello al quale ci siamo abituati.

Quoto, sono rimasto molto deluso anche io soprattutto perché non ha un finale! Si ride è vero ma c'è molto di meglio.

Non avevo ancora pensato alle recensioni negative ma in effetti sono molto ultili per far risparmiare tempo a chi ha diverse serie da scegliere.

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Ale

 
 

SXMO

Messaggio numero 11295

Creato il: 03/05/2009
21:11:12

MESSAGGIO CITATO (ale2)

Quoto, sono rimasto molto deluso anche io soprattutto perché non ha un finale! Si ride è vero ma c'è molto di meglio.

Non avevo ancora pensato alle recensioni negative ma in effetti sono molto ultili per far risparmiare tempo a chi ha diverse serie da scegliere.

Trovo molto utili anch'io le recensioni e i pareri negativi almeno non si incappa in qualcosa cosi o cosi o

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By Sxm

 
 

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