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ALE2

Messaggio numero 14062

Creato il: 20/11/2009
10:41:44

Riporto qui il topic Recensioni di Mek visto che Fabio-sensei ha aperto questa nuova sezione.

Rourouni Kenshin. Recensione di Maurofiore
Rourouni Kenshin: 95 episodi trasmessi dal 1996 al 1998 in Giappone. Gli episodi subbati in italiano si trovano a questi link --> http://ssa.animaniac.org/?page...
Anche se cercherò di essere il più obiettivo possibile nella valutazione, è bene premettere che siamo di fronte ad un anime che è in assoluto tra i miei preferiti, per cui la soggettività in alcuni commenti sarà inevitabile.
Cominciamo col dire che gli episodi che interessano sono i primi 62. Tranne qualche filler all' inizio, queste sono le puntate che seguono la storia del manga da cui è tratto. Dal 63° e fino alla fine (tra l' altro le ultime tredici puntate sono ancira in corso di subbaggio) sono tutti episodi autconclusivi, o al massimo narrati in 2\3 volte, che non continuano la trama e che sono meno interessanti rispetto agli altri. Quindi ciò che ci interessa è la storia fino alla 62°, dove si ha il vero finale (anche se il manga continua con un altra saga).
Detto questo: Rurouni Kenshin è prevalentemente uno Shonen di Samurai (ed in parte minore di arti marziali) con momenti divertenti (anche se mai mischiati ai combattimenti che rimangono sempre seri) e con una particolare attenzione al legame sentimentale di alcuni personaggi (che anche se non può essere paragonato a un KOR o un opera simile, ed anche essendo messi in secondo piano rispetto alla componente d' azione dello stesso anime, non mancano di far vivere alcune scene coinvolgenti.
Uno degli aspetti che più ho apprezzato di Rurouni Kenshin è la regia.Nelle prime 26\27 puntate che servono per presentare tutti i protagonisti e per farli vivere qualche avventura prima che inizi la saga che andrà fino alla conclusione (e per conclusione ripeto che intendo la 62°), le situazioni che si creano non brillano per originalità, ma il modo in cui vengono proposte le scene e la sceneggiatura delle battute è sublime. La storia scorre, ci si affeziona ai personaggi (ben caratterizzati e abbastanza profondi, con un ulteriore crescita introspettiva andando avanti nell' anime), si vivono bei momenti d' azione e Kenshin (protagonista indiscusso) conquista subito entrando sempre più nel cuore dello spettatore (o almeno per me è stato così). E la colonna sonora svolge egregiamente il suo dovere.
Senza voler enrere troppo nella trama, posso dire che il 28 Himura Kenshin vagabonda da dieci anni per tutto il giappone, dopo che durante il Bakumatsu (periodo di grandi guerre per l' arcipelago) era conosciuto e temuto col nome di “Hitokiri Battousai“ (l' Assassino Battousai). Il Kenshin che troviamo all' inizio dell' anime, ha però deciso di non uccidere più nessuno e per questo gira con una sakabatou, una katana con la lama invertita. Nel suo giungere a Tokyo conosce Kaoru Kamiya (insegnante in un dojo che istruisce nell' uso dello shinai, ossia una spada di bambù), con la quale instaura subito un rapporto “stretto“. Quasi subito ai 2 si uniscono Yahiko (un ragazzino che diventerà allievo di Kaoru) e Sanosuke (inizialmente rivale di Kenshin del quale diventerà poi un grandissimo amico). Poi sarà il turno di Megumi (che creerà una sorta di triangolo con Kenshin e Kaoru) e viva via di altri personaggi che per la maggior parte saranno comparse, ma in qualche caso avranno dei ruoli importanti nella saga successiva.
E parliamone di questa saga: Ufficialmente inizia con la 32° puntata (dato che l' episodio precedente è un vero è proprio finale di quella che potremmo definire una prima serie), ma in pratica già dal 28° iniziano gli eventi che daranno il là alla “secoda serie“.
Da questo momento l' anime guadagna ulteriori punti. La trama diviene più coinvolgente perché continuativa, le situazioni che si sono venute a creare con la fine della prima parte di storia permettono di approfondire la conoscenza interiore dei personaggi, gli avversari che si debbono combattere diventani via via sempre più carismatici (alcuni sono davvero dei nemici magnifici), ed entrano in gioco altri altri “alleati“ che sono incredibilmente funzionali sia alla storia, sia come “attori“.
Un ulteriore salto di qualità lo fa anche la colonna sonora, che cambia, e se inizialmete era davvero molto buona, ora diventa magnifica...oltre che incredibilmente adatta a sottolineare alcuni momenti. In questo Kenshin è forse il miglior anime che abbia mai visto: la regia, la sceneggiatuta e la musica si fondono per creare delle scene che traggono la loro spettacolarità proprio dall' unione perfetta di questi tre elementi. E sono momenti che spessissimo emozionano, sia perché importanti ai fini della trama, sia perché raccontati in questa maniera sublime. Ora è chiaro che queste sono valutazioni prettamente soggettive, ma alcune sono tra le scene più belle di sempre per me (e non solo in un anime). Per lo più riguardano i combattimenti (anche se è riduttivo dire così, ma per spiegare meglio dovrei spoilerare), ma non mancheranno momenti in cui il succitato trittico musica\regia\sceneggiatura amplificheranno le emozioni scaturite da situazioni di altro genere.
Insomma: la trama coinvolge fino alla fine (anche se non è particolarmente originale...nel senso che non ci troviamo difronte ad un Code Geass o un Evangelion), i personaggi piacciono e non sono irritanti, le emozioni abbondano (anche se in maniera diversa da quelle che suscita KOR, per quanto in alcuni momenti qualche paragone potrebbe essere anche fatto), la realizzazione tecnica è ottima (soprattutto se se considera la data d' uscita, e comunque le animazioni sono ancora incredibilmente attuali), il disegno altrettanto e il chara mi piace quasi di tutti (anche quello delle comparse non è quasi mai banale o insignificante), c' è un buono studio della personalità e dell' introspezione di molti di loro (soprattutto quello di Kenshin, ma anche, in momenti diversi della storia, quello di Kaoru, Sanosuke, Megumi e alcuni degli avversari della “banda Kenshin“), se escludiamo 2 o 3 puntate ad inizio serie (che comunque non sono mai tediose) la storia non ha cali di tensione, il ritmo è sempre giusto (senza momenti morti o inutili).
Per sintetizzare direi che la qualità migliore di Rurouni Kenshin e quella di farsi seguire perché la storia è raccontata bene. Coinvolge in pieno, è questa dovrebbe essere la cosa più importante pewr un anime. E ci riesce soprattutto perché le emozioni che vuole raccontare le percepisci in maniera chiara.
Io l' ho adorato, spero che qualcun altro dei KOR Friends possa scoprirlo, così ne parliamo un po' insieme.


Suzuka. Recensione di Ale2
Per prima cosa differenze anime/manga. L'anime segue fedelmente la prima metà del manga ma questo non significa che sia incompiuto, anzi ha un finale vero e proprio e anche molto bello. Solo che il manga continua anche oltre...

Suzuka non ha la pretesa di essere originale o di essere il nuovo MI ne tantomeno di essere l'anime che segnerà generazioni, è solo la storia di un ragazzo e una ragazza come siamo stati noi...

L'anime è molto ben realizzato anche se qualche difettino in alcune animazioni l'ho trovato e la colonna sonora è di per sè bellissima anche se non molto sviluppata. Probabilmente l'anime è stato realizzato con molta passione ma con poche aspettative, un po' come Maison Ikkoku.
E qui veniamo alla trama. La citazione di Maison Ikkoku non è a caso in quanto troviamo molti punti in comune con questa vecchia e stupenda serie. Sembrerebbe un difetto ma in realtà se una cosa è bella è bella, anche se non è originale.
Il protagonista è Akitsuki Yamato, ragazzo trasferitosi a Tokyo per frequentare le superiori. Prende alloggio in un dormitorio/bagno pubblico femminile di proprietà della zia e proprio nella stanza affianco alla sua alloggia Suzuka Asahina, ragazza che ha vinto una borsa di studio per l'atletica come saltatrice in alto. Inutile dire che Yamato appena la vede (proprio mentre si allena) ne rimane totalmente affascinato e se ne innamora. Suzuka però ha un caratteraccio ed è scontrosa, probabilmente è solo un modo per apparire dura e non mostrarsi debole perché in fondo sembra essere molto buona, ma oltre a questo sembra esserci qualcos'altro che le impedisca di legarsi a Yamato di più di una semplice amicizia.
Ovviamente entra in gioco anche Honoka Sakurai, ragazza dolcissima e molto timida innamorata di Yamato fin da bambina creando le premesse per un bel triangolo.
Detto questo la storia sembrerebbe sempre la stessa ma il suo punto di forza è che i personaggi sono curatissimi. è difficile non immedesimarsi in Yamato e fare il tifo per lui, ed è ancora più facile immedesimarsi in Suzuka e Honoka e soffrire con loro. Non è nemmeno come in KOR che viene facile per lo spettatore scegliere tra Hikaru e Madoka, qui le protagoniste sono tutte ugualmente valide anche il terzo “incomodo“, Miki Hashiba ragazza bellissima e molto altruista anche lei innamorata di Yamato.
Altro punto di forza della serie è che è perfettamente reale (come MI), non ci sono magie, poteri speciali( ) o alieni. Qui è tutto reale, sono storie che potrebbero essere benissimo capitate ad ognuno di noi nella nostra adolescenza, per questo è facile immedesimarsi. I triangoli amorosi, le prime uscite imbarazzate, la paura di dichiararsi a chi si ama, le ***ate che si combinano per seguire i consigli degli amici smaliziati, il cercarsi al cellulare ecc.
Il tutto raccontato con un mix di ironia comicità e serietà, quindi vi troverete di fronte a molte scene divertenti come a molte tirsti e molte emozionanti (stupenda la dichiarazione con le lucciole). Qui non ci sono stupidi episodi riempitivi e la storia corre via in un susseguirsi di emozioni, tanto che vi troverete alla fine dei 26 episodi senza nemmeno rendervene conto. Alla fine vi troverete con uno stupendo ultimo episodio e una frase enigmatica di Yuuka (un'inqulina del dormitorio) che vi lascerà pieni di aspettative come in KOR (ma per questo c'è il manga)
Suzuka come KOR è un pezzo di quegli anni spensierati, quindi se amate KOR e MI non potete non apprezzare Suzuka.


MS Gundam The 08th MS Team. Recensione di Ale2
Si tratta di una serie del 1996 di 11 OAV + 1 episodio conclusivo (last resort) e uno di mezzo riassuntivo (Miller's report).

La realizzazione tecnica e la regia sono fantastiche, il disegno è ricco di particolari e molto ben curato e la trama priva di incongruenze e sempre interessante. L'aspetto del realismo è ancora più curato della precedente serie di Gundam (U.C.), memorabile il fatto che i Gundam vengano “rattoppati“ con pezzi di ricambio rimediati da GM e che gli stessi Gundam protagonisti non siano altro che dei gundam per il combattimento terrestre costruiti con i ricambi del Gundam originale! Non per questo vuol dire che siano brutti anzi, l'RX79 EZ-8 è uno dei più belli che abbia mai visto. Unica nota stonata al realismo è che i Gundam riescano a muoversi liberamente nella giungla ma va beh, nessuno è prfetto.
Questa serie è un po' anomala rispetto alla saga di Gundam in quanto il perno della storia non è la guerra ma la storia d'amore tra 2 persone di fazioni opposte costrette ad incontrarsi solo nel campo di battaglia. Il protagonista è il sottotenente Shiro Amada (circa venticinquenne) trasferitosi sulla terra per prendere il comando dell'ottavo plotone di MS. Shiro è nativo delle colonie e prova un forte rancore per Zion dopo aver visto uccidere gli abitanti di una colonia con il gas, ma questo suo odio vacilerà dopo un incontro scontro. Proprio mentre si sta traferendo sulla terra si trova a dover soccorere un pilota che si sta scontrando ontro uno Zaku sperimentale. il suo ball e lo zaku finiscono distrutti e lui ed il pilota di Zion trovano rifugio tra i rottami di una nave distrutta ma, con grande sorpresa il pilota si rivela essere una bellissima ragazza, Aina Sahalin, che Shiro non riesce ad uccidere. I due fanno fronte comune e cercano di chiamare soccorsi, alla fine vengono recuperari dalle proprie fazioni ma tra i due è nato qualcosa. A Shiro però rimane solo un nome e un pendente/orologio che gli ha dato la ragazza...
Questo è l'inizio della storia.
Non sto a rovinarvi la storia ma vi dico brevemente che mentre Shiro si troverà a capo del plotone di MS Aina si ritrova ad essere la pilota collaudatrice di un'arma definitiva alla quale l'ottavo plotone da la caccia. Inoltre il capo di tale proggetto è un folle che altri non è che il fratello di Aina al quale è molto affezionata.I brevi incontri tra Shiro e Aina sono molto intensi e li cambiano profondamente, entrambi vorrebbero solo il bene e la fine della violenza ma questo non è possibile. Le battaglie si susseguono e l'amore tra i due si rafforza fino ad un finale spettacolare che non può lasciare indifferenti, lacrima qusi obbligatoria.

Ma la cosa più incredibile è che nonostante siano solo 12 episodi ad ogni personaggio viene dato il suo spazio! Nessuno è una semplice comparsa o spalla!
Come il sergente Karen Joshua dura e seria ma che ha vissuto un grande dramma, il sergente Terry Sanders incredibilmente leale ma affetto da una “maledizione“, Eledore che nonostante sia bravo in battaglia vorrebbe solo fare il cantante e Michel che passa la maggior parte del tempo a scrivere alla sua ragazza rimasta sulla colonia.
Ma anche dalla parte di Zion si trovano grandi personaggi come il colonnello Norris Packard che è come un padre per Aina ed è disposto a tutto per lei. Oppure il generale Yuri, Arrogante e sbruffone ma seriamente preoccupato per i suoi uomini. Poi c'è anche la simpatica (e dura) Kiki Rosita, figlia del capo dei guerriglieri che si invaghische di Shiro e diventa presto un gran supporto per la suquadra.
Tutta la breve serie è piena di pathos e vi ritroverete a guardarvela tutta d'un fiato. gli ultimi 2 episodi poi sono tra i più spettacolari che abbia mai visto, sia per i combattimenti che per le fortissime emozioni.
Unica nota è l'episodio conclusivo (Last Resort). Inizialmente non era previsto ma è stato realizzato a grande richiesta dei fans, il primo vero finale era quello dell'episodio 11. Detto questo comunque il Last Resort non è una porcheria come ci si aspetterebbe anzi, getta un po' di luce e da completezza al finale originale. Il Miller's report invece non è il solito riassuntivo riempitivo ma approfondice di più una parte centrale della storia, da vedere sicuramente all'interno della storia (prima o dopo l'episodio 8 se non sbaglio) e non dopo.
Detto questo sono sicuro che non ne resterete delusi.


Ergo Proxy. Recensione di Meketh
Eccomi qua a cimentarmi con la mia prima recensione: Ergo Proxy.

Parto subito dicendo che a mio parere siamo di fronte ad uno dei massimi livelli raggiunti dalla fantascienza degli ultimi 10 anni.
Ergo Proxy è infatti la concentrazione e per certi versi il superamento di molti diversi spunti, idee e parametri del genere.

Luogo: la città utopica di Romdo, oasi di pace e benessere, contrapposta ad un mondo esterno spoglio e rovinato dall’uomo, in cui poco o nulla sopravvive.
La citta cupola è abitata dai Concittadini, ligi al dovere e tesi alla tranquillità della comunità, intenti a proseguire le loro attività coadiuvati dagli Autoreiv, automi antropomorfi senzienti, che forniscono ausilio nelle loro quotidiane faccende ai Concittadini come Entourage.
Poi ci sono gli immigrati dalle zone esterne che devono cercare di rendersi degni di diventare Concittadini, adatti quindi ad entrare come membri effettivi nella società ed essere da essa definitivamente accettati.
Tutto nella città è regolato e controllato, nascite comprese e tutto è selezionato e diviso in base alla superiore utilità verso la stabilità della società.
Ma la monotona tranquillità della città è sconvolta da un virus, il Cogito, che sviluppa negli Autoreiv emozioni, sentimenti e volontà. A questo si aggiunge la comparsa di un misterioso mostro, il Proxy, comparsa che viene naturalmente nascosta ai Concittadini dal Dipartimento di Sicurezza, per garantirne la serenità.
In questo scenario si muove l’agente Re-l Meyer, nipote del reggente, donna per certi versi altezzosa e distaccata, che dopo un incontro col “mostro” comincia ad indagare su di esso, iniziando a sospettare che sotto la facciata utopica della città si nascondano più segreti e menzogne di quanto si pensi. Inoltre abbiamo l’immigrato da Mosk, Vincent Law, impiegato nell’eliminazione degli Autoreiv infetti e segretamente innamorato di Re-l, che pare avere misteriosi legami col Proxy stesso.
Non ultima per importanza è Pino, piccola autoreiv, ideata per fare da surrogato di una vera bambina, specie di animaletto da compagnia.
Queste diventeranno le premesse di un viaggio all’esterno e come conseguenza all’interno della città-cupola, svelandone le contraddizioni, le ipocrisie e le origini.
Un viaggio di 26 puntate, senza filler o simili, diretto solo a raccontare una storia, con dei capitoli auto-conclusivi che però stanno tutti nell’ottica di rappresentare il viaggio psicologico e fisico dei protagonisti, le loro scelte e le loro indecisioni e paure.
Un viaggio in una visione piuttosto negativa del futuro, non priva invero di qualche verosimiglianza (purtroppo).

Dal punto di vista tecnico lo studio Manglobe ha fatto un piccolo capolavoro. La caratterizzazione dei personaggi, lo studio dell’ambientazione e tutto il comparto grafico in generale sono veramente d’eccezione. Per di più il primo episodio è una vera perla dal punto di vista delle inquadrature, della regia e del montaggio, tutti elementi che si mantengono sempre ad un alto livello.
La musica è di ottima fattura, realizzata da Yorihiro Ike, ma come è lecito aspettarsi da un anime del genere essa serve di contorno, rimanendo ad un livello non invasivo, ma dando un tocco in più a certe situazione e contribuendo all’atmosfera. Da notare che per l’ending i Radiohead hanno concesso la loro Paranoid Android.
(Nota: mi pare che ci siano i cd nel topic OST lista…)

Voglio sottolineare due aspetti.
Primo: Ergo Proxy è un anime freddo. Molto preciso, pulito. Ma molto cerebrale. Non è un anime di cui si possa vedere qualche puntata in maniera disattenta o superficiale. Questo è anche uno dei suoi grandi pregi intendiamoci. Ma difficilmente si noteranno le moltissime citazioni criptiche guardandolo tanto per guardarlo.
Questa è una delle caratteristiche di Ergo Proxy: pieno infatti di riferimenti colti, a volte persino eruditi. Sconta un certo intellettualismo, ma niente di troppo forzato.
Tanto per fare due esempi (il primo l’ho riconosciuto solo perché sono un appassionato di cinema russo):
nell’episodio 2 c’è la scena della caduta della carrozzina dalle scale che è una citazione dal film La Corazzata Potemkin, mentre la stanza del sindaco Donov Mayer è ispirata alla cappella dei Medici di Michelangelo, di cui vengono anche citati dei versi nel primo episodio.
Secondo: Ergo Proxy è un viaggio in un mondo cupo, plumbeo. Tutto ciò è sottolineato dai colori, sempre in tonalità fredde, distanti. Ma anche dalle musiche. Elementi perfettamente adatti quindi all’atmosfera generale dell’anime, decisamente ispirato come intenzioni ai classici del genere come Blade Runner, o a libri come 1984.
Per tutte queste ragioni, difficilmente scatterà un processo di immedesimazione o di affezione verso i personaggi.
Con tutto questo apparato che viene dispiegato Ergo Proxy non è forse perfettamente riuscito, nel senso che mette per certi versi troppi elementi in campo senza riuscire a sfruttarli tutti completamente.
Detto ciò resta il fatto che siamo di fronte ad una delle migliori espressioni dell’animazione giapponese degli ultimi anni, che è quindi da vedere assolutamente, se siete in cerca di “cibo per la mente”. Fatelo però quando avete un pò di tempo da dedicargli o rischierete di non godervelo come merita.


Beck Mongolian Chop Squad. Recensione di Chris1710
Beck...e' un omaggio alla musica.Non una rappresentazione animata sulla nascita di una boyband o sul sempre vivo mondo che circonda gli Idol giapponesi.No.
E' un omaggio alla musica rock al blues all'indie.Al sempre piu'(in passato)fervido e ricco terreno che era-e chissa'-sara',dell'underground.
Ma andiamo con ordine.Tokyo.Yukio Tanaka(conosciuto come koyuki-Izumi sua amica d'infanzia gli da' questo nuovo nome per non confonderlo con un'altro bambino che si chiama appunto Yukio) e' il protagonista di questa storia.Ha 14 anni e frequenta la scuola media Higashi.Le sue giornate trascorrono piatte e vuote prive di qualsiasi stimolo fino a che non fara' la conoscenza con Ryusuke un ragazzo poco piu' grande di lui che ha vissuto per molto tempo negli Stai Uniti e con una grande passione per la musica e la chitarra.
Merito di questo incontro lo si deve a Beck un cane di taglia piccola del quale Ryusuke e' il proprietario.Questo provochera' in Koyuki molti cambiamenti:fara' conoscenza con il mondo delle live house(locali dove si suona musica dal vivo) scoprira' il talento a lui sconosciuto della musica,conoscera' l'amore per una ragazza.Da quell'incontro con quello strano cane la vita di un ragazzo qualunque,ordinario,privo di qualsiasi talento all'apparenza,cambiera' per sempre.
I membri dei Beck.La cosa che maggiormente colpisce di questo anime e' la marcata caratterizzazione dei personaggi intesa nel contesto rock band.
Andiamo con il primo:Tyra il bassista.Un biondino asciutto magro sempre mite e riflessivo.Il suo modo di suonare il basso richiama moltissimo Flea dei Red hot chilly pepper e se vogliamo anche il suo modo di atteggiarsi sul palco.
Ryusuke chitarra.Non si vede questo grande genio nel suo modo di suonare la chitarra ma spicca maggiormente il suo atteggiamento di leader della band.Di prendere decisioni.Chi e' dentro e chi e' fuori.
Sakurai batteria.Frequenta la stessa scuola di Koyuki e suona la batteria piu' per diletto.Ma ryusuke lo fa provare e in effetti non e' affatto malvagio.
Chiba.Cantante e animatore di folle.Ha piu' la stoffa del rapper che del cantante vero e proprio.Infatti il suo rappare offre hai Beck una miscella di crossover punk-rock.Animale da palco!
In Beck sono presenti molti omaggi e riferimenti alle leggende del rock.Viventi e non.Partiamo da Lucille,la mitica chitarra di BB King una Gibson ES 345(la storia raccontata nell'anime sulla chitarra e la chitarra stessa sono un po'diverse.Sicuramente per creare un'atmosfera un po' Gangsta).Il modo di suonare la chitarra coi denti di Eddie Lee...peccato fosse in realta' una Stratocaster e non una Les Paul Standard
Il negozio di chitarre dove Koyuki compra la sua prima Telecaster-Yngwie Market Guitar-omaggio a Yngwie Malmsteen uno dei piu' grandi virtuosi della sei corde esistenti.E poi il brano che Koyuki canta al Grateful Sound il festival dove verrano consacrati-come realta' underground e non del mainstream-I've got a feeling omaggio ai 4 di Liverpool.
Sicuramente ce ne saranno altri e a memoria tutti non li ricordo.Ma credo che sia gia' sufficiente cosi'.
Il comparto animazione non e' niente di eccezionale ma sicuramente spicca in originalita' come tecnica e uso dei colori.Senza dimenticare le riproduzioni fedeli agli originali di Fender e Gibson Les Paul che tolgono il fiato in quanto a maniacalita' nei dettagli(se Fender e Gibson hanno autorizzato il proprio marchio non e' certo per farsi pubblicita')
La colonna sonora e' uno dei punti di forza dell'anime con brani come Face Split out e Moon on the water(magica).
Concludendo non e' che siamo di fronte al capolavoro o al capolavoro assoluto
ma sicuramente e' un anime che fa' la differenza nel grande calderone dell'animazione made in Japan,dove sogni desideri illusioni amicizia e sentimenti si mescolano in modo sapiente sulla tastiera di una chitarra e danno vita ad una sferzante melodia rock'n'roll.


El Cazador de la Bruja. Recensione di Meketh
E veniamo finalmente alla recensione de EL CAZADOR DE LA BRUJA.
Ammetto che avrei voluto farla prima, a caldo, appena finita l’ultima puntata. Principalmente perché ammetto che questa serie è una delle migliori che ho visto e temo che con la ovvia freddezza che porta il pensarci sopra non mi riesca di scriverne come vorrei e come sento.

Partiamo dalla trama, di modo da dare a tutti un’idea di cosa si parla:
questa è la storia di un incontro, l’incontro tra Ellis, ragazzina ricercata in quanto sospettata di omicidio, che ha perso la memoria e non ricorda nulla del suo passato e Nadie, cacciatrice di taglie, che riesce finalmente a trovare Ellis in un piccolo villaggio messicano. Stranamente però invece di catturarla e riscuotere la taglia, Nadie la aiuta a fuggire e decide di accompagnarla verso il Wiñay Marka, “il luogo eterno“, misteriosa meta ove finalmente il passato di Ellis e tutte le sue domande troveranno risposta.

Sono stato volutamente vago sulla trama per non fare spoiler rovinando una cosa originale ma anche perché volevo centrare l’attenzione su altro. Molte sarebbero infatti le domande che si pongono sin da subito: chi è in realtà Ellis? Ha commesso veramente l’omicidio? Perché Nadie semplicemente non la cattura e invece decide di accompagnarla? Chi insegue le due ragazze e perché?

Ma in verità questo è il racconto di un viaggio. Avete presente quei vecchi film d’avventura dove si vedono i due protagonisti affrontare molte traversie costruendo man mano un’amicizia profondissima e una grande fedeltà reciproca? Ecco qui ho trovato, nel lungo viaggio, fatto di cambiamenti tortuosi, anche di episodi autoconclusivi, che stanno sempre però nell’ottica di un percorso diretto verso una meta, ho trovato dicevo qualcosa di quello spirito.
È poi la storia di come inizia e cambia il rapporto di intensa amicizia ed affetto che si sviluppa tra Nadie e Ellis, da perfette estranee a unità inseparabile. Di come si formi il carattere e la personalità di Ellis, che di fatto, seppure in un corpo di ragazzina, emotivamente è una bambina.
E di come attorno a lei cambino anche molte altre persone, Nadie in primis, di cui è notevole la personalità e la “presenza scenica”.
L’ambientazione è più di un mero sfondo neutro per queste avventure: oltre ad essere molto originale (parliamo infatti di un paese che potrebbe essere il Messico dei nostri giorni o poco più addietro) in sé, rompendo la monotonia di troppi anime che come sfondo, indipendentemente dal genere, hanno il solito Giappone, l’ambientazione dicevo è perfettamente funzionale a interagire con la personalità e anche la crescita delle protagoniste, adatta a mettere in campo sfide, difficoltà e dubbi. Un Sud-America tratteggiato peraltro con un certo realismo che senza scendere nei particolari, ci fa vedere aspetti della realtà del luogo molto interessanti (da notare l’uomo dell’ufficio taglie che prende la tangente per le taglie illegali o il bandito che si cambia la faccia con la plastica per non essere trovato!).
Inoltre, aspetto che ho molto apprezzato, pur essendo Ellis dotata di misteriosi poteri, questi hanno per tutta la serie, esclusi gli ultimi 4 episodi, una rilevanza e un peso nella narrazione minimi. L’equivalente di quelli di Kyosuke, anche meno tenendo conto che si vedranno in una puntata si e una no, in genere per non più di 2 minuti… Niente palle di fuoco o tifoni quindi.
Ho trovato molto interessante il finale, o meglio i finali. Scelta curiosa e originale, devo ammettere che mi hanno colpito, lasciandomi con una sensazione un pò strana. La fine è però univoca e definitiva, per un’opera concepita e realizzata per essere conclusa, senza strascichi o successive riprese (altro elemento di valore, visti i tempi).

Il comparto grafico è molto buono, con alcune punte molto elevate qualitativamente, non solo nella cura dei fondali ma anche nelle animazioni dei personaggi, con una grande cura nei colori, in particolare in alcuni episodi (quelli che riguardano il passato di Ellis) e una grande cura nei dettagli, come le armi (già citate da Ale2), ma anche la scassatissima auto delle protagoniste o i quartieri delle varie cittadine da loro attraversate.
La regia e la direzione di Koichi Mashimo sono di grande effetto (l’ending è veramente molto bella come inquadrature) e si nota tutta la cura profusa per la terza serie della trilogia “Ragazze con la pistola”, per uno studio, il BEE TRAIN, che ha fatto della qualità il suo obbiettivo principale.
La narrazione e la sceneggiatura sono le cose che più ho amato di questo anime: guardate l’episodio 18 e sono sicuro che converrete che sia esteticamente che dal punto di vista della narrazione è una perla. Uno stile sobrio e mai esagerato, elegante e semplice per un anime serio ma che ha alcuni momenti anche di divertimento (a volte Ellis tira fuori delle frasi alternativamente di un’ironia o di un’ingenuità folgoranti).
Da ultimo scrivo della colonna sonora: un capolavoro. Le musiche di Yuki Kajiura, che pare abbia trascorso 10 giorni in Perù per trovare l'ispirazione musicale, sono davvero d’eccezione. In un anime con elementi di molti generi, la musica trova sempre un modo per essere perfettamente adatta a qualsiasi situazione.
Non c’è momento che abbia un commento sonoro inadeguato, proponendo anche una certa varietà nell’utilizzo delle musiche, sempre di grande impatto (mi è parso di notare tra l’altro che almeno un paio di bgm sono state utilizzate solo una volta in tutto l’anime!).
La strana miscela di musiche western con pezzi più “sud-americani”, di momenti evocativi e altri quasi da musica lirica completa di coro fanno di questa colonna sonora una delle più riuscite degli ultimi anni.

Questo è uno dei non molti anime di cui posso dire di aver apprezzato ogni aspetto, sia tecnico che artistico. Il processo di familiarizzazione e immedesimazione con i personaggi, con la loro forza e le loro debolezze e contraddizioni, attraverso un mondo pieno di crudeltà ma anche di tenerezza (vedere il personaggio di Lirio, veramente riuscito) porta pian piano a seguire il viaggio di Ellis e Nadie con un certo trasporto, aiutato dalla riuscita tempistica dei vari accadimenti e da alcuni colpi di scena ad effetto ben architettati.
Ma ripeto il fulcro è la storia di due persone, del loro viaggio e del loro legame.
Sono forse un pò parziale in merito, ma sono convinto che a tutti voi possa dire qualcosa.
Buona visione!


Toradora!. Recensione di Enky85
Devo dire che son stato un po prima di accingermi a fare questa recensione. questo per dare tempo a chi lo stesse vedendo, di concluderlo e cercar di creare un discorso senza spoileroni o quant'altro.
partiamo col dire che si tratta di un anime scolastico,sentimentale,commedia della stagione giapponese appena conclusasi.

Partiamo a parlare della TRAMA.
La storia inizialmente è incentrata sul protagonista maschile RYUJI TAKASU che sotto il suo aspetto da teppista è invece una persona gentile e molto disponibile verso il prossimo. A scuola scopre di essere in classe con il suo migliore amico YUSAKU KITAMURA, ma la cosa che lo rende piu felice è il fatto di stare nella stessa classe della ragazza che gli piace MINORIN KUSHIEDA. Durante un suo viaggio nei corridori della scuola, Ryuji, si scontrerà casualmente con la ragazza più temuta della scuola TAIGA AISAKA, (chiamata anche TENORI TAIGA, ovvero Tigre Tascabile, data la sua statura e corporatura) che si scoprirà essere molto amica di Minorin e frequentare la stessa sua classe. Casualmente Ryuji scopre che Taiga ha una cotta per il suo migliore amico Yusaku, e Taiga intuisce che Ryuji ha una cotta per Minorin. A questo punto tra i due si instaura una specie di amicizia ed un rapporto di cooperazione per riuscire più facilmente nel raggiungimento dei loro obiettivi.
dopo qualche episodio farà la sua comparsa AMI KAWASHIMA, la quale incasinerà ancora di più la situazione venutasi a creare tra i protagonisti.
Si può dire che questa sia l'introduzione di TORADORA...
Non aggiungo altro per non iniziare a spoilerare!!!!

Passando al COMPARTO TECNICO,
-Come TRAMA è facile paragonarlo al solito “GIA VISTO“, ma è proprio qui che il discorso cambia. dopo i primi episodi di ambientazione e conoscenza dei personaggi la storia inizia a mostrare le sue novità. E' vero che ci son le classiche situazioni di questo genere d'anime, ma ci sono sopratutto nuovi spunti e il modo diverso di raccontare la storia a farla da padrone. Insomma questo non è il classico già visto!!!
-Un'altro punto a favore è l'Ottima CARATTERIZZAZIONE dei personaggi, tutti con una solida e propria personalita'. Questo non riguarda solo i protagonisti ma anche i personaggi secondari o di contorno.
Il carattere di ogni personaggio non risulta mai banale e si amalgama perfettamente nella vicenda, tant'è che lo spettatore dopo i primi episodi di ambientazione farà il tifo per una persona o per altra.
-Come ogni anime comedy/sentimentale che si rispetti non mancheranno di certo situazioni esilaranti (realizzate molto bene),
ma non mancheranno di certo situazioni strappalacrime o emotivamente molto intense a dir poco FAVOLOSE(parere personale) dove lo spettatore resterà profondamente coinvolto!!!! A mio parere il punto di forza di quest'anime.
-I disegni risulteranno familiari a chi ha gia visto Shakugan No Shana o Zero No Tsukaima, dovuto dal fatto che tutte queste 3 opere sono state create dalla J.C. Staff.
Le animazioni sono molto belle e fluide, soprattutto quelle del volto e delle varie espressioni. Da quanto ho notato per quasi tutta la serie non c'è stato un calo nella qualita grafica.
-Il comparto musicale e' di buon livello e si integra perfettamente nello svolgimento delle situazioni e della storia. Una mozione speciale va alle sigle di apertura e chiusura, veramente originali e divertenti (un consiglio: non ascoltatele troppe volte c'è il rischio di ascoltarle per tutto il giorno )
-Il Mio commento Finale su TORADORA è molto positivo una delle miglior serie della stagione passata ma che si posiziona molto in alto anche nella classifica del suo genere. Innovativo e classico, demenziale e molto ma molto serio.e poi Ha quel tocco di originalità che lo rende una piccola perla!!


Continua nel prossimo post...

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Ale

 
 

ALE2

Messaggio numero 14063

Creato il: 20/11/2009
10:49:45

Maison Ikkoku. Recensione di Joebadg
visto ke manca la recensione di MI, vi copio, x ki non l'avesse letta, la mia ke avevo pubblicato su animeclick.it:

“Ci si sente un po’ orfani dopo aver visto l’ultima puntata della splendida Maison Ikkoku, dopo essere diventati, per 96 puntate, il settimo inquilino di questa stramba casa, dopo essersi immersi ogni volta in questo mondo immaginario, così distante nello spazio e nel tempo, ma così coinvolgente. Sì, perché è difficile non affezionarsi a questi personaggi di fantasia, ma così realistici e attuali da rendere automatica l’immedesimazione; chi dei miei coetanei ventenni (target a cui sicuramente è indirizzata l’anime) non si rivede in Yusaku Godai, studente universitario mediocre e squattrinato che, da un piccolo paese del Giappone, si trasferisce nella Tokyo d’inizio anni ottanta, dove finisce in una pensione, la Maison Ikkoku appunto, abitata da strani e irrequieti inquilini che lo distolgono continuamente dallo studio organizzando feste alcoliche in camera sua? Chi non può poi immedesimarsi in lui quando inizia la disperata e difficoltosa ricerca di un lavoro, tra le cocenti delusioni e un’ostinata sfortuna (per la quale il povero ragazzo sembra davvero portato)?
Lo stesso, non si può non essere empatici nei confronti di Kyoko, giovane e bellissima vedova, la quale arriva a casa Ikkoku in qualità di nuova amministratrice proprio nel momento in cui Godai sta per andarsene esasperato dall’invadenza dei suoi coinquilini; sfido chiunque a non essere partecipe emotivamente alla malinconia di questa ragazza a cui il destino ha strappato prematuramente il marito Soichiro, che tanto amava e che non riesce dimenticare per far posto al povero Godai che, invece, s’imprime bene in mente Kyoko fin dal primo, fatale incontro, iniziando nei suoi confronti una corte tanto romantica e dolce, quanto timida e maldestra.
A prima vista Maison Ikkoku può apparire come una banale commedia sentimentale… ma non è così! Innanzitutto la vicenda si svolge durante una arco temporale che dura ben 8 anni, in cui vediamo i protagonisti crescere e maturare attraverso un lungo percorso che alternerà momenti di puro spasso a momenti di grande intensità emotiva, soprattutto in prossimità dell’epilogo. Inoltre le vicende sentimentali non si svolgono sempre in modo lineare e scontato: Godai troverà un pericoloso e intraprendente rivale in Mitaka, affascinante maestro di tennis di buona famiglia e dal sorriso letteralmente scintillante, il quale farà una corte spietata a Kyoko, rendendola ancora più confusa di quanto già non sia. Dall’altra parte Kyoko avrà ben due rivali, ovvero l’”amica” di Godai Kozue, che attenterà più volte alla debole volontà del ragazzo, e l’ostinata e innamoratissima Yagami, studentessa di un liceo in cui Godai fa il tirocinio per un breve periodo… Il tutto reso ancor più avvincente dal fatto che Kyoko è tanto bella quanto ostinata, quindi piuttosto restia a perdonare le gaffe e le stupidaggini di Godai.
Magistrale è, inoltre, il mix tra sentimentalismo, drammaticità e humor che rendono Maison Ikkoku una commedia sentimentale unica e irresistibile.
Ovviamente la situazione centrale è la love story tra Godai e Kyoko, storia che tuttavia s’inerpicherà lungo una strada tortuosa (in particolar modo quando si viene a conoscenza che Kyoko è vedova, e lì le speranze di Godai vacillano seriamente, e ancor più quando si vengono delineando più chiaramente i sentimenti di lei verso il defunto marito). Il lieto fine, certo, è dietro l’angolo, ma verrà messo in discussione da numerosi colpi di scena, triangoli amorosi (come nella più buona tradizione delle anime sentimentali) ed incredibili equivoci che talvolta risulteranno anche decisivi (il povero Mitaka ne sa qualcosa…), spesso dovuti al fatto che la cocciuta Kyoko si rifiuta di chiarire le situazioni con Godai e anche al fatto che quest’ultimo si comporta da emerito inetto a causa della sua indecisione cronica.
Ai teneri momenti d’intimità tra Kyoko e Godai si frappongono poi continuamente le scorribande e i lazzi degli inquilini della casa (spesso in momenti topici della love story): da Ichinose, donna di mezza età tutt’altro che atletica, con le sue danze sfrenate carburate dal sake (che gli inquilini sembrano consumare quotidianamente in quantità industriali…), le quali suscitano l’ira e la vergogna del figlioletto Kentaro, ai comportamenti equivoci di Akemi, l’avvenente (e discinta) occupante della camera affianco a quella di Godai, fino all’esilarante Yotzuya, nullafacente opportunista e impiccione che irrompe continuamente in camera di Godai attraverso un buco aperto con una trave “soltanto per comunicare con lui” (come afferma lo stesso Yotzuya col solito sguardo inespressivo e misterioso come il suo mestiere...); per non parlare poi della mitica nonna di Godai, la signora Yukari, arzilla vecchietta dall’imprecisata età, alta meno di un metro (a tal proposito vi invito a guardare l’episodio 87, in cui la si vede in veste del tutto “inedita”). Insomma… al ragazzo sicuramente mancherà un po’ di privacy, ma non si può di certo dire che si annoi!
Degni di nota sono poi i momenti di riflessione e i flashback di Kyoko, carichi di pathos ed emotività: i nostalgici ricordi della sua vita felice insieme al marito prima che morisse, la solitudine che prova senza un uomo al suo fianco, la giovinezza che sente scivolare via, e dall’altra parte l’incertezza di Godai sul suo futuro e l’incombente paura di dover sempre vivere all’ombra di Soichiro.
Sicuramente questo ci porta ad apprezzare un altro punto di forza dell’anime in questione: la delineazione dei personaggi principali. Essi non sono mai uniformi, ma sono pieni di sfaccettature, lati nascosti e difetti… definendoli con un aggettivo sono “umani”. La testardaggine di Kyoko nel non volere che i genitori s’intromettano nelle sue scelte di vita (la madre vuole insistentemente che si risposi), l’orgoglio che la porta a non voler ascoltare le reiterate scuse di Godai che non ne azzecca una, ma soprattutto il blocco psicologico di Kyoko nei confronti dell’amore dopo la morte di Soichiro, dovuto al profondo sentimento e al rispetto che nutre verso il marito e che la portano a provare un gran senso di colpa ogni volta che tenta di lasciarsi andare e di dare sfogo ai veri sentimenti verso il suo pretendente: tutto ciò la rende così fragile e umana, facile oggetto di quell’empatia da parte dello spettatore di cui si parlava sopra.
Lo stesso Godai è un personaggio interessante, oggetto di un vero e proprio processo di crescita che lo porta a diventare, da indecisa e immatura matricola più volte prossima al fallimento, un uomo che riesce, dopo tante fatiche e disavventure, ad ottenere una laurea e un lavoro, pronto a poter rendere felice la donna che ama, pur potendole “offrire ben poco”…. Tutto questo grazie alla sua persistenza (e alla sua stoica resistenza alla s*** direi) ma soprattutto grazie all’amore per Kyoko, vera e propria molla in ogni sua riuscita.
Persino un personaggio che ha l’evidente ruolo dell’antagonista, ossia Mitaka, non è delineato a senso unico: per buona parte dell’anime si prova una sostanziale antipatia per lui, il rivale diretto di Godai, il classico snob di successo, affascinante e pieno di sé (ma sminuito ironicamente attraverso la sua ridicola fobia verso i cani di ogni taglia, che lo metterà in situazioni davvero imbarazzanti). Tuttavia, a un certo punto, non si può non apprezzare e stimare la sua devozione e onestà verso Kyoko, alla quale si dichiara in modo schietto e inequivocabile, dicendole che è disposto a rinunciare a qualsiasi altra donna per lei (la famiglia vuole che lui si sposi con un’altra ragazza ricca, Azuko , che però Mitaka non ama) e che è disposto ad aspettarla: a tratti la figura di Mitaka supera in grandezza morale anche quella di Godai, fino a diventare una figura tragica, vittima di una sfortuna alla quale era rimasto esente fino ad allora (un madornale equivoco lo porterà a dover sposare Azuko) e il suo gesto finale di rinunciare definitivamente a Kyoko raccomandandola nelle mani del rivale è davvero encomiabile. Figure, dunque, tutt’altro che scontate e univoche.
Tutti questi personaggi si muovono in uno scenario ben allestito, in una Tokyo fatta di vie affollate, grandi palazzi, metropolitane, mercati, vetrine, parchi che cambiano colore a seconda delle stagioni che passano, locali notturni come il cabalet (dove lavorerà per un periodo Godai) e poi caffetterie dove i protagonisti si intrattengono spesso a parlare davanti ad una fumante tazza di the e bar come il Chachamaru dove lavora Akemi, scenario delle tante sbronze e festini “in trasferta” dei cari coinquilini di Godai… e poi c’è lei, l’Ikkoku-kan, la vecchia casa fatiscente (basta appoggiarsi a una ringhiera per rischiare di sfracellarsi al suolo!) dall’orologio perennemente fermo, che si muove simbolicamente soltanto in una delle prime puntate, quando Kyoko e Godai rimarranno soli in soffitta… proprio quando le sue vecchie mura inizieranno farsi teatro delle avventure dei due innamorati e dei loro amici! Avventure talvolta irresistibilmente divertenti, talvolta romantiche, che raggiungeranno il loro apice nelle ultime 20 puntate, in un climax avvincente che incollerà gli affezionati di Maison Ikkoku allo schermo fino alle ultime 5, indimenticabili puntate.
Dopo questo lungo elogio è doveroso riconoscere che Maison Ikkoku qualche difetto ce l’ha. Vedo che alcuni già prima di me hanno notato che a livello narrativo ci sono delle imprecisioni. Mi spiego meglio. Alcuni episodi importanti che avvengono in un determinato momento del racconto, per esempio, vengono ignorati nel proseguo, oppure alcuni personaggi (tipo Kozue) ricompaiono in maniera improvvisa e inverosimile nel corso della storia o ancora, alcuni equivoci, se ci pensiamo bene, possono sembrare eccessivi e assurdi (vedi il fidanzamento di Mitaka con Azuko). Tutto ciò andrebbe, secondo alcuni, ad inficiare l’accuratezza e il realismo dell’anime; tuttavia io sono dell’avviso che, quando parliamo di anime in genere, la parola “realismo” (inteso a livello letterario e cinematografico) sia quasi un ossimoro… è vero che in Maison Ikkoku non ci sono inserti fantasy, ma stiamo sempre parlando di un cartone animato giapponese e in quanto tale inevitabile portatore di qual gusto “barocco” per l’eccesso e l’esasperazione di certe situazioni tipico di ogni esemplare della sua specie… e inoltre c’è l’aggravante che è opera di Rumiko Takahashi, la cui stravaganza è ben nota (vedi “Lamù” o “Ranma ½). Per quanto riguarda le inesattezze narrative… beh Maison Ikkoku è una serie piuttosto lunga e comunque diretta ad un pubblico di ragazzi e non di critici cinematografici… qualche imprecisione gliela possiamo perdonare agli autori! O no?
Il cast di realizzatori di Maison Ikkoku è davvero di alto livello. Si parte dall’autrice del manga da cui è tratto, la già citata Rumiko Takahashi.
Il character design di Maison Ikkoku, invece, è affidato, fino all’episodio 23, a Yuji Moriyama , mentre dall’episodio 24 subentra la mitica Akemi Takada (Lamù, Creamy, Kimagure Orange Road). Laddove la prima delinea i volti dei personaggi in modo più fanciullesco, prediligendo spesso le facce “deformed”, la seconda da’ un tocco più maturo ai personaggi, io direi giustamente, visto che all’inizio della serie Kyoko e Godai hanno rispettivamente 21 e 19 anni e alla fine 29 e 27: l’evoluzione del character design rende dunque più evidente il processo di maturazione dei protagonisti, conformemente alla progressiva evoluzione dal tono umoristico a un tono sempre più drammatico.
La colonna sonora ad opera di Takao Sugiyama e Kenji Kawai, seppur intensa e in tema, è secondo me un po’ troppo ridotta nella quantità di motivi per la lunghezza dell’anime; tuttavia le sigle di apertura e chiusura (ben 5) sono davvero notevoli, sia a livello grafico che musicale, alternando sapientemente le melodie delicate e malinconiche a quelle più allegre e vivaci (anche queste perciò in sintonia con l’anime, una cornice davvero perfetta!). Se dovessi esprimere una preferenza sceglierei la prima sigla di apertura (“kanashimi yo konnichi wa”) e la prima di chiusura (“ashita hareru ka”), ma anche le canzoni di Gilbert O’ Sullivan (“Alone again (naturally)” e “Get down”) che fanno da apertura e chiusura solo all’episodio 24.
Maison Ikkoku venne trasmessa in Giappone tra il 1986 e il 1988, e in Italia nel 1991 su Junior TV col titolo “Cara dolce Kyoko”, anche se io l’ho conosciuta qualche mese fa su quella fantastica miniera d’oro che è YouTube (meno male direi, anche perché nel ‘91, alla tenera età di 7 anni, non avrei mai capito il perché Godai perdesse tanto tempo dietro ad una ragazza!).
Poi però non ho resistito, e ho dovuto acquistare il cofanetto della Yamato, che ha curato l’edizione dell’anime in dvd. Edizione di qualità, che però si porta dietro i difetti dell’adattamento effettuato dalla Doro TV all’uscita della serie televisiva in Italia. Mi spiego meglio: alla Doro TV va senz’altro il merito di aver fatto un adattamento più che buono e di non aver operato censure sulla serie; c’è però una grande pecca: il doppiaggio. La prima metà circa dell’anime (fino alla puntata 52) ha uno staff di doppiatori eccellente, tra cui spiccano Monica Ward e Alessio Cigliano (sebbene si percepisca che il tutto è stato fatto in economia, anche per via della penuria di voci rispetto al numero di personaggi); dall’episodio 53 in poi si ha invece uno staff di doppiatori del tutto diverso e, a mio parere, inferiore al primo… e tutto ciò crea uno shock non indifferente gli spettatori che si appassioneranno alla serie i quali, dopo aver familiarizzato per 50 e più puntate con determinate voci associate a determinati personaggi, si ritroveranno con gli stessi personaggi ma con voci totalmente diverse e per di più inferiori.
In conclusione, posso dire che vale davvero la pena di vedere Maison Ikkoku… certo, 96 episodi sono tanti (ma anche no se pensiamo alle altre opere della Takahashi)… Tuttavia, una volta visti i primi, prenderete il ritmo e non potrete più farne a meno, dovrete prendere la vostra dose quotidiana di Maison Ikkoku, che ha un’unica controindicazione… che quando sarà finita avrete un’inguaribile crisi di astinenza… ma anche dei bellissimi ricordi!“


Zegapain. Recensione di ABCB73
Di ritorno nel forum dopo una “latitanza “ forzata di un paio di settimane per prima cosa posto la recensione di ZEGAPAIN
Zegapain è un'opera originale e cioè l'anime è stato realizzato ex novo e non si tratta della trasposizione di un manga o di un romanzo. Ideato e realizzato nel 2006 dalla Sunrise questa serie di 26 puntate rappresenta, a mio avviso, uno dei capolavori robotici degli ultimi anni, affiancandosi tranquillamente a serie molto più famose/diffuse come Gundam, I cieli di Escaflone, od altre, distinguendosi però con caratteristiche che definirei uniche. Le animazioni sono di buon livello tecnico, i disegni in 2D si integrano bene con le sequenze di combattimento in CG, il sonoro mi è piaciuto molto, come pure le ottime opening ed ending theme, buone anche le bgm.
Incipt: In apertura del primo episodio viene mostrata una sequenza di combattimento il cui significato rimane però misterioso. Successivamente entra in scena (nuovamente) il protagonista, Sogoru Kyo, esuberante studente del primo anno nel liceo della città di Maihama (limitrofa a Tokyo), che come presidente ed unico membro rimasto del club di nuoto cerca incessantemente, intramezzato da problematici e conflittuali rapporti sociali con molti suoi coetanei (tra cui alcuni ex amici), altri membri per evitare che il suo circolo venga chiuso per mancanza del numero minimo di iscritti. All'improvviso Kyo vede in piscina una misteriosa e bellissima ragazza, cerca di raggiungerla ma lei semplicemente svanisce nel nulla tuffandosi in acqua. A far compagnia a Kyo ci sono l'amica d'infanzia Kaminagi Ryoko ed un altro amico, i quali rimangono però dubbiosi del suo racconto così il nostro si ritrova molto confuso considerato che solo lui è riuscito a vedere la misteriosa sempai! All'improvviso però la ragazza compare e, dimostrando di conoscere molto bene Kyo, rivelerà di nascondere un segreto: proviene, infatti, da un mondo parallelo (non è chiaro cosa o dove sia), un mondo che lei, Misaki Shizuno, ragazza dallo sguardo triste che sembra essere sempre rivolto altrove ed in particolare oltre il Kyo che ha di fronte, gli chiede di salvare portandolo alla guida di un mecha (Zegapain) chiamato Altair. Kyo verrà catapultato di colpo nel bel mezzo di una battaglia a bordo di questo gigantesco robot, pilotato da lui stesso e da Shizuno, scoprendo inoltre, ed inspiegabilmente, di sapere pilotare il mecha in battaglia senza difficoltà! Successivamente le incursioni in questo altro mondo (da salvare) si ripeteranno e Kyo scoprirà che stranamente questo suo “sogno” assomiglia incredibilmente a un gioco di ruolo da poco in commercio a Maihama chiamato Pain of Zega. Comincerà allora a porsi domande come: che cos'è il mondo da lui visitato a bordo dello Zegapain Altair, così simile alla terra, ma devastato e senza vita? è solo frutto dell’immaginazione... o no? qual'è il confine tra la realtà ed il mondo virtuale? qual'è il mondo reale? possibile che lui e le altre persone di Maihama non stiano vivendo una vita reale? In un'escalation di sentimenti e patos, nuovi misteri creeranno ulteriori dubbi, avvenimenti oscuri condurranno altre domande che porteranno alla terribile verità, alla vera storia. Se siete rimasti affascinati da Matrix e vi piacciono le storie piene di mistero, non potete assolutamente perdere questa enigmatica serie. Gli abilissimi sceneggiatori andranno però oltre matrix (ed era difficile!), portando ancora più agli estremi (non vi dirò però come), il concetto di “mondo illusorio”. La storia, con veri colpi di genio, si guadagna la palma dell'inventiva e dell'originalità all'interno di un filone molto sfruttato, arrivando a quelle caratteristiche di unicità che ho citato all'inizio. Non mi dilungo troppo su questo perché voglio evitare spoiler che tolgano il gusto della sorpresa (forse ho già detto troppo...). E' importante dire che l'altro/a protagonista della storia, insieme a Kyo e Shizuno, è l'amica d'infanzia Kaminagi Ryoko, ragazza estremamente vivace e positiva nell'affrontare le avversità ed i momenti di difficoltà sia altrui che personali. In definitiva l'anime parte in modo abbastanza classico e lineare, distinguendosi però con alcuni particolari (il cui significato completo sarà chiaro solo dal quinto-sesto episodio) molto importanti; consiglio pertanto di dare fiducia alla storia durante la visione dei primi episodi, appello rivolto sopratutto ai più “vissuti” del genera mecha e/o sci/fi, aspettando che la trama entri nel vivo. Del resto è un classico di molti altri anime delineare bene i contorni delle vicende negli episodi 5-6-7.
Zegapain è un'anime che emoziona con temi potenti ed evocativi. L'intreccio è solido e scorre liscio fino al termine, non c'è tempo per annoiarsi, sono i pochi i momenti di passaggio e sostanzialmente non ci sono puntate riempitive. Più volte ci si ritrova coinvolti e le sensazioni causate dalle situazioni, dai rapporti ed i sentimenti che i personaggi vivono hanno rapito la mia attenzione. Le vicende umane mixate-alternate alle spettacolari scene di azione ed i colpi di scena, mai fini a se stessi in quanto quasi sempre utili alla trama, conducono a spunti di riflessione ed approfondimenti. Tra citazioni filosofiche (senza esagerazioni però) e vita vissuta viene esaltato il significato di vita e morte, vengono trattati i relativi concetti umani di esistenza, ricordo, dolore, felicità ed amore, sensazioni che non bisogna dimenticare se si vuole comprendere in modo profondo. Alla fine sarà anche chiaro il significato del titolo Zegapain.
L'introspettiva dei personaggi è molto buona (alcuni “di contorno” sono stati sacrificati dal numero delle puntate) ed è spesso estremamente legata al loro prendere coscienza della non realtà, di quel che li circonda e delle relative implicazioni. I “cattivi di turno“ suscitano interesse e curiosità, in particolare la loro evoluzione non delude. Risulta infatti interessante l'indagine parallela sul concetto di vita (e del modo di attribuirle importanza) e amore visto dal loro punto di vista e da quello dei protagonisti.
Personalmente ho trovato poche incongruenze e/o mancanze nella sceneggiatura che mi abbiano lasciato dubbi, oltre a quelle che possiamo chiamare licenze fantascientifiche. In sostanza direi che è sorprendente come, ragionandoci su, possano essere trovate spiegazioni che collimino con la logica di una trama complessivamente più lineare di quella di matrix ma comunque così complicata ed affascinante. Dico complicata perchè mi sono ritrovato spesso a “rimuginare” su vari aspetti, in particolare sul finale, momento in cui bisogna cogliere l'essenza di ogni particolare, seguendo attentamente l'animazione fino agli ultimi fotogrammi.
A mio avviso merita veramente, anche per i non amanti del genere mecha in quanto i combattimenti sono un aspetto che si inserisce nella trama e non il canovaccio portante (nonostante risultano determinanti nell'economia della storia).
Qui trovate il download diretto, se vi va buona visione!!!
http://www.subzero.it/download...

p.s. Ho approfondito diversi aspetti di questo splendido anime con ale2 e maurofiore, dissipando dubbi e scambiando opinioni sul topic top-ten (femminile). Per ulteriori approfondimenti e spoiler (attenzione!) potete andare a leggerlo o intervenire nel topic anime 2.0.


Ga-Rei Zero. Recensione di Enky85
Finalmente dopo vari intoppi ho trovato un pò di tempo per fare un'altra recensione!!!

Oggi cercherò di fare quella di Ga-Rei ZERO!!!
Parto col dire che questa serie è un prequel del manga Ga-Rei (in uscita in Italia la prossima settimana ).
Trattandosi di fatti antecedenti alla versione cartacea, vengono mostrate l'evoluzione/crescita di alcuni personaggi principali che successivamente troveremo nel manga!!!
Si tratta di una serie incentrata sull'azione, il sovrannaturale ma anche sui legami
familiari/affettivi!!! ( con l'andare avanti degli ep. e quindi della storia capirete cosa
voglio dire)
Per descrivere qualcosina di trama, se no mi risulterebbe impossibile recensirlo, sono costretto a fare un piccolo [SPOILER]!!!
Diciamo che dopo il primo episodio, che possiamo considerarlo una sorta di episodio pilota, inizia la trama vera e propria. Dal secondo episodio in poi la trama si concentrerà quasi tutta su le sorelle Kagura Tsuchimiya e Yomi Isayama e sul loro legame di fratellanza. Tutte e due sono Agenti dell'Agenzia dell'Ambiente con il compito di eliminare la minaccia sovrannaturale!!!
Purtroppo,mi dispiace, ma di trama posso solo essere così Corto/Vago perchè ogni altra parola aggiunta avrebbe azionato una reazione a catena di Spolier su Spoiler!!!
[FINE SPOILER]
Essendo un'opera molto complessa non posso assolutamente permettermi di fare spoiler, se no tutti gli avvenimenti perderebbero di suspance/colpi di scena e di interesse/trama, che fanno di quest'anime uno degli elementi portanti.
Fin dalle battute iniziali ci si accorge che ci si trova davanti ad un prodotto di alto livello, sceneggiato molto bene, personaggi caratterizzati ottimamente, musiche perfette in ogni situazione, ritmo incalzante da subito e soprattutto tanti ma tanti colpi di scena!!!
Questa non è una serie da prendere alla leggera, perchè è una storia molto matura, più vicina ad un seinen che ad uno shounen (mi sto riferendo all'anime) e in effetti, anche i caratteri dei protagonisti sono molto adulti, il loro modo di interagire con il mondo è come lo vedrebbe un adulto.
I sentimenti/carattere sono l'altro cardine portante dell'anime perchè, oltre a
risultare molto violenta e spietata, descrive anche lo straordinario legame che si instaura tra Kagura e Yomi. Anche i personaggi secondari sono molto ben realizzati riuscendo a dare quel tocco in più di realismo che non fa mai male! Ogni persona è perfetta nel ruolo che gli è stato affidato!!!
Tecnicamente è fatto veramente bene, i disegni son dello stesso stile di FMP (full metal panic), che a me piacciono un botto XD,molto fluidi e anche espressivi, il 3D è molto ben articolato e mescolato con il disegno risulta ottimo.Le animazioni son a dir poco spettacolari soprattuto nelle scene di combattimenti non hanno nulla da invidiare alle produzioni cinematografiche americane in carne ed ossa.
La colonna sonora è incalzante/potente/adrenalinica quando lo deve essere e malinconica/triste quando determinate scene lo richiedono!!!Molto azzeccate anche le sigle!!!
Una serie che mi ha sconvolto fin dai primi minuti fino ai titoli di coda!!! Un'opera eccellente sono tutti i punti di vista!!! NULLA e dico NULLA è lasciato al caso!!!
Se inizialmente qualche cosa avrà poco senso, con l'avanzare nella storia ci accorgeremo che ogni tassello si incastrerà perfettamente al suo posto!!!
Purtroppo per non fare nessun genere di spoiler mi tocca fermarmi qui, perchè quest'anime non deve essere raccontato, DEVE ESSERE VISTO!!!

Dopo questa: Buona Notte a Tutti!!!


Girls Bravo. Recensione di Meketh
Nuova recensione anche per me: GIRLS BRAVO first season.
E devo dire che purtroppo è anche la prima recensione negativa del forum.
Allora giusto per togliersi il dente, diciamolo subito: guardare questa serie è, nel complesso, una perdita di tempo.
Volendo essere assolutamente onesti, lo spunto era divertente: un normalissimo ragazzo dell'ennesimo liceo giapponese, in seguito alle angherie subite negli anni dalle ragazze per la sua piccola statura (è soprannominato, storpiando il suo nome, “mini-nari”) si trova ad aver sviluppato una strana reazione allergica, che gli fa spuntare dei punti rossi su tutto il corpo quando è vicino a qualunque esponente dell'altro sesso.
Spunto divertente, verissimo, ma usato nel complesso molto male.
A un certo punto il protagonista viene trascinato in un altro mondo da una misteriosa ragazza che vede riflessa nella sua vasca da bagno, un mondo composto quasi di sole donne, quindi proprio il suo posto ideale.... A parte le pessime citazioni (nell'ipotesi migliore), deliberati plagi (nel peggiore) come il fatto che la terra sia per questo mondo una specie di luna nel cielo, come accadeva in Escaflowne, la strana ragazza ovviamente è l'unica che non gli scatena la reazione allergica.
Dopo una serie di vicende, piuttosto ripetitive e fini a se stesse invero, si arriva così al finale....che non c'è. Infatti per vedere la fine dovete per forza vedere la seconda serie, con uno dei finali interrotti più bruschi della storia dell’animazione.
Ah, se state pensando che abbia detto troppo della storia, non preoccupatevi: è tutto lì.... O meglio è tutto concentrato nel primo episodio, che su 11 è anche l'unico decente della serie.
Per il resto tutte le vicende sono una scusa per tonnelate di tette/culi senza particolari motivi. Unico momento esilarante è quando la protagonista, che viene da un pianeta dove le banane non esistono, ne prova una per la priima volta: immaginate cosa ne viene fuori. Altro che riferimenti impliciti....
La qualità tecnica è decisamente mediocre, con un disegno appena sufficiente, un commento sonoro per lo più trascurabile e una caratterizzazione dei personaggi banale.
Pur avendo provato parecchi anime negli ultimi mesi, di diverso livello qualitativo, è la prima volta che uno mi lascia questa sensazione di totale inutilità.
Intanto, anche restando nel solo filone degli Ecchi, ce ne sono di migliori (Green Green, su tutti...), poi in generale ci sono talmente tante serie belle che perdere tempo a vedere questa è veramente uno spreco.
Per carità, alcuni momenti divertenti ci sono, ma alla fine mi chiedo perchè uno dovrebbe voler vedere una cosa del genere.
Decisamente bocciato, particolarmente guardando il livello al quale ci siamo abituati.


School Days. Recensione di Ale2
SCHOOL DAYS
Questo anime non mi ha semplicemente deluso mi ha addirittura rovinato la giornata, ma andiamo per ordine.
L'anime è tratto da un videogioco e sotto il profilo tecnico è molto ben realizzato con un bel disegno e delle belle animazioni, il problema grosso è a livello di trama e regia.
La storia parla di Makoto, un timido adolescente alle prese con il primo amore. Infatti si innamora di una ragazza bellissima, Kotonoha che incontra ogni mattina sul treno ma non ha nemmeno il coraggio di parlarle. Makoto ne parla con Sekai, la sua compagna di banco che da brava amica decide di intercadere tra i due. Grazie al suo aiuto Makoto riesce a dichiararsi e inizia a frequentare Kotonoha. Makoto è molto riconoscente veso Sekai, non sta più nella pelle dalla felicità e va a dare la bella notizia all'amica alla fermata del treno ma questa, altrettanto felice, reagisce baciandolo e poi salendo sul treno, lasciandolo completamente di sasso.
Non male come inizio! Ci sono tutte le premesse per un bel triangolo e una storia molto appassionante ed è proprio questo che mi ha fregato...
L'anime ad un certo punto cambia completamente, sembra quasi che a metà serie il regista originale sia stato sostituito da un regista di B-movie per teenager idioti!
L'anime inizia in maniera molto dolce per poi diventare quasi un Hentai e finire in un Horror-splatter!
La regia pilota la trama in maniera piuttosto irreale e stupida per portare le situazioni dove vuole. In pratica Makoto si trasfoma da adolescente timido e imbranato a super playboy che se le fa tutte, Kotonoha da timida e dolce diventa una totale psicopatica e le ragazze della scuole diventano tutte delle gatte in calore (anche quelle già fidanzate). E tutti questi cambiamenti in solo 12 episodi! Ma qui è il regista ad essere psicopatico! Ci fossero delle scene di sesso almeno verrebbe classificato come Hentai e morta li invece mancano anche quelle!
In pratica l'anime si può dividere in tre parti ben distinte:
-Lei ama lui che ama l'altra
-Rocco e le sue amiche
-Non aprite quella porta
Ebbene si, perché il finale è letteralmente spaventoso, degno di un sadico psicotriller!
School Days è un anime totalmente fuorviante che attira con belle promesse e genera aspettative che non soddisfa mai, ne nella parte romantica ne in quella hentai. Decisamente da lasciar perdere.


Rec. Recensione di Meketh
Ed ecco a voi la mia nuova recensione: REC.
Visto che sto traducendo il manga, tanto valeva recensirne l’anime, dal quale per altro è partito tutto (in questo un grazie va a Ocean…)
La prima volta che ho visto REC devo ammettere che sono rimasto molto stupito. Come faceva tanta storia, tanti avvenimenti, tante emozioni a stare in 9 puntate da 10 minuti l'una? Come un film. E forse questa è la chiave: REC è una commedia. Come se fossimo di fronte a un qualche classico di Hollywood: avete presente quelle vecchie commedie di una volta, magari proprio con Audrey Hepburn, come “Vacanze Romane”?
Questo per me è REC. Esattamente come quelle commedie la parola che lo contraddistingue e lo qualifica è eleganza: REC è un anime elegante, un piccolo gioiellino, semplice e chiaro.
E' la storia di due persone, del loro incontro casuale, dei loro problemi col lavoro, del loro modo di affrontare la vita, invero molto diverso, dei loro sogni e ambizioni. E' la storia del loro rapporto, con tutte le difficoltà che comporta lo stare assieme, che sia condividere semplicemente un appartamento o proprio convivere.
Dimentichiamo lo stereotipo ormai abusato dell’ambientazione scolastica, niente banchi di scuola, niente divise, niente campanella, siamo di fronte alla vita di tutti i giorni, una vera trasposizione della realtà.
Perchè REC è un'opera, una delle poche secondo me, realistica, che ci mostra il mondo pieno d'ambizioni e senza troppi scrupoli che è quello del lavoro, in particolare con tutte le stranezze e particolarità di quello giapponese, trattandolo con grande ironia (vedere Matsumaru vestito da albero per promuovere il suo prodotto...) e con una velata critica direi, ma ci fa anche vedere il mondo dei sentimenti tra le persone, con le mille ambiguità e meschinità, reticenze, invidie e dubbi, che ogni rapporto umano comporta, soprattutto quando anche il rapporto lavorativo si interseca a quello sentimentale. Uno spaccato di vita quotidiana, come se si trattasse del nostro vicino di casa.
Inoltre siamo di fronte a due personaggi particolari: è difficile immedesimarsi in Aka o in Matsumaru. In primo luogo manca il tempo per farlo, ma più in generale non c'è quell'empatia immediata che invece proviamo verso altri personaggi (vedi i vari Manaka, Yamato, Suzuka, Seto o Iori, per citare i più conosciuti), questi anzi possono persino sembrare un pò freddi, all'inizio, ma questo solo per un motivo: sono più vicini a noi di quasi tutti gli altri. Proprio per questo, dunque, particolarmente riusciti.
Senza troppi moralismi, il primo capitolo ci mette di fronte la realtà di questo fatto. La loro prima notte assieme la passano nello stesso letto e non parliamo certo, come del resto spesso succede nella vita, di amore a prima vista.
Pieno di sentimento, senza però prenderlo troppo sul serio o idealizzarlo, ci fa vedere lo sviluppo del rapporto tra i due.
Se questa è l'essenza, la forma è quella di un disegno semplice, essenziale, senza troppe pretese ma a suo modo efficace. Un animazione senza troppi fronzoli ma riuscita, che si adatta perfettamente alle finalità dell’opera.
La musica è per lo più di sottofondo, anche se devo ammettere che l’opening è molto ben riuscita e ho faticato a togliermela dalla testa.
In definitiva un’anime da intenditori, di grande livello, che riesce a inserire spunti di riflessione in mezzo a sviluppi comici ovvero drammatici, descrivendo una storia d'amore senza svenevolezze o eccessi bensì con grande tatto e eleganza, mantenendosi lontano dalla banalità.
Per questo mi sento di consigliarlo a tutti quanti: è una bella storia della quale non si resta e non si resterà mai delusi.


Ichigo 100%. Recensione di Meketh
Nuova recensione, a lungo meditata perchè da me molto sentita: Ichigo 100%.
Ho deciso di optare per una recensione particolare, doppia, che tratti contemporaneamente dell'anime e, soprattutto, del manga.

Parto dal primo, per mettere alcuni punti e fare chiarezza.
Allora l'anime di Ichigo 100% è disgraziatamente un anime mediocre.
Siamo di fronte ad un'operazione che per certi versi ricorda quella fatta per Suzuka: anime fatto in fretta, che racconta nemmeno metà dell'opera e pensato come promozione al manga. Un prodotto sommario che, a differenza di Suzuka, non riesce a decollare, rappresentando una pallida ombra del manga stesso.
Dal punto di vista della storia, la sceneggiatura è in molti punti decisamente approssimativa, piena di buchi e con alcuni punti che si legano al resto con molta difficoltà. Si salvano in questo senso gli Oav che, a parte l'ultimo, essendo autoconclusivi e rappresentando approfonditamente qualche capitolo del manga, hanno una struttura e una sceneggiatura che si regge meglio.
I personaggi sono sostanzialmente non tratteggiati a livello psicologico, o comunque appena abbozzati. Alcune puntate riempitive potevano essere usate meglio, col super scandalo dell'ultima puntata, dove il momento più importante, quello del film, viene relegato a poche immagini nella sigla finale. Immagini anche belle, lo ammetto, però trattasi di uno spreco che non mi spiego: avrebbero almeno potuto utilizzare il film per dare un degno finale, concluso e coerente, come in Suzuka.
Per quel che riguarda la grafica dobbiamo divedere la cosa in due: la serie e gli Oav. La serie è appena sopra la sufficienza, tenendo conto che è stata fatta non più di 4 o 5 anni fa, siamo di fronte a tratti mediocri e una scarsa cura. Gli Oav, un paio in particolare, sono decisamente buoni, begli effetti e buona animazione. E finalmente Nishino sembra Nishino, che nella serie è sempre disegnata in un modo che secondo me non rispecchia del tutto quello originale.
La colonna sonora è quantomeno inoffensiva. Poco mordente, un paio di temi belli, op e ending sostanzialmente superflue: l'opening in particolare è la summa del peggio della dance anni '90, o almeno questa è stata la mia impressione, dato un inizio degno di una Hitmania Dance....
Siamo dunque in presenza di un anime un po’ anonimo, che non mi sento di sconsigliare perchè si tratta sempre di Ichigo 100%, ma che francamente mi risulta difficile anche consigliare. Mi pare strano che uno studio di produzione che ha fatto anime grandiosi come lo studio Madhouse abbia realizzato così un’opera che meritava molto di più. Se proprio non avete altro da scaricare.... E rigorosamente dopo aver letto il manga.
Il manga. E qui cambia tutto.
Lo dico immediatamente: Ichigo 100%, come manga, è un piccolo capolavoro.
Non solo, ma è anche quello che io considero sotto molti aspetti un “nuovo Kor“, o, per meglio specificare, un Kor dei giorni nostri.
Siamo di fronte ad un percorso che inizia alle medie, passa per il liceo e arriva all'università: una vita. Dalla prima adolescenza alla prima maturità.
A un primo sguardo sembrerebbe solo l'ennesimo triangolo, l'ennesimo harem manga dove il protagonista s***to si trova attorno uno stuolo di belle ragazze. Ma sarebbe uno sguardo superficiale.
La vera essenza di Ichigo 100% è questo passaggio temporale e personale dal non avere responsabilità di nessun tipo, nemmeno, in fondo, nei confronti degli altri, a doversi assumere le proprie responsabilità diventando adulti. E' amare una persona, con tutto quello che comporta e dover fare una scelta per questo (AHNK docet), cercando la forza di tenersi vicini nonostante tutto. E' crescere e cambiare per realizzare i propri sogni, come fa Manaka alla fine dell'opera, in quello che secondo me è un ultimo numero in pieno stile KOR, che molto si avvicina ideologicamente e come forza di sentimenti e emozioni a quel finale. Un ultimo numero che sotto molti aspetti è una vera perla.
Abbiamo quattro personaggi ben caratterizzati: Manaka eterno indeciso, ma persona generosa e anche gentile, dotato di notevoli abilità come regista; Nishino, uno dei personaggi femminili più belli, seconda solo a Madoka, decisa, affascinante, forte e fragile, anche lei segue un suo obbiettivo, cercando la sua strada per diventare una pasticcera professionista e nello stesso tempo lottando per avere il cuore di Manaka; Aya, timida e remissiva, gentile, scrittrice talentuosa, innamorata di Manaka da sempre, col quale condivide la passione per il cinema creando le sceneggiature per i suoi film, lo segue nella scelta del liceo, ma non riesce a dare sfogo ai suoi veri sentimenti; Satsuki, vera bomba sexy, allegra e dotata di un carattere esuberante, vivrà un pò alla giornata senza idee sul futuro sino quasi alla fine del manga, è anche quella più determinata a conquistare Manaka, nonché sotto molti aspetti quella più simile a lui. Ci sarebbero altri personaggi, tra i quali Kozue che è anch'essa innamorata di Manaka, ma diciamo che il blocco decisivo attorno al quale ruota la vicenda è quello di cui sopra. Non sottovalutateli però: le spalle comiche regaleranno momenti di vero divertimento, come Komiyama ben insegna.
Difficile non immedesimarsi, sentirli vicini come se li conoscessimo (o addirittura come se fossimo noi, magari in un altro tempo…). Vi troverete lì, sulla sbarra assieme a Junpei o all’aereoporto con lui (citazione) e come lui in fondo non riuscirete a scegliere del tutto. Ichigo a differenza di Kor non è un’opera con scelta unica, ma lascia aperta la strada a vari fattori, derivanti dalla volontà, determinazione e convinzione e a volte dal caso, dimostrando quindi un occhio molto realistico riguardo alle relazioni tra le persone. Io la mia scelta l’ho fatta quasi da subito, ma invero niente è scontato in questo manga.
Ichigo è un'opera piena di piccoli rimandi a Kor, piena di omaggi qua e là (vedere l'ultimo volume, o anche la ruota panoramica), ma non pensate che non abbia una sua personalità, anzi essa è molto marcata, ma diciamo che condivide con Kor uno stato mentale, dei messaggi e un'idea delle cose.
Condivide anche una narrazione fatta di momenti che si distribuiscono su un periodo molto lungo, costruendo dei rapporti solidi e profondi, giustificati e anche rafforzati dal tempo, una narrazione quasi “lenta“ anche se avvengono tante cose in ogni volume, non c'è mai quella caoticità che troppo spesso caratterizza i manga recenti. E il coinvolgimento cresce sempre, sostenuto proprio da questo ritmo narrativo che non lascia tempi morti, ma viceversa lascia a noi il tempo di assaporare emozioni e sensazioni, in un climax che negli ultimi numeri raggiunge l’apice.
Anche i dialoghi, quelli fondamentali, sono trattati con cura e attenzione, ma soprattutto con tatto, con una rispondenza notevole tra momenti importanti, dialoghi importanti e immagini all'altezza della situazione. Due esempi sono il dialogo tra Toujo e Manaka sotto la neve, piccola perla di una tristezza sommessa toccante e il momento in cui Nishino e Manaka si incontrano di nuovo dopo essere andati in licei diversi, nel terzo volume e lei in riva al fiume si rende conto che è ancora innamorata di lui. Due esempi ma ce ne sono molti altri.
Certo c'è una grossa differenza: Kor rappresenta una stagione, se vogliamo addirittura un decennio. Ichigo no. Ma sarebbe una cosa impossibile da chiedere: è un'opera dei primi anni del 2000, ma diciamo che rappresenta una realtà che potrebbe essere quella di fine anni '90. Un'epoca quindi meno fortemente caratterizzata degli anni '80, più anonima e meno rappresentabile. Vediamo l'avvento dei telefonini, il mondo e con esso un modo di comunicare che sta cambiando. Questo era l'inizio di quel processo e i rapporti tra le persone erano ancora personali: un vero periodo di transizione, che Ichigo 100% descrive bene anche se indirettamente. Forse è per questo che per certi versi si concentra più sulle vicende dei personaggi che sullo sfondo, cosa che succedeva anche in Kor con la differenza che lo sfondo balzava evidente ad ogni immagine, anche involontariamente. Forse ce ne rendiamo conto di meno perchè le diversità tra il nostro periodo e quello di Ichigo sono meno marcate.
Dal punto di vista grafico oltre ad essere stupendo nella caratterizzazione dei personaggi, con un tratto che esprime ed enfatizza perfettamente le emozioni e sensazioni che passano sui loro visi, in generale tutti gli sfondi sono curati e particolareggiati, fornendo veri spaccati dei quartieri nipponici.
Il disegno riesce sempre ad essere nello stesso tempo gentile ma non privo di una certa forza espressiva.
E' un'opera che lascia un certo ottimismo, pur essendo complessa e rappresentando anche la dura realtà nei rapporti tra le persone, ma anche nella necessità di combattere e fare dei sacrifici per arrivare dove si vuole, diciamo che si esce dalla lettura di Ichigo carichi di nuova forza.
E di una nuova consapevolezza, che deriva da una delle conclusioni, una delle linee che pervadono tutto il manga: non basta la predestinazione. L'unica cosa che fa la differenza è la volontà, uno sforzo costante, spesso difficile, ma che può dare tanto. E questo in qualunque campo.
In definitiva siamo di fronte a una di quelle opere che capitano di rado...
Ma di tanto in tanto, fa bene sapere che qualcosa di buono c'è ancora.


Soul Eater. Recensione di Ale2
Oggi presentiamo la recensione di Soul Eater.

Soul Eater è decisamente un anime fuori dal comune, basti pensare a questo.
Può un Horror/Action ammazzarti dalle risate? Soul Eater si!

Ma andiamo con ordine e partiamo con un po' di trama. La storia si svolge nella Shibunsen una scuola per... Shinigami! E il preside è Shinigami-sama! La Shibunsen comunque più che una scuola è una specie di istituzione tipo i Garden di Final Fantasy VIII (più o meno una scuola per soldati) e i suoi studenti si dividono in Shokunin (maestri d'armi) e Buki (armi) questi ultimi in grado di trasformarsi in un arma. Ogni Shokunin fa coppia con una Buki e il loro scopo è uccidere i malvagi e impedire la rinascita di un nuovo Kishin (l'essere malvagio supremo). Obbiettivo di ogni Shokunin è trasformare la propria Buki in una Deathshyte (una super-buki) ma per farlo deve fargli mangiare 99 anime malvagie più quella di una strega.
Fin qui sembrerebbe la solita storia alla Dragon Ball con una serie infinita di combattimenti per diventare sempre più forte. Sbagliato! Nonostante ci siano molti combattimenti (anche sanguinosi) questi sono importanti come in mecha in Gundam o Robotech, è molto più interessante tutto il resto.
L'anime, che sembrerebbe un horror, è in realtà costantemente pervaso da un atmosfera comica al limite del demenziale con dei personaggi a dir poco mitici!
I protagonisti principali sono Maka Albarn (Shokunin) figlia della Deathshyte di Shinigami-sama, un donnaiolo incallito che le ha fatto perdere ogni fiducia negli uomini, e Soul (Buki) un tipo un po' enigmatico nonchè l'unico uomo di cui Maka si fida. Questi due sarebbero anche abbastanza normali ma gli altri sono mitici! C'è Black Star, un tipo con un ego grande come il sistema solare nonchè un esaltatato pazzesco, tanto da far sembrare Kuno di Ranma 1/2 un insicuro! La sua esaltazione lo rende totalmente incapace di missioni “stealth“ nonchè di attacchi a sorpresa in quanto non resiste alla tentazione di annunciarsi come un supereroe per essere molto “cool“! Per contro la sua Buki Tsubaki è una ragazza timida e un po' introversa.
Altro personaggio mitico e Death The Kid, il figlio di Shinigami-sama. E' fortissimo e probabilmente il miglior Shokunin della Shibunsen se non fosse che è ossessionato dalla simmetria! Va letteralmente fuori di testa quando vede qualcosa di asimmetrico. Portatelo dentro una stanza piena di quadri storti e non riuscirà a combattere se prima non li avrà riaddrizzati tutti! E' capace di piantare una missione a metà e correre a casa perché non si ricorda se l'ultima volta che è stato in bagno ha strappato la cartaigienica in modo simmetrico! Le sue Buki (ovviamente due sennò non sarebbero simmetriche) sono Liz e Patty Thompson, la prima terrorizzata dai fantasmi e la seconda che vive nel “mondo delle nuvole“.
Una menzione d'onore va poi ad Excalibur, La Spada leggendaria che solo il più meritevole può estrarre dalla roccia, la Buki suprema, l'arma che rende il suo possesore un Dio, l'arma che tutti gli Shokunin sognano! Peccato che anche l'ultimo degli idioti può estrarla dalla roccia... Inoltre Excalibur è talmente egocentrico, arrogante, antipatico e noioso che nessuno lo sopporta e lo reiserisce nella roccia dopo 10 minuti al massimo...
Come detto pima l'anime è continuamente pervaso da un atmosfera comica, tanto che quasi non esistono scene serie o al massimo vengono interrotte da qualche gag. Lo stesso Shinigami-sama si compota come un bambinone e non riesce mai ad essere serio. Questo lo rende molto simile alla prima serie di Dragon-Ball (quella con Goku piccolo) solo elevato alla ennesima potenza!
Veniamo ora alla parte tecnica. L'anime è molto ben realizzato e il disegno dettagliato e fluido ma il vero colpo di genio è che è completamente in stile cartonesco con tanto di sole (dall'aspetto cattivo) che ride e che si addormenta sbavando al tramonto! Questo contibuisce a rendere l'anime ancora più originale se non unico! Soul Eater è sicuramente un prodotto unico da non perdere ma qui viene la nota dolente.
Sono infatti stati acquistati i diritti di distribuzione per l'Italia pertanto i fansub sono stati bloccati o ritirati. Direte “chi se ne frega, lo vedremo in italiano“ e invece no! La casa che li ha acquistati era interessata solo alla distribuzione del manga (che inizierà a breve) ma i diritti di manga e anime erano inscindibili pertanto ha dovuto acquistarli entrambi. Questo fa si che mentre il manga verrà distribuito regolarmente l'anime è stato messo in congelatore e li rimarrà amenochè il primo non abbia un successo strepitoso... Se volete vederlo quindi è meglio che vi sbrighiate a scaricalo prima che venga ritirato, il link lo trovate su “Anime lista“


Continua nel prossimo post...

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Ale

 
 

ALE2

Messaggio numero 14065

Creato il: 20/11/2009
10:57:14

Byousoku 5 Centimeter. Recensione di ABCB73
RECENSIONE di BYOUSOKU 5 CENTIMETER
(5 Centimeters per Second: A Chain of Short Stories about their Distance)

Lo sai che i petali di ciliegio cadono a 5 centimetri al secondo?
... questa è la frase che apre il film di Byousoku 5 Centimeter.
In Giappone la fioritura primaverile dei ciliegi ornamentali è un evento nazionale, attentamente seguito e previsto dal servizio meteo nonché celebrato e festeggiato con uscite di gruppo e pic-nic. La brevità dell'evento e la bellezza di questi alberi ornamentali carichi di fiori dai colori tenui simboleggia, per i giapponesi, la fragilità ma anche la gioia dell’esistenza. Sentimenti che possono essere comuni ad ognuno di noi, che condizionano ed accompagnano la nostra vita.

Byousoku 5 Centimeter è un film con storia originale il cui autore e regista è Makoto Shinkai, artista notevole molto apprezzato in patria e definito l'erede di Hayao Miyazaki. C'è però una grande differenza tra i due, sembra incredibile ma la opere di Shinkai sono lavori artigianali, praticamente fatte in casa!
Ma entriamo nello specifico, Byousoku 5 Centimeter è un'opera suddivisa in 3 oav: Okaushou - Cosmonaut - Byousoku 5 centimeter (Fiori di ciliegio - Cosmonauta – 5 Centimetri al secondo) che narrano tre stagioni della vita e fotografano tre momenti del cuore.
La storia inizia con due ragazzini che parlano e corrono sotto una pioggia di petali di fiori di ciliegio, sicuri dei loro sogni e delle loro speranze si promettono reciprocamente di vedere nuovamente assieme i petali di ciliegio cadere a 5 centimetri al secondo. Ma il destino separerà le loro strade allontanandoli spazialmente e mettendo alla prova i loro sentimenti. La prima parte è forse quella che più colpisce nel lato emozionale, perché richiama quei sentimenti che più sono intuitivi nel cuore umano.
Successivamente la storia seguirà la crescita dei personaggi dall'adolescenza all'età adulta, non voglio aggiungere altro in quanto è importante dire che la trama è molto semplice, la sceneggiatura verte unicamente sui sentimenti dei protagonisti delle tre parti di B5C. Risulta pertanto sorprendente essere rapiti da un'ora di animazione dove nella sostanza succede veramente poco. Questo però significa che l'opera altro non è che una grande cassa di risonanza dedicata ai sentimenti, narrati, amplificati e descritti sopratutto tramite immagini che rappresentano una normalissima quotidianità fatta di gesti ed abitudini.
Per ogni oav c'è un diverso punto di vista associato al protagonista di ogni parte della storia. Ogni oav è un gioiello, dal quale trasudano sentimenti ed emozioni ad ogni sequenza, lo spettatore viene travolto e coinvolto in prima persona, ritrovandosi difronte a episodi di vita vissuta intrisi di realismo, suggestivo e toccante.
E' affascinante come Makoto Shinkai riesca ad elaborare e approfondire le tematiche della vita e dell'amore, indissolubilmente legate l'una all'altra, dove la già citata componente di realismo, accompagnato e sostenuto da una sorprendente capacità di coniugare poesia, arte e tecnologia, rende Byousoku 5 Centimeter poesia per immagini.
La parte grafica dell'opera è fantastica, le colorazioni (certe sfumature del cielo sono meravigliose) e certi effetti di luce, ormai una peculiarità dei lavori di Shinkai, sono incredibili. La regia è spettacolare, anche nelle scene più semplici e naturali, grazie all'impareggiabile ed affascinante uso delle immagini, dove niente è casuale o fine a se stesso ma ricco di simbolismi, il realismo “inghiotte” lo spettatore e lo porta dentro lo schermo, nelle atmosfere che diventano quasi vive, tangibili. Come il freddo, accompagnato all'incredibile senso d'angoscia (da far gelare l'anima) causato dall'attesa e dalla solitudine che attanaglia il protagonista fermo in mezzo al nulla su di un vagone del treno o, in contrapposizione, il calore della stufa della sala d'aspetto della stazione dei treni, un calore che avvolge anche il cuore dello spettatore e trasmette un tepore che sembra reale, tangibile. Incredibile, sublime ma anche triste e malinconico allo tempo stesso.
Le bellissime musiche accompagnano benissimo il lento incedere della storia e si sposano perfettamente con i sentimenti dei personaggi e con le situazioni che si vengono a creare. Il ritornello principale vi entrerà nella testa e nel cuore, le melodie che accompagnano le immagini creeranno situazioni struggenti che non potranno non emozionare.
Vedere opere come B5C cm lascia un velo di dolce malinconia, dato dalla consapevolezza che solo il passare degli anni può portare per chi si sente comunque un cuore di ragazzino che gli permette (o almeno così mi piace credere) di vedere la profondità, lo spirito e la vera bellezza delle cose più semplici. Come il vero amore. Badate bene nostalgia e non tristezza, e cioè consapevolezza di un qualcosa di irripetibile, come il primo amore, o di periodi della vita che incidono nel cuore delle persone quelle cose di cui nessuno può fare a meno e che tutti portano dentro di sé, i ricordi.
Forse esagero ma per me questa è arte allo stato puro, una rappresentazione incredibile delle emozioni che la vita può dare.
In definitiva l'opera verte sulle tematiche della vita e dell'amore, indissolubilmente legate tra loro e della distanza, spaziale e temporale, di persone e sentimenti che a volte può separare, posso anche dire che è chiaro e forte il messaggio di non tenersi dentro tali sentimenti e di non lasciare niente di intentato per fare funzionare un rapporto sentimentale. E' molto meglio buttarsi ed agire-fare, meglio rimanere scottati-delusi, per poi potere guarire, crescere e ricominciare, piuttosto che rammaricarsi di cosa potrebbe essere stato o del fatto di avere perso qualcosa di importante, il trascorrere del tempo non cancellerà i ricordi, bisognerà imparare a conservarli perchè comunque la vita continua e bisogna andare avanti vivendola nel migliore modo possibile! E poi, come diceva il saggio (master), “è bello essere innamorati, anche quando si soffre”.

Byousoku 5 Centimeter potrà piacervi più o meno a seconda dei gusti, ma io lo consiglierò sempre perchè, comunque, lo reputo IMPERDIBILE.


Code Geass. Recensione di Ale2
Visto la richiesta di Meketh recensisco CODE GEASS.
Purtroppo la recensione non sarà molto accurata in quanto è passato un bel po' di tempo da quando l'ho visto ma ci provo lo stesso.

Code Geas si divide in due stagioni da 25 episodi l'una e a quanto pare sarà presto disponibile in Italia grazie a Dynit, ma veniamo al dunque.
La storia si svolge nel futuro dove l'Impero di Britannia è una delle maggiori superpotenze mondiali e governa gran parte del pianeta. L'Impero di Britannia riesce a conquistare anche il Giappone grazie alla superiorità bellica dei Knightmare Frames, dei mecha dalla grande mobilità, e lo rinomina distretto 11 chiamndo i giapponesi Eleven (in maniera piuttosto dispregiativa). Da qui inizia la storia.
Il protagonista è Lelouch Vi Britannia 17esimo (spero di non sbagliarmi) in linea di successione al trono. Questi è orfano di madre, l'imperatrice Marianne uccisa durante un attentato terroristico che ha anche costretto la sorellina su una sedia a rotelle e cieca. Il padre, l'imperatore di Britannia, totalmente insensibile decide addirittura di utilizzarlo come merce diplomatica da inviare in Giappone prima dell'inizio delle ostilità. Tutto questo cotribuirà a creare in Lelouch un odio profondo verso la Britannia.
7 anni dopo l'annessione Lelouch e la sorellina vivono tranquillamente in Giappone sotto falso nome e la loro vita scorre tranquilla. Un giorno però Lelouch si imbatte in un gruppo di terroristi Eleven che hanno rubato un camion all'interno del quale c'è una misteriosa ragazza C.C. che gli propone uno strano patto in cambio di un misterioso potere, il Geass. Il Geass ottenuto da Lelouch è “il potere del re“ grazie al quale si può impartire qualsiasi ordine a chi ti sta davanti e verrà eseguito ciecamente ma solo una volta per persona. Lelouch quindi, grazie a questo potere, assume l'identità di Zero, capo dei ribelli, con lo scopo di distruggere l'Impero di Britannia.
Questo è in sintesi l'inizio di Code Geass che in realtà è infinitamente più complesso.
Code Geass ha il merito di aver creato Lelouch/Zero uno dei personaggi più carismatici del mondo degli anime assieme a L e Kira di DEATH NOTE. Lelouch è unico perché non è buono ma nemmeno cattivo! E' cinico, un attentissimo stratega freddo e calcolatore tanto da considerare i suoi stessi uomini pezzi sacrificabili di una scacchiera! Per l'intera storia non farete altro che amarlo ed odiarlo, non riuscendo mai a capire le sue vere intenzioni, ma soprattotto non capirete mai se è un mostro od un salvatore fino all'ultimo episodio!
Anche gli altri personaggi non scherzano comunque. A Lelouch si contrappone Suzaku, suo carissimo amico e figlio dell'ultimo primo ministro del Giappone libero. Anche lui persegue ideali di uguaglianza e vuole cambiare il modo ma vuole farlo dall'interno della Britannia e per questo si arruola nel suo esercito. Suzaku è un ottimo pilota di Knightmare e possiede un fortissimo spirito cavalleresco, tanto che entra a far parte dei Knight of The Round pur essendo un eleven. Altro personaggio chiave è Karen Kozuki il pilota asso dei ribelli che odia profondamente la Britannia e decide di seguire ciecamente Zero (la cui vera identità è sconosciuta a tutti). Poi c'è Nunnaly Vi Britannia la sorellina di Lelouch che ho citato prima. è una ragazza buona e molto dolce nonostante i suoi handicap e nasconde un carattere molto forte, sarebbe stata la persona ideala per succedere al trono di Britannia. Oltre a questi ci sono moltissimi altri personaggi, tutti caratterizzati alla grande e tutti con le loro storie più o meno tristi ed ognuno trova il suo spazio all'interno della serie senza mai creare episodi noiosi. Spesso vi verrà voglia di appofondire la storia di uno piuttosto che dell'altro il tutto senza mai distrarre dalla storia principale, sembra quasi incredibile che ci sia stato tutto in 50 episodi.
L'intero anime è molto realistico e i Knightmare anche se vengono continuamente modificati e potenziati rimangono sempre credibili. Le battaglie poi sono dei veri colpi di genio: non sono i soliti combattimenti basati sull'eroe di turno ma sono basati su vere e proprie strategie belliche più o meno complicate, raramente ci si troverà di fronte a scontri improvvisati il chè rende il tutto ancora più realistico! Se a tutto questo aggiungete una trama piena di intrecci e colpi di scena vi renderete conto che sarà alquanto difficile staccarvi dallo schermo senza aver prima visto tutti e 50 gli episodi, a costo di inserirvi una flebo!
Anche sotto il punto di vista tecnico la realizzazione è ottima, le animazioni sono ben fatte e la cura nei particolari è ottima, anche i Knightmare sono bellissimi e ben realizzati nonostante ricoprano un ruolo marginale (ancora più che in Robotech). Code Geass è sicuramente un anime da vedere, uno dei top tra gli anime moderni assieme a DEATH NOTE e La Malinconia di Suzumiya Haruhi. Quindi non ci resta che aspettare il lavoro di Dynit.

P.S. so che su Yattamanga hanno messo in download la prima stagione subbata ma non so come sia la qualità.


Baccano!. Recensione di Meketh
Oggi arriva la recensione di Baccano!, anime che avevo preso già parecchio tempo fa ma che solo ora ho avuto modo di vedere.
Baccano! appartiene a quel tipo di opere che io chiamo “minori”, dando a questo termine non un’accezione negativa, bensì intendendo opere che non raggiungono per molti motivi lo status di “capolavoro”, né nel loro genere né in senso più generale.
Partiamo però chiarendo una cosa: Baccano! è per molti versi un’opera sorprendente. Aggiungo a questo il fatto che è un anime molto bello e molto originale.
Per poter passare a delineare la trama devo anticipare una delle conclusioni, che è anche uno degli elementi di originalità più forti: la struttura narrativa, i tempi della narrazione stessa, il mondo nel quale la storia è raccontata sono per molti versi un azzardo, ma sono anche un grande colpo da maestro.
E qui abbiamo una delle cose che più mi ha colpito: la storia, per come è raccontata nelle puntate sembra lunghissima. Complicata, intricata e piena di colpi di scena. In Baccano! niente pare chiaro e per molto tempo non capirete perché certi protagonisti facciano certe mosse, né perché partecipino all’azione o quale sia il loro ruolo. Fino alla puntata 7 e più chiaramente alla 10, molta della trama risulterà poco comprensibile, ma non in modo fastidiosa, ma tale invece da spingervi a guardare le puntate per capire, il che non è poco se si pensa che si tratta di un anime in 13 puntate più 3 OAV.
La cosa straordinaria è che quando tutta la storia sarà al fine dipanata, vi renderete conto che è estremamente semplice. Sembra quasi impossibile che in così poche puntate possa succedere così tanto in poco tempo. Quando però si mettono in fila le cose, il tutto si riduce a una storia di limpida chiarezza e semplicità. Quello che fa la differenza è la narrazione, il taglio narrativo, la scelta dei continui flashback, dei continui salti temporali, che faranno sembrare una puntata lunga 40 minuti invece che 25, tanto da non ricordare precisamente tutto quello che succede.
Detto questo, la storia si apre in America, New York, primi anni ’30. Vediamo un treno, il Flying Pussyfoot, treno transcontinentale, che parte da Chicago verso New York. E su questo treno salgono un sacco di personaggi strani, in pratica quasi tutti coloro che saranno poi tra i protagonisti. Ma subito torniamo indietro a pochi anni prima con l’elezione del nuovo membro della famiglia Martigio, per poi passare di nuovo al presente con un attentato a Luck Gandor e una guerra tra gruppi mafiosi. Questo è infatti lo sfondo, l’America del noir e dei gangster. Ma subito ci si accorge che qualcosa non funziona, perché Luck Gandor non è morto ucciso dalla raffica del tommy gun? E cos’è questo Rail Tracer, mostro leggendario che insegue e inghiotte i passeggeri dei treni?
Non voglio dire altro sulla trama. Preannuncio solo che è un anime molto violento, popolato da pazzi omicidi, gangster senza scrupoli, le dure leggi della criminalità organizzata, assassini spietati ma anche, sottintese e quasi nascoste in particolare nella serie, più sviluppate invece negli OAV, storie d’amore. Ma non fatevi trarre in inganno, quello di Baccano! è un mondo pieno di sangue, omicidi gratuiti fatti da gente fuori di testa, psicopatici degni dei romanzi di Ellroy. Un mondo malato, senza pietà, spietato eppure affascinante, reso meno cupo da molti accorgimenti, trai quali alcuni protagonisti. Tanto che per un po’ di tempo, coinvolti dalla trama e presi dai vari siparietti, non vi renderete appieno conto di quanto crudo e realistico in alcuni particolari sia Baccano!, di quanto alla fine non sia certo un’opera spensierata. Anche in questo c’è da dire che gli autori sono stati bravi, sfruttando al massimo i personaggi.
Isaac e Miria principalmente, una coppietta di ladri in bilico tra il genio e la idiozia più totale, che vi faranno piegare dalle risate coi loro dialoghi sconnessi. E che dire di Jacuzzi Splot e Nice? Lui ragazzino capobanda di un gruppetto di criminali, che si mette a piangere ogni volta che succede qualcosa, che non vorrebbe mai far del male a nessuno, ma non esita a mettersi contro ad una potente famiglia mafiosa e lei ragazza sfregiata fanatica degli esplosivi, che è rimasta con un occhio solo a seguito ad un esperimento andato male. Per non parlare poi del nuovo capo dei Martigio e della sua donna Ellis, o di Ladd Russo e Lua. Come avrete capito uno dei punti forti di quest’opera sono proprio i personaggi. Carismatici, divertenti, sempre ottimamente riusciti e splendidamente caratterizzati, non ce n’è nemmeno uno fuori posto o in più. Nonostante i pochi episodi gli autori sono riusciti a dare a tutti uno spessore psicologico sufficiente a renderli tutti degni d’attenzione.
Passando alla parte tecnica, l’animazione è molto buona. Personaggi ben disegnati, ottima ricostruzione degli ambienti e dei paesaggi urbani d’annata. Denota un’attenzione e uno studio notevoli, non solo negli abiti ma anche nelle macchine, nelle case e negli scorci della New York del proibizionismo. L’unico problema è la qualità del video, che, suppongo per problemi di compressione del fansub, ogni tanto, particolare nelle scene buie, non è granchè. Ma non è una cosa alla quale si badi poi troppo.
Della regia ho già scritto tutto, sottolineo solo la grande capacità di coinvolgere lo spettatore, passato un primo momento di spaesamente, dovuto ormai ad una nostra eccessiva abitudine alla linearità, che invece qui viene bandita.
La musica è decisamente curata, forse si poteva fare qualche pezzo in più, ma diciamo che svolge il suo lavoro di sottofondo egregiamente, con un paio di pezzi jazz notevoli. Nel complesso decisamente gradevole, direi che forse solo l’ending non è granchè, mentre l’opening, sarà per le immagini, sarà per la musica in sé è decisamente coinvolgente.
Tirando le somme siamo di fronte, per molti versi, ad un’anime innovativo. Per i temi trattati, per il periodo storico scelto (completo di sala da gioco clandestina!), per l’ambientazione, finalmente non solo relegata al Giappone, per le scelte narrative e la regia. Da notare che proprio per questo potrebbe non dire molto ad alcuni, ma qui deve anche piacervi il genere.
Manca il capolavoro perché in definitiva avrebbe meritato un’articolazione e una trama più lunghe e più organizzate. Diciamo che per le potenzialità che evidentemente ha, sono state sotto-sfruttate, caso se volete strano: in genere questo succede con un’opera con buone potenzialità ma poco riuscita. Qui siamo di fronte ad un’opera riuscita ma che lascia ancora ampi margini di essere sfruttata.
Ma questo non toglie che siamo di fronte ad un ottimo anime, che riesce a fare la parodia da una parte e una rappresentazione per certi aspetti anche realistica dall’altra delle organizzazioni criminali e di un certo tipo umano, del quale nella realtà faremmo volentieri a meno, ma che purtroppo esiste. Certo qui è estremizzato e portato all’eccesso, ma non banalizzato né reso ridicolo.
In definitiva un’anime che consiglio a tutti, guardatelo con calma perché merita una visione attenta ma nello stesso tempo preparatevi, armandovi all’inizio anche di un minimo di pazienza, a vedere qualcosa di particolare, molto fuori dai canoni e molto a sé. Cosa sempre ben accetta e anche rara.


Tengen Toppa Gurren-Lagann. Recensione di Ale2
Visto che nessuno lo ha ancora fatto ecco la recensione di Tengen Toppa Gurren-Lagann.

Inanzitutto si tratta di un anime tipo Mecha Sci-fi di 27 episodi, è però diverso dai soliti del genere. Ma andiamo con ordine e vediamo in breve la trama.
Siamo in un futuro molto lontano (si suppone sulla Terra) e l'umanità è costretta a vivere in villaggi nel sottosuolo isolati tra loro. La gente vive di stenti, scavando tunnel e allevando animali come le “talpe cinghiale“ e i più non sospettano nemmeno che esista un mondo in superficie. Qui incontriamo Simon, un orfano che fa lo scavatore. Dato che si vive sottoterra gli scavatori sono molto importanti e Simon è il migliore ma, nonostante tutto, non sembra essere molto apprezzato dagli altri eccetto che da Kamina un altro orfano più grande di lui. Kamina è considerato da tutti un attaccabrighe e combinaguai, soprattutto per la sua fissazione di raggiungere questa “fantomatica“ superficie, pertanto viene tenuto alla larga dai più. Kamina e Simon però sono molto amici, quasi fratelli, tanto che quando Simon scopre un piccolo Ganmen (i robot della serie, praticamente delle facce con gli arti) corre subito da Kamina per mostrarglielo ma proprio in quel momento un mostruoso Ganmen sfonda il soffitto del villaggio e inizia a distruggere tutto. Assieme a questo Ganmen arriva anche una misteriosa ragazza armata di fucile, Yoko che tenta di distruggerlo. Yoko si trova quindi a far fronte comune con Kamina e Simon che, scoperto come pilotare il piccolo Ganmen battezzato Lagann, lo usa per distruggere il nemico e andare in superficie.
Qui però la terribile scoperta, il mondo di superficie è dominato dagli uomini bestia che, a bordo dei Ganmen, hanno il compito di sterminare tutti gli umani che tentano di uscire dal sottosuolo. Inizia così per il nuovo gruppetto capeggiato da Kamina e battezzato Gurren-Dan la missione di distruggere gli uomini bestia, gruppetto che man mano si ingrandirà fino a diventare il Dai-Gurren-Dan.
Questo è in breve l'inizio, sembrerebbe il calssico anime robotico anni '80 umani contro mostri cattivi ma in realtà è molto di più! TTGL è un mecha fuori dali schemi perché non è un anime realistico alla Gundam, i robbottoni sono totalmente irrealistici e in stile Daitarn III con tanto di espressioni facciali, ma conserva tutta l'intensità di quelle serie con i personaggi e le loro storie come protagonisti assoluti. Tutta la serie è in pieno stile humor al limite del demenziale ma nonostante questo riesce a raggiungere punte di intensità incredibile. I personaggi sono curatissimi e con personalità ben delinete e tutti spassosissimi. Ecco una breve presentazione:
Kamina: è il leader indiscusso del gruppo, capo carismatico e spaventosamente esaltato. All'inizio, armato solo di katana, fronteggia un ganmen con la stessa spavalderia con cui si affronterebbe un bulletto di 12 anni! Kamina è un mito, non ha paura di niente, non si arrende mai, non scappa mai e... non pensa mai, agisce e basta! Però ripone una fiducia incrollabile in Simon.
Simon: ragazzo molto introverso e poco fiducioso che vede in Kamina il suo Aniki (fratellone) da emulare. E però dotato, a sua insaputa, di una forza interiore pressoché immensa, superiore allo stesso Kamina, forza che non tirerà mai fuori fino a quando non ne sarà costretto dagli eventi.
Yoko: ragazza (gran bel pezzo di ragazza...) abilissima nell'uso del fucile e molto più riflessiva degli altri due che si buttano nel combattimento senza pensare. Ragazza esuberante che non si fa mettere i piedi in testa da nessuno ma al contempo molto simpatica.
Nia: misteriosa ragazza trovata da Simon dentro una capsula. Essenzialmente è una ragazza pura e ingenua non avento mai avuto contatti con nessuno eccetto suo padre. Solo col tempo inizierà ad accorgersi della durezza del mondo.
Questi sono i principali ma poi ce ne sono uno stulo uno più assurdo dell'altro!
TTGL comunque, a dispetto di tutto lo humor che contiene, è una storia tutt'altro che prevedibile o leggera. La trama è molto ben articolata, divisa in 2 parti, e non sempre tutto va come ci si aspetterebbe: PICCOLO SPOILER basti pensare che inizialmente Simon si innamora di Yoko che però non lo ricambia FINE PICCOLO SPOILER, inoltre nessun personaggio è immune a eventi tragici, possono capitare a tutti.
Anche la realizzazione tecnica è ineccepibile, lo stile è fumettoso e disegni e fondali molto ben curati con animazioni fluide. La colonna sonora non è il massimo ma quando si è abituati a titoli come KOR, El Cazador De La Bruja e Beck è difficile dare un giudizio obbiettivo...

TTGL è uno dei migliori anime robotici che conosco (ve lo dice un patito di Gundam) che con il suo mix di azione, homor, sentimento e... esaltazione vi terrà incollati allo schermo. Il contrasto tra il disegno fumettoso, le situazioni cariche di humor e la trama di per sè molto seria e a tratti molto triste crea qualcosa di veramente inaspettato. Inoltre è ricchissimo di citazioni di altre serie che è un must per i patiti come me, ad esempio il Gurren-Lagann è liberamente ispirato allo Zambot 3 e la scena della morte di un personaggio è incredibilmente simile a quella di Roky Joe ecc. senza contare che ho visto anche il Gaiking tra i ganmen nemici...



.hack\\SIGN. Recensione di Enky85
Questa sera trovo un pò di tempo per recensire un anime che in questo forum praticamente non è mai stato neanche elencato tra quelli da vedere...
Sto parlando di
.hack\\SIGN
Una delle tante peculiarità di questo titolo sta nel fatto che il luogo di ambientazione non è la vita reale ma bensi all'interno di un MMORPG, ovvero un gioco di ruolo online. Già da questo prologo ci si aggorge subito che non ci troviamo di fronte ad un titolo “classico“. Altra cosa molto curiosa è che la storia non segue i canoni di narrazione classica dei fantasy ovvero i combattimenti salvare la bella di turno ecc... ecc..., ma si sviluppa attorno alla psiche dei player (giocatori). Quindi diciamo che ci troviamo di fronte ad un fantasy atipico dove le scene i combattimenti lasciano spazio alle decisioni, paure, scelte,interazioni con il prossimo ecc... che i vari Player hanno durante la partita. Ed è proprio questo il punto forte della serie, la psicologia di tutti i personaggi nel gioco. Con il proseguire degli episodi i vari rapporti/carattere si fanno sempre più evoluti. Un'anime molto profondo molto maturo, diciamo che non è adatto a chi cerca un prodotto solo per passare il tempo. .hack\\SIGN va prima di tutto capito.

Partiamo con un pò di trama che non fa mai male XD,
L’anime narra le vicende di un gruppo di ragazzi che si incontrano e giocano all’interno di un RPG virtuale di ambientazione fantasy. Non vengono mostrati nella vita reale tranne che per qualche significativo passaggio, ma solo quando sono connessi. Uno di loro tuttavia non riesce più a disconnettersi, e rimane intrappolato in questo mondo. Diciamo che resto molto sul vago per non creare spoiler o affini.

E' sicuramente un prodotto di alto livello come ce se lo aspetta dalla Bee Train (quello di El Cazador per intenderci) sia come disegni che come ambientazioni, soprattutto queste ultime sono incredibilmente belle e poetice/mistiche come solo pochi altri prodotti possono avere.L'ennesimo punto di forza è l'incredibile colonna sonora, fatta da una nostra cara conoscenza... Yuki Kajiura!!! Molto variegata, molto toccante e profonda, completa in ogni sua parte. Ogni canzone legata ad un personaggio calza a pennello ed un' ENDING assolutamente stupefacente. Per quanto mi riguarda è la migliore colonna sonora prodotta dalla Yuki, per di poco superiore a quella de El Cazador... Bellissima!!!

Che altro aggiungere su .hack,se non dire che è un esempio eccezionale di come porsi con se stessi e gli altri. Assolutamente da vedere, per chi cerca un'anime diverso dal solito, questo è la risposta
Niente è come sembra!!!! ;)
P.S. Io stesso ho scoperto questo anime solo di recente!!!
Diciamo che alla fine il mio voto si aggira intorno al 9!


E queste sono tutte le vecchie recensioni. Ricordo che chiunque può postare una recensione anche di anime (o manga) già recensiti. Per non creare confusione in questo topic si possono postare solo recensioni, per qualsiasi commento c'è il topic Anime & Manga 4.

Ja ne

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Ale

 
 

ABCB73

Messaggio numero 14066

Creato il: 20/11/2009
12:02:43

Ottimo Ale, bella idea.
Avevo pensato di fare la stessa cosa anche perchè ci sono un paio di recensioni che da tempo pensavo di postare.

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abcb73

 
 

ALE2

Messaggio numero 14067

Creato il: 20/11/2009
15:22:10

Come avevo accennato ecco la recensione di Claymore.

Claymore è un anime molto ben realizzato e coinvolgente anche se non il massimo dell’originalità, ma andiamo in ordine e spieghiamo un po’ di ambientazione e trama.

La storia si svolge in un altro mondo in stile medievale dove, per detta di una comparsa, in quei tempi ci si rassegna e basta alla perdita dei cari.
La società è organizzata in villaggi di umani ma oltre a loro esistono anche gli Yoma, mostri divoratori di esseri umani. Gli Yoma sono anche in grado di assumere l’aspetto degli umani che uccidono assimilandone anche i loro ricordi e grazie a questa capacità si nascondono tra gli abitanti dei villaggi e continuano i loro massacri indisturbati.
Esiste però una misteriosa Organizzazione che ha creato delle guerriere mezze Yoma e mezze umane, le uniche in grado di combatterli. Quando un villaggio viene attaccato da uno Yoma chiede aiuto all’Organizzazione che manda una guerriera (chiamata Claymore) a ripulirlo. Dopo di chè passa un addetto dall’Organizzazione a ritirare il compenso.
E qui veniamo alla protagonista Claire, ovviamente una Claymore. Come tutte le Claymore è triste e solitaria in quanto gli umani le temono considerandole dei mostri. La sua vita però cambierà quando da un villaggio salverà un ragazzo Raki che le si affeziona molto e lei prenderà con sè perché probabilmente le ricorda il suo passato.
Da qui inizia la loro storia assieme, si troveranno ad affrontare diversi pericoli e scopriranno che esistono mostri ben più potenti e pericolosi degli Yoma e dietro a tutto questo sembra esserci l’Organizzazione che tra i vari intrighi non si fa scrupoli ad utilizzare le Claymore come semplici pedine sacrificabili.

Questo in breve è Claymore ma in sostanza la storia è molto più complessa che non semplici combattimenti contro mostri. I personaggi hanno tutti una forte personalità maturata dalle esperienze passate ed ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio, soprattutto le Claymore. Qui si racconta della triste alienazione di queste guerriere che hanno deciso di diventare tali dopo tragici eventi e che sono disprezzate e guardate con paura proprio dagli umani che devono difendere. A prima vista sembrano tutte dure e cattive ma sotto sotto sono tutte ragazze tristi e solitarie con un tragico passato.
In ogni caso si racconta il forte legame che si forma tra due emarginati in un mondo indifferente e ipocrita. Persino il Vescovo di una città religiosa rimane stupito di fronte a Claire perché lui, un uomo di Dio, si era preoccupato solo della sua vita mentre lei che veniva considerata un mostro aveva come unica preoccupazione la sorte di Raki nel caso fosse morta. Claymore racconta di lotte e combattimenti violenti ma i veri protagonisti sono l’amicizia ed i sentimenti che legano i cosiddetti “mostri”. Claire è disposta a tutto per il bene di Raki e lui, pur essendo consapevole della sua impotenza contro tali forze non esita a rischiare la vita per proteggerla. Anche tra molte Claymore, nonostante la rivalità, si sviluppa un forte cameratismo che le porta a rischiare la vita per le compagne. Tutto questo si contrappone all’indifferenza degli umani che si limitano a chiedere aiuto impauriti all’Organizzazione per poi denigrare le Claymore a cose fatte. In realtà i veri mostri non sono ne gli Yoma ne le Claymore o altro ma l’Organizzazione stessa.

Claymore inoltre è anche molto ben realizzato dal punto di vista tecnico, bei disegni ed animazioni fluide, un po’ stile DEATH NOTE. L’atmosfera cupa rende molto l’idea delle situazioni raccontate, tanto da far sembrare tutto immerso in un perenne crepuscolo, a sottolineare l’impossibilità di vedere la luce tra tanto orrore. La colonna sonora, anche se non molto vasta sottolinea bene le situazioni e contribuisce a creare l’atmosfera. Inoltre per i patiti della violenza c’è tutto il sangue che vogliono oltre gli squartamenti e gli arti mozzati!


La serie è appena stata licenziata dalla Yamato mentre il manga da quello che so sta già uscendo anche se in maniera molto irregolare. Il manga non è ancora concluso e di conseguenza neanche l’anime che si ferma alla prima serie. Comunque ha riscosso molto successo tanto che in Giappone è stata organizzata una raccolta firme (con l’obbiettivo di 10000 firme) per avere la seconda serie animata. Speriamo bene.

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Ale

 
 

ENKY85

Messaggio numero 14070

Creato il: 20/11/2009
17:52:07

Appena arrivo a vedere l'ultimo dvd faccio la recensione di DEATH NOTE, che mi sembra non ci sia ancora, e la cosa è grave!!!

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Enky!!!

 
 

ENKY85

Messaggio numero 14072

Creato il: 20/11/2009
21:19:33

MESSAGGIO CITATO (--autore non più registrato--)

Se parli del dvd originale Panini e' gia' uscito!

Sisi lo so è solo che devo trovare il tempo per vedermelo!!!!

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Enky!!!

 
 

SXMO

Messaggio numero 14073

Creato il: 21/11/2009
02:00:43

Ottimo lavoro ALE2 , un pò di ordine non guasta mai

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By Sxm

 
 

MEKETH

Messaggio numero 14078

Creato il: 21/11/2009
18:20:48

Bravo. A breve ho due recensioni da fare anch'io.

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meketh

 
 

MEKETH

Messaggio numero 14466

Creato il: 01/01/2010
20:37:19

PHANTOM - REQUIEM FOR THE PHANTOM

Ieri sera ho finito di vedere Phantom – Requiem for the Phantom, l’ultimo lavoro della Beetrain, la casa che ha prodotto El Cazador, Madlax e Noir.
La sensazione che ho provato alla fine dell’ultima puntata la posso ben riassumere con quello che ho detto poco fa a Enky parlandone al telefono: “è stato come se avessi ricevuto un missile nel ***”. Scusate il francesismo, ma la metafora calza. Come una pugnalata, la fine di questo anime lascia il segno.

Partiamo con ordine.
Volendo fare un raffronto con le opere precedenti, direi che Phantom si colloca poco sotto El Cazador. Se non lo raggiunge è solo per la colonna sonora, che pure è molto buona, ma non alla stessa altezza, più discontinua nei risultati, non certo per la trama, che anzi risulta quasi meglio rifinita e studiata in alcuni frangenti.
Abbandonate le trame venate di magico di El Cazador e le spinte mistico-oniriche di Madlax, Phantom ci getta in un mondo puramente realistico: il cupo e spietato ambiente delle organizzazioni criminali dell’ovest degli Stati Uniti.

Phantom è la storia di Zwei, un turista giapponese che si sveglia all’improvviso in un luogo che non conosce, senza ricordarsi neanche un dettaglio del suo passato, nemmeno il suo nome. In questo luogo incontra una ragazza, Ein, che lo pone di fronte ad un’alternativa: diventare un assassino per un’organizzazione criminale che vuole controllare tutte le altre malavite e cominciare così una nuova vita, o morire per mano sua. Uccidere per sopravvivere, scegliere di togliere la vita ad altri per conservare la propria.
Ein è Phantom, il temutissimo assassino della Inferno, questa organizzazione e prende gli ordini da un uomo che si fa chiamare Scythe Master, il suo creatore e colui che ha tolto la memoria a Zwei tramite ipnosi e droghe. Zwei decide di vivere e si sottopone agli allenamenti di Ein. E comincia così ad uccidere.
Ein è la co-protagonista dell’anime, anche lei non ricorda nulla del suo passato, toltole dal Master, anche lei ormai prigioniera di questo meccanismo in cui l’unico orizzonte possibile è uccidere per l’organizzazione. Scindere la propria personalità per uccidere senza essere distrutti dalle proprie azioni, dal senso di colpa e dal rimorso, guardando sé stessi come da uno specchio: questa è la vita di Ein.
Ma la trama è in realtà così complessa che dopo 26 episodi vi sembrerà di averne visti 40!
Phantom è costruito a blocchi, divisi da alcuni salti temporali, che giustificano dei passaggi interiori dei protagonisti. Nel secondo, poco dopo la metà dell’anime, troveremo il solo Zwei, che ha riacquistato la memoria è l’identità, ma rimane il Phantom della Inferno, oppresso dai sensi di colpa perché pensa di aver ucciso Ein, mentre non vede ormai un’altra vita possibile per sé. Ma un giorno raccoglie Cal, una ragazzina orfana la cui sorella è stata uccisa in uno dei molti complotti che animano la Inferno. Un incontro che lo segna inevitabilmente, cambiando la sua vita come quella degli altri, in un precipitare di eventi sempre più nefasti. Mi fermo qui, altrimenti sarei costretto a rivelare troppo.
Sul lato tecnico, le ambientazioni sono ricostruite con grande cura, minuziosa e certosina come la Beetrain ci ha ormai abituato, che si tratti del ghetto di Los Angeles piuttosto che di una città di provincia del Giappone. Ogni dettaglio viene realizzato con massima attenzione, dalle armi (Ale2 c’è pane per te) alle macchine ai vestiti.
Quando ci si muove trai vicoli degradati, le case abbandonate, i motel sulle strade, si ha davvero l’impressione di essere presenti, messi di fronte alla spazzatura della società, spazzatura materiale e umana.
La pianificazione degli omicidi poi, pur essendo funzionale alla dinamica trai protagonisti, è ricostruita con una cura quasi raggelante. Non mancano alcune scene veramente forti, in cui la violenza, seppure non esplicitamente mostrata, è palese, tanto da ferire quasi anche chi osserva.
I disegni sono perfetti, mantenendo e perfezionando lo stile già noto, ci trovo solo una cura superiore per i personaggi maschili.
La musica è molto interessante e anche ricca, parliamo di una sessantina di bgm, di vaga ispirazione “kaijuriana” (e si sente, soprattutto in alcune), peccato che sconti alcune cadute di livello e soprattutto un uso non sempre riuscito all’interno degli episodi (di alcune bgm mi sono accorto solo quando le ho sentite nelle ost!!). Resta il fatto che alcuni pezzi sono molto riusciti e molto belli. Non male la prima ending e la seconda opening, mentre le altre sono piuttosto insignificanti.
La regia è come sempre impeccabile, forse anche più curata di prima, rendendo al meglio la spettacolarità degli scontri, ma anche le sensazioni dei protagonisti, frenetica quando è necessario durante le sparatorie (splendida la resa dell’assassinio durante il concerto all’opera!!)

Dovendo parlare del perché mi ha tanto colpito, inizierei da un ragionamento. Il tema di Phantom non è tanto la vicenda in sé e nemmeno il destino avverso come a volte potrebbe sembrare. Il centro di Phantom sono le azioni dei protagonisti e le colpe, le conseguenze che ne derivano. Il passato è una forza potente nell’anime, perché da esso spuntano sempre, anche quando si vorrebbe cambiare pagina, modificando il proprio percorso, le nostre colpe, il peso dei nostri errori, gli strascichi che le nostre scelte comportano (notevole che Zwei, il Phantom della Inferno, vedendo una persona che pensava fosse morta e verso la quale non era riuscito a mantenere le sue promesse, pensi “ho visto un fantasma del passato”. Fantasmi che rincorrono fantasmi…) Quando noi decidiamo e commettiamo degli errori, questi prima o poi torneranno a presentare il conto. Anche quando ormai pensano di essersi lasciati alle spalle tutto, da un certo mondo non si può mai uscire, esso tornerà sempre a reclamarti o a ucciderti. C’è un senso di ineluttabilità che pervade l’anime, molto opprimente. Non c’è una netta divisione bene/male, perché in Phantom nemmeno l’infanzia è più innocente.
La superiorità di Zwei su Ein sarà che lui sceglie o almeno prova a farlo, per chi e quando uccidere. La sua scelta di arrivare anche ad uccidere per difendere e proteggere, non solo per distruggere, è la conseguenza diretta del suo non essere solo una marionetta, ma della sua capacità di individuare, seppur con difficoltà, per cosa combattere, la motivazione per farlo. Cosa che in Ein, che conosce solo quella vita e che non ha altre ragioni per vivere, è molto più lontana.
Il rapporto Ein-Zwei è poi secondo me uno dei punti più riusciti tra protagonisti di una serie. Ein si manterrà in vita solo perché Zwei rappresenta qualcuno che ha creduto in lei, che le ha chiesto di sopravvivere. Rappresenta la traccia della sua esistenza sulla terra, lei che non ha un passato, non ha un luogo in cui tornare. Mentre per Zwei lei è la promessa che deve mantenere, l’unica persona che vuole, finalmente, riuscire a proteggere.
L’anime poi ribalta completamente il finale, stravolgendo le regole del finale positivo, in maniera persino più decisa di quanto già fatto con El Cazador (che finiva sì bene, coi problemi delle protagoniste risolti, ma non proprio secondo i meccanismi del lieto fine). Un finale che vi lascerà un segno dentro, che ha richiesto molto più che coraggio… Direi piuttosto una dose infinita di spregiudicatezza.
In definitiva un anime splendido e straziante allo stesso tempo, efficace come raramente ho visto, con dei personaggi perfetti, ambigui, contraddittori, pervasi da un senso di disperazione spesso devastante, ma anche che odierete (come Scythe Master, un vero svitato pezzo di m***a, al quale augurerete una lenta morte sin dall’inizio).
La Beetrain porta avanti un altro capitolo della sua produzione, che non è più solo di “ragazze con la pistola” quanto piuttosto un affresco generale di un’umanità ai limiti, sempre con quel tocco di qualità che è raro trovare in altre produzioni, dunque consigliato a tutti.

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meketh

 
 

ABCB73

Messaggio numero 15565

Creato il: 11/03/2010
19:16:49

In linea di massima gli anime recensiti sono tutti recenti, ma ci sono vecchi titoli che anche i più giovani dovrebbero conoscere, per cui oggi posto (anche qui) questa recensione … è parecchio che volevo farla.

CONAN IL RAGAZZO DEL FUTURO

Mirai Shonen Conan, realizzato nel 1978 dal maestro Hayao Miyazaki, è stato trasmesso in Italia per la prima volta nel 1982 ed è conosciuto con il titolo di Conan il ragazzo del futuro. E' una serie anime di 26 episodi liberamente tratta dal racconto per ragazzi di Alexander Key “The incredible tide“, pubblicato nel 1970 e reperibile anche in Italia (collana dei romanzi della Star Comics).

Incipt:
Premessa [in maggior parte rappresentata nella sigla di apertura].
Anno 2008 durante la terza guerra mondiale, il mondo venne devastato dalle esplosioni causate dall'impiego di bombe magnetiche che, molto più potenti di qualsiasi arma atomica conosciuta, intaccando la crosta terrestre e spostando l’asse di rotazione del mondo, causarono la frattura dei continenti ed il quasi totale inabissamento delle terre emerse. Il pianeta in prevalenza è un immenso turbolento oceano.
Solo pochi sopravvissuti riuscirono fortunosamente a salvarsi dalle gigantesche ondate, rimanendo isolati nei pochi territori emersi. Ricominciando da zero fondarono, nella maggior parte dei casi, delle piccole società autosufficienti riunite in villaggi rurali.
L’unica città rimasta, ancora basata sulla tecnologia, è la dispotica Indastria (Industria nel libro), dove le persone sono divise in caste e la maggior parte della popolazione è sfruttata dai potenti e privilegiati (i cittadini) e ridotta ad uno stato di schiavitù.
Conan è un ragazzo nato dopo la catastrofe, unico bambino concepito da due componenti del gruppo di a***auti sopravvissuti alla grande catastrofe e precipitati su di una brulla isola deserta. Tale isola, ribattezzato dai superstiti “Isola Perduta”, altro non è che un l'affioramento della cima di un monte.

La storia è ambientata nel 2028.
Conan è cresciuto, ha 12 anni e vive sull’isola perduta con l’ultimo degli a***auti sopravvissuti che chiama nonno, il quale pensa che sulla terra non siano rimasti altri abitanti oltre a loro due. E' dotato di una forza e di una agilità fuori dal comune, è un abile pescatore e può resistere in immersione molto più a lungo delle altre persone. La vita di Conan è semplice ed in intimo contatto con la natura.
Un giorno Conan trova sulla spiaggia Lana, una ragazza svenuta della sua stessa età che è naufragata sull’isola. Soccorsa e curata da Conan (molto incuriosito in quanto non ha mai visto una femmina!) e dal nonno, la ragazza rivela di provenire da un'isola chiamata Hyarbor dove vivono molte altre persone sopravvissute alla catastrofe. Hyarbor è un luogo dove le persone vivono in pace e armonia, anche se la loro comunità è minacciata dalla popolazione di un'altra isola, la lontana ed aggressiva Indastria.
Poi sull’isola arriva un aereo di Indastria (il Falco), che sta cercando Lana e sconvolgerà in pochi minuti la vita di Conan. Ha così inizio una lunga e mirabolante avventura che porterà Conan, alla ricerca di Lana, in un viaggio pieno di nuove amicizie e di lotte per la propria sopravvivenza e per la liberazione dall'oppressione della tirannia di Indastria.

Conan il ragazzo del futuro è stato il primo anime che mi abbia veramente preso. Avevo 9 anni e volevo essere come lui (nemmeno i robottoni Mazinga e Goldrake, coi rispettivi eroi, reggevano il confronto), fare salti incredibili, nuotare e stare in apnea come un pesce, avere le dita dei piedi prensili (riuscendo a metterle nel naso!), eguagliare il suo coraggio e la sua forza di volontà.
Già la sigla d’apertura è qualcosa di perfetto in quanto oltre a mostrarci l'antefatto (importante dal punto di vista narrativo) ci immerge direttamente nell’atmosfera della storia … e per fortuna noi italiani abbiamo aggiunto la splendida sigla (musica e parole) cantata da Giorgia Lepore.
Questo è un'anime di trent'anni fa che mantiene tuttora, per intero, il proprio fascino. Una storia senza tempo che ne fa, a mio giudizio, l'anime per eccellenza degli anni '70.

Questa recensione diventa più intima e personale delle altre in quando riguarda la mia infanzia ed i ricordi che sono rimasti scolpiti per anni nella mia memoria, quando non esisteva (o quasi) il videoregistratore e per rivedere il tuo cartone preferito od un certo episodio dovevi aspettare che lo ritrasmettessero per tv!
Dopo anni di oblio l'ho rivisto qualche anno fa e come capita a tutti il passare del tempo ha portato un punto di vista diverso, se volete è stato un po' come salire sulla cattedra del professor Keating (sta storia dell'attimo fuggente ogni tanto la tiro fuori ...) e guardare con un'altra prospettiva il mondo quotidiano che ci circonda.
Questo magnifico anime comprende tutto quello che un cartone animato dovrebbe insegnare ad un bambino: amore, amicizia, rispetto per il prossimo, solidarietà, vivere in armonia con (non sopra) le persone e l'ambiente che ci circonda ... le cose semplici e veramente importanti della vita. L'alternanza dell'allegria e della tristezza, della felicità e del dramma me lo fanno paragonare a certi grandi film in bianco e nero, dove attori e registi degni di questo nome (dei giganti) rappresentavano in modo incredibile ciò che la vita dà, ciò che la vita toglie, ciò che la vita è.
Questo anime ha anche un altro grande pregio, può essere adorato da un bambino che si innamora delle mirabolanti avventure di Conan, ed apprezzato (o amato come dal sottoscritto) dagli adulti che abbiano la volontà, il senso critico e/o lo spirito di osservazione necessari per recepire il messaggio che quest'opera può/vuole trasmettere. Nelle vicende narrate si ritrovano tutti i mali moderni e sempre attuali della nostra società: la smania di potere, l'egoismo, la violenza, l'iniquità sociale, l'oppressione della libertà, lo scempio dell'ambiente, la mancanza di scrupoli.
Ma c'è sempre SPERANZA. Il messaggio di sottofondo presente in tutta l'opera.
Un messaggio forte che si dovrebbe sentire più spesso ai nostri giorni. Forse semplice, se non addirittura ingenuo (forse sarebbe meglio dire: spontaneo come il pensiero di un bambino), ma MAI banale. La morale riguarda pertanto la speranza, che va coltivata, ricercata, anche combattendo, tramite il non arrendersi mai se si vuole ottenere quello in cui si crede. Insomma un'anime incredibilmente positivo, molto Miyazakiano, probabilmente old style ma attualissimo, un'opera sempre verde, propedeutica anche a livello pedagogico a mio avviso.
Conan il ragazzo del futuro, un'anime che ho guardato e continuo a guardare con i miei figli!

E’ un contenuto molto profondo, ma allo stesso tempo comprensibile per un bambino di 7-8 anni. In più aggiungiamo una bella dose di divertimento perchè in questo anime si ride, si ride molto!
Ci sono sequenze indimenticabili: il primo incontro tra Conan e Lana (lui la osserva stranito con “addosso” uno squalo che, appena la povera Lana apre gli occhi, spalanca la bocca facendola svenire un’altra volta!), il primo incontro tra Conan e quello che diventerà il suo migliore amico ovvero Gimpsy (con la gara a chi è il più forte), i piagnistei del capitano Deis, l'equipaggio del barracuda, etc.

Le ambientazioni ed i paesaggi sono suggestivi e volutamente contrastanti (la verde e lussureggiante Hyarbor vs. la fredda e desolata Indastria dove esiste solo roccia, terra e metallo!). Personalmente mi hanno sempre impressionato molto le immagini dei grattacieli in fondo al mare con i pesci che ci nuotano vicino ed i sotterranei della torre del sole, con tutti quei tunnel e cunicoli bui, per non parlare dello “sprofondare” (scendere) nel nucleo (core). Ogni contrasto è vivido e si può semplificare in natura armoniosa versus fredda opera (tecnica e scienza) dell'uomo. Beninteso, la tecnologia non è il male assoluto, è la deriva del suo impiego, il fine distorto che gli uomini sbagliati ne fanno che viene condannato dall'autore! Lo sminuire l'uomo togliendogli il ruolo centrale che deve sempre avere conduce a perdere di vista quel concetto di armonia che tanto è caro a Miyazaki.
Parlando invece del lato sentimentale, oltre all'intreccio di affetti personali tra i personaggi, voglio spendere una parola per il rapporto che c’è tra Lana e Conan. Hanno solo 12 anni ma c’è qualcosa di molto tenero nel loro rapporto, un “embrione” di amore e cioè un sentimento puro. Le vicende li portano a separarsi di continuo e tutto quello che fanno è finalizzato a rivedersi…. Questa cosa mi toccava a 9 anni e mi intenerisce ancora oggi, a 36.
Una nota per il super cattivo di turno ovvero Lepka, un personaggio tragico. Miyazaky ha sempre tratteggiato così i suoi cattivi con una punta di pietà. E' talmente ossessionato dal suo desiderio di avere l’energia solare per “nutrire” la sete di dominio e di conquista del mondo da rasentare la follia, finendo anche in una punta di comico.

Infine per quanto riguarda l'aspetto tecnico direi che Conan è il massimo che un'anime poteva essere negli anni '70 sia dal punto di vista delle animazioni (disegni, fondali, colori e l'inconfondibile character design di Miyazaki) sia per quanto concerne le musiche, coinvolgenti e sempre adatte alle situazioni. Alcuni motivi sono veri e propri tormentoni che entrano nella testa e che ci si ritrova a canticchiare o ricordare.

In conclusione mi sento di consigliare a chiunque di guardare questo fantastico anime perchè ha veramente un cuore e sa trasmettere emozioni, parlando di amicizia, amore, spirito di sacrificio e delle semplici ma importanti cose quotidiane, donandoci un punto di vista un po' infantile ma puro, utile per comprendere la vera essenza della vita, che deve essere vissuta in armonia.

p.s. Se alcuni nomi vi sembrano strani o diversi è perchè ho usato quelli del doppiaggio storico.
p.p.s. L'avete letta tutta?? ... dite la verità

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PIYO PIYO

 
 

CHRIS1710

Messaggio numero 16599

Creato il: 02/05/2010
02:01:10

Recensione manga:“Aria“ di Kozue Amano.

“Ciao come va' la vita?“
Cosi' cominciano i singoli capitoli di Aria.A parlare,o meglio a scrivere sulla tastiera del proprio portatile,é Akari Mizunashi protagonista di questo manga che e',a mio parere, come un caldo abbraccio.Siamo nel 2301.Giunta su Aqua-pianeta a noi noto come Marte prima della sua colonizzazione-dalla Terra,Akari affronta questo viaggio per diventare una Undine o se volete una gondoliera professionista.La citta' sita sul pianeta Aqua non e' altro che la fedele ricostruzione di una citta' a noi italiani molto nota:Venezia.In questo caso pero' ribattezzata Neo Venezia.Tutto viene ricostruito alla perfezione secondo l'antica citta' lagunare terrestre:da Piazza San Marco al ponte di Rialto, il campanile, la stazione di S.Lucia, fino ad ogni singolo canale.Akari approda in una piccola e onesta compagnia di undine per svolgere il suo apprendistato:l'Aria company.Diciamo molto piccola.Infatti le uniche che prestano servizio all'interno della compagnia sono Akari che in quanto apprendista non puo'ancora esercitare la professione e Alicia la dirigente nonche' “Prima“ che oltre a portare i visitatori di Neo Venezia per i canali e fare da guida segue gli allenamenti sulla gondola di Akari.Ma l'Aria company non e' l'unica compagnia di gondoliere.Abbiamo la Himeya,molto piu' grande che vanta una tradizione centenaria e la piu' moderna e recente Orange Planet.Ogni allieva di ogni compagnia,prima di raggiungere il livello di professionista o “prima“ deve superare due livelli di apprendistato mediante l'eliminazione di un guanto alla volta.Si parte con l'essere delle pair(2guanti) poi single(1guanto) fino a superare l'ultimo esame ed arrivare ad essere Prima(nessun guanto) per esercitare la professione di gondoliera.Detta cosi puo' risultare banale,ma questo e' solo uno dei tanti “mezzi per arrivare a...“...
Vera protagonista di questa stupenda storia e'...la Semplicita'.La Vita.Riflessa negli occhi nel sorriso nei momenti belli ed indimenticabili che Akari trascorre nel suo apprendistato assieme alle sue amiche e alle persone che nel suo percorso incontra.Akari e' contagiosa.Si meraviglia di ogni cosa e va' in estasi.Per il semplice sapore di un cibo per un paesaggio unico che solo in quel momento/istante/finche'dura puo' felicemente godersi.Scoprire cose semplici, per lei sempre nuove e rendere partecipe chi le sta' attorno.Akari e' compagnia.Trova sempre il modo per sorridere e piange-se capita.Ma non e' stupida.Per la sua inesperienza e' fin troppo saggia e la sua forza sta' nel trovare la giusta motivazione per fare cio' che veramente a lei piace fare.Diventare una Prima.Supportata come fosse una sorella minore o un'amica insostituibile da Alicia che non smette mai di sorriderle diventando quasi il riflesso di Akari.
Kozue Amano mescola sapientemente un'ambientazione quasi rinascimentale in un futuro a noi molto lontano senza dimenticare che,anche se una copia,e' pur sempre Venezia quindi troviamo inseriti in un contesto veramente gradevole,elementi della tradizione veneziana:la vogalonga, il carnevale, la festa del boccolo, lo sposalizio del mare,la festa del redentore.Unite poi il tutto con qualche leggenda del luogo qualche mito anglosassone e credenze popolari giapponesi privatevi di tecnologia quali cellulari navette spaziali raggi laser vari....qui non occorre.Non e' la Terra.Questo e' un mondo nuovo.La tecnologia e' ridotta all'essenziale e al suo funzionale utilizzo.Sono vietati sprechi.Questo e'Aqua.Il pianeta dell'acqua.
Ad accompagnare Akari in questo lungo tragitto ci sono le sue compagne di percorso.Troviamo Aika apprendista per la Himeya e Alice apprendista per la Orange Planet.La prima una single come Akari;diligente riflessiva ma con un grosso debole per Alicia la seconda,la kohai del gruppo,una pair musona e brontolona ma un vero talento sulla gondola.
Il tratto della Amano e' veramente gradevole e originale sia nella caratterizzazione dei personaggi-che migliora di volume in volume-sia nel creare tavole con paesaggi e sequenze che lasciano meravigliati.Gioia per gli occhi.Belle le copertine.Trovo piacevole l'uso che fa' dei colori(notando qua e la' anche qualche foto dei suoi artbook.Notevole).

In definitiva Aria e'(non mi stanchero' mai di dirlo)il manga che fa' la differenza tra tante uscite di varia natura.Aria non e' uno sci-fi anche se le ambientazioni ci sono,non e' uno shoujo anche se le protagoniste sono ragazze il messaggio e' rivolto a tutti.Non e' un manga che parla d'amore anche se il sentimento Amore qua e' piu' esteso.E' un concetto universale che riguarda la vita.Non e' inteso come coppia.Questo genere di manga lo chiamano slice of life...“pezzi di vita“...mi piace questa definizione...
Il messaggio...ci sono cose e persone che ti accompagneranno lungo un tragitto.Condividerete ricordi momenti indimenticabili e sensazioni uniche.Vanno vissute per quello che sono perche' e' il momento che lo richiede.Niente calcolo.Un giorno le strade si divideranno...sara' dura accettare il cambiamento.Tutti ne rimangono sconvolti ma va' ricordato che assieme a quelle persone hai condiviso momenti unici perche' semplici e se sei arrivato dove tu volevi arrivare ci sei riuscito anche ai tuoi compagni di viaggio e non sara' mai troppo tardi per ritrovarsi....“Sono felice tutto qui“.

Il manga in questione si dipana in dieci volumetti(gli ultimi 2 sono accorpati ovvero 9/10 11/12)in realta' dovevano essere 12 come nella serializzazione ufficiale ma tempestiche troppo lunghe hanno fatto si' che fosse adottato tale adattamento.Aria e' preceduto da un prequel di 2 volumi ovvero Aqua.
Ringrazio sentitamente Mek per avermelo consigliato.Un manga che credo sia fondamentale per chi cerca qualcosa di diverso.

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chris1710

 
 

MEKETH

Messaggio numero 17093

Creato il: 17/05/2010
17:31:19

MESSAGGIO CITATO (meketh)

Scusate ma non c'è più il tasto “rispondi“...

Ho finito ieri di vedere Code Geass: Lelouch of the Rebellion 2, la seconda serie di Code Geass e la decisione di scriverne una recensione mi si è presentata subito alla mente. Come spesso mi succede con le opere che mi piacciono molto, sono rimasto quasi sotto shock alla fine. E forse rimarrò così ancora per qualche giorno, come sempre.
Infatti questo anime lascia un solco profondo nello spettatore, che richiede qualche tempo per essere metabolizzato.
Premetto alcune cose, tanto per essere chiaro.
1)Avevo dei forti pregiudizi verso questo anime, cosa che ne ha rimandato la visione, unitamente alla mia mancanza di tempo, di quasi un anno. Pregiudizi dovuti soprattutto all’ombra delle Clamp, autrici che con rispetto ma fermamente non gradisco. Ringrazio Enky per aver insistito a suo tempo per passarmelo ugualmente.
2)Per raccontare qualcosa di questo anime, qua e là, sarò in qualche misura costretto a fare qualche piccola anticipazione. Niente di eccessivo, mi pare, ma sappiatelo prima.
3)Code Geass è uno di quegli anime che dimostrano ancora una volta quanto l’animazione giapponese sia capace di raccontare grandi storie, di regalare grandi emozioni e di fornire qualcosa di più che semplice spettacolo.

La storia inizia con il mondo diviso in blocchi, dei quali uno in particolare domina egemone sul mondo: la Britannia (grosso modo l’attuale Nord America, che sia un caso?), che ha conquistato il Giappone trasformandolo nell’Area 11, dove i cittadini giapponesi vengono ormai chiamati Eleven e vivono senza diritti nei ghetti marginali delle grandi città. Tutta la società è controllata dai Britanni, arroganti e prepotenti, che non esitano ad ammazzare e brutalizzare. In questo scenario, sotto falso nome e con la copertura di una famiglia che dirige un istituto scolastico, si muove Lelouch Lamperouge, falso nome di Lelouch Vi Britannia, figlio dell’imperatore di Britannia. Esiliato qui dopo l’assassinio della madre, del quale è stato testimone, secondo lui voluto dall’imperatore stesso, vive nascondendosi come studente assieme alla sua sorellina.
Una vita vuota… Finché non incontra C.C., una donna misteriosa che gli dona il Geass, un potere impresso nell’occhio sinistro che lo rende in grado di comandare gli altri, con uno sguardo e un ordine. E questo perché Lelouch ha desiderato di poter cambiare lo stato di cose in cui viveva, perché in una situazione critica ha desiderato il potere di cambiare il mondo, ma ovviamente questo è un patto e C.C. chiederà qualcosa in cambio.
E così inizia la vendetta. Sotto la maschera e il falso nome di Zero, diventa il capo della rivolta giapponese, arrivando a mettere in grave difficoltà la Britannia.
Attorno a lui si coagulano parecchie persone, con i loro sogni e le loro speranze: Karen, mezza giapponese e mezza britanna, che sceglie la via della resistenza, Ougi un brav’uomo che spera solo di poter vivere in un mondo pacifico. Ma anche nemici, come il suo primo e unico amico Suzaku, che vorrebbe cambiare la Britannia dall’interno e quindi si oppone a Lelouch. Ma ce ne sono davvero tanti altri.
Questo è uno dei punti di forza di Code Geass: i personaggi. Una rosa molto fitta di persone gravita attorno alle azioni di Zero, nel bene e nel male. Ognuno di questi è un piccolo gioiello di costruzione di psicologie umane, di ricostruzione di desideri, pulsioni e aspettative.
Dalla misteriosa ma sconvolgente e toccante C.C., personaggio sotto molti aspetti davvero tragico, che rivela definitivamente il suo animo in una delle ultime scene, quando, mentre Lelouch porta a conclusione il suo ultimo piano, piange per lui nel luogo dove la sua storia è iniziata: lei è la donna che vuole di nuovo sorridere e che vuole finire un ciclo, finalmente.
Suzuku, che da egoista, ingenuo e vigliacco, che crede che la pace possa essere realizzata dall’interno di un sistema diseguale e che si nasconde dietro remore morali per non affrontare veramente i problemi, diventa un grande uomo, che accetta una scelta gravosa e terribile, pur di realizzare l’ultimo passo della grande partita a scacchi ideata da Lelouch.
Karen, personaggio complesso, contraddittorio, dotata di grande forza e nello stesso tempo di profonde fragilità personali, ferite che difficilmente si rimarginano. E’ forse quella che meglio comprende Lelouch, rimanendogli fedele finché le contraddizioni e i segreti del protagonista non la allontanano, ma non definitivamente e infatti è una delle poche a sapere la verità, alla fine, a capire tutto quello che succede: suo è il commento finale, assieme a C.C., che in fondo rende chiaro definitivamente le intenzioni e le volontà di Lelouch e la finale adesione di lei al mondo da lui creato.
Molti altri sarebbero da descrivere, trai quali Shirley, la ragazza che più ha amato Lelouch, personaggio dolce e sfortunato, che, assieme a Viletta e Ougi, che pur essendo l’una britanna e l’altro giapponese finiscono con l’amarsi nonostante tutto, rappresenta l’amore in Code Geass, un amore profondo e soverchiante, definitivo.
Ma il vero capolavoro è Lelouch.
La realizzazione di quello che potremmo definire il principe di machiavelliana memoria, che, come non ho mai visto quasi in nessun'altra opera, film o anime, ha fatto suo l’insegnamento del grande teorico italiano, padre della politica: la politica con la morale non c’entra nulla. Questo non vuol dire che non abbia un’etica, ma se si spera di realizzare qualcosa con la divisione bene/male, giusto/sbagliato, come fanno Euphy (altro personaggio stupendo e straziante, anche se insopportabile nella sua ingenua propensione ak non volersi rendere conto dei meccanismi della realtà) o Suzuka, non si farà nulla.
Lelouch mente e compie atti anche atroci, indossa una maschera con tutti, anche con sua sorella, ma è un uomo che non lavora solo per se stesso, bensì lavora per un ideale, per un’idea di mondo, per meglio dire. Per cambiare davvero qualcosa.
Lui per primo sa che dovrà macchiarsi e portare il peso di gravi, orrende colpe, ma da vero leader affronta la cosa e se ne assume le responsabilità e la disperazione, sino in fondo.
Un uomo col suo potere, ma ancora di più un capo, come sappiamo, è sempre solo. E questo è uno dei grandi insegnamenti di Code Geass. Le stesse persone che gli stanno attorno potrebbero non comprendere sempre le sue scelte, ma è il rischio da correre.
Non è un personaggio nel quale ci si possa facilmente rispecchiare: se non si ha una certa mentalità, potrebbe sembrare un malvagio e in questo senso è più facile, più comodo anche rispecchiarsi nelle scelte di Suzuku, che comportano un grado di confronto con la realtà e se stessi molto minore, perché più moralmente accettabili e meno psicologicamente difficili. Ma se si riesce a capirlo, è forse uno dei personaggi più decisamente interessanti mai creati.
Ci sono molte cose in quest’opera: la facilità con la quale le folle sono disposte a cedere la propria autonomia a chi adotta la giusta maschera e preme sulle alcune pulsioni, la stessa facilità con cui si rivoltano contro chi li sta guidando, nel momento in cui i sacrifici diventano eccessivi o si scontrano con la loro morale o quando qualcun altro, peggio ancora e più sovente, riesce a manipolarli (ciò che fa Schnizel ad un certo punto è eloquente e infatti ci cascano tutti con estrema semplicità) e sovente gli uomini cadono con ingenuità nelle malie di altri uomini con meno scrupoli. Questo indipendentemente dal fatto che ciò vada contro i loro stessi interessi: la ragione e l’analisi delle cose cedono spesso di fronte a impulsi irrazionali, di fronte ad un falso senso di giustizia, di fronte alle convenienze, di fronte ad un malinteso concetto d’integrità della propria coscienza, di fronte ad un facile buonismo che si autoassolve da ogni colpa.
Lelouch è superiore a questo, ma gioco forza ne deve portare tutto il fardello, che è grande e dilaniante: è colui che distruggerà il mondo e colui che lo ricostruirà. Questo è il suo obbiettivo. E, cosa che sembra sempre più desueta ai nostri giorni, non lo fa per il proprio meschino tornaconto personale, al di là di quanto dichiara: lo fa per i quello in cui crede e per le persone che ha già perso e per quelle che non vuole perdere.
A volte, vedendo Zero e pensando contemporaneamente al triste stato delle cose che ci circondano, viene realmente da pensare che sarebbe molto bello se esistesse davvero (ma forse è la mia vena giacobina che parla^_^).

Va detto che le due serie, al di là del fatto che sono la seconda il seguito indispensabile della prima, sono da considerare come una sola. È un anime da 50 puntate, perché solo così ha senso.
E diciamo anche questo: tutte e due le serie sono un susseguirsi di colpi di teatro, cambi e mascherate continue, che rendono questa storia una delle più originali e meglio orchestrate che abbia visto e ci sono molti motivi di stupirsi mentre si guarda Code Geass.
Il finale è poi un vero capolavoro, difficilissimo da accettare, ma splendido: mi ha lasciato l’amaro in bocca, ma nello stesso tempo mi ha commosso profondamente, cosa per altro rara.
Tutto l’anime si caratterizza per il grande coraggio degli ideatori, perché questi temi sono sempre difficili da trattare senza cadere nei cliché, nella banalità. C’è il coraggio di raccontare una grande storia, fuori moda direi per alcuni dei valori che propugna, ma tanto più apprezzabile per questo. Qua si tratta di molto più che semplice originalità, si tratta di grande classe e di volontà di fare di un anime qualcosa di più. E ci sono riusciti.
Il comparto grafico è all’avanguardia, ottimo il mecha design, con robot ben realizzati e dotati di linee originali. Uno dei miei motivi di conflitto con le Clamp è proprio il modo di disegnare i personaggi, che ovviamente, essendosi qui occupate, per fortuna sennò ne avrebbero fatto l’ennesimo inutile shoujo, solo di questo aspetto grafico, non si poteva evitare: visi spigolosi, occhioni enormi, fisici affusolati e scarni, ai limiti dell’anoressia. Devo ammettere che non hanno ecceduto ma se dovessi fermarmi a questo avrei motivo di disperarmi: per fortuna nel quadro complessivo dell’opera ci possono stare e questo difetto scompare.
Le musiche sono semplici, efficaci anche se non sempre ispirate. Non mi sembrano particolarmente degne d’attenzione le opening e le ending: hanno il difetto di essere un po’ banali e di appartenere al quella specie di rock-pop che i giappo usano frequentemente negli ultimi tempi. Menzione speciale per l’ultima Insert song, che, forse per lo speciale momento nel quale viene inserita, che emotivamente è pesante anche se liberatorio, mi è piaciuta moltissimo, dolce e nello stesso tempo molto, molto malinconica.
Regia sempre perfetta, con una costruzione delle immagini notevole e un diverso uso della velocità a seconda che si tratti di momenti di passaggio o di lotta. Notevole l’uso dei primi piani, obbligatorio per lo speciale potere di Lelouch.

In definitiva questo è un anime di quelli che fanno la differenza, per usare le parole di qualcun altro.
Se dovessi usare alcuni aggettivi, se dovessi definire quello che ha rappresentato per me, direi tragico, perché è una storia che colpisce pesante allo stomaco, con delle vere mazzate (soprattutto quando ci si rende conto che, a parte pochi che sanno, nessuno saprà mai quanto è successo, cosa disgraziatamente succede anche nella realtà, dove il sacrificio e le sofferenze di chi ha lottato anche per noi, vengono spesso dimenticate), epico perché da il senso della lotta impari, ma necessaria, contro un potere fortissimo e, per finire, è un anime che da un senso di speranza e di orgoglio, per il pensiero che forse verrà il momento in cui si riusciranno a cambiare alcune delle cose che ci stanno attorno, se ognuno si assumerà le proprie responsabilità e avrà il coraggio di portare avanti quello in cui crede. Se questo fosse il messaggio che riesce a passare da codesto anime, avrebbe credo raggiunto il suo scopo: elevarsi da semplice produzione commerciale a quel qualcosa di più che permette ad una storia di lasciare il segno.

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meketh

 
 

HIROKI

Messaggio numero 18119

Creato il: 23/06/2010
10:58:46

MESSAGGIO CITATO (abcb73)

In linea di massima gli anime recensiti sono tutti recenti, ma ci sono vecchi titoli che anche i più giovani dovrebbero conoscere, per cui oggi posto (anche qui) questa recensione … è parecchio che volevo farla.

CONAN IL RAGAZZO DEL FUTURO

Mirai Shonen Conan, realizzato nel 1978 dal maestro Hayao Miyazaki, è stato trasmesso in Italia per la prima volta nel 1982 ed è conosciuto con il titolo di Conan il ragazzo del futuro. E' una serie anime di 26 episodi liberamente tratta dal racconto per ragazzi di Alexander Key “The incredible tide“, pubblicato nel 1970 e reperibile anche in Italia (collana dei romanzi della Star Comics).

Incipt:
Premessa [in maggior parte rappresentata nella sigla di apertura].
Anno 2008 durante la terza guerra mondiale, il mondo venne devastato dalle esplosioni causate dall'impiego di bombe magnetiche che, molto più potenti di qualsiasi arma atomica conosciuta, intaccando la crosta terrestre e spostando l’asse di rotazione del mondo, causarono la frattura dei continenti ed il quasi totale inabissamento delle terre emerse. Il pianeta in prevalenza è un immenso turbolento oceano.
Solo pochi sopravvissuti riuscirono fortunosamente a salvarsi dalle gigantesche ondate, rimanendo isolati nei pochi territori emersi. Ricominciando da zero fondarono, nella maggior parte dei casi, delle piccole società autosufficienti riunite in villaggi rurali.
L’unica città rimasta, ancora basata sulla tecnologia, è la dispotica Indastria (Industria nel libro), dove le persone sono divise in caste e la maggior parte della popolazione è sfruttata dai potenti e privilegiati (i cittadini) e ridotta ad uno stato di schiavitù.
Conan è un ragazzo nato dopo la catastrofe, unico bambino concepito da due componenti del gruppo di a***auti sopravvissuti alla grande catastrofe e precipitati su di una brulla isola deserta. Tale isola, ribattezzato dai superstiti “Isola Perduta”, altro non è che un l'affioramento della cima di un monte.

La storia è ambientata nel 2028.
Conan è cresciuto, ha 12 anni e vive sull’isola perduta con l’ultimo degli a***auti sopravvissuti che chiama nonno, il quale pensa che sulla terra non siano rimasti altri abitanti oltre a loro due. E' dotato di una forza e di una agilità fuori dal comune, è un abile pescatore e può resistere in immersione molto più a lungo delle altre persone. La vita di Conan è semplice ed in intimo contatto con la natura.
Un giorno Conan trova sulla spiaggia Lana, una ragazza svenuta della sua stessa età che è naufragata sull’isola. Soccorsa e curata da Conan (molto incuriosito in quanto non ha mai visto una femmina!) e dal nonno, la ragazza rivela di provenire da un'isola chiamata Hyarbor dove vivono molte altre persone sopravvissute alla catastrofe. Hyarbor è un luogo dove le persone vivono in pace e armonia, anche se la loro comunità è minacciata dalla popolazione di un'altra isola, la lontana ed aggressiva Indastria.
Poi sull’isola arriva un aereo di Indastria (il Falco), che sta cercando Lana e sconvolgerà in pochi minuti la vita di Conan. Ha così inizio una lunga e mirabolante avventura che porterà Conan, alla ricerca di Lana, in un viaggio pieno di nuove amicizie e di lotte per la propria sopravvivenza e per la liberazione dall'oppressione della tirannia di Indastria.

Conan il ragazzo del futuro è stato il primo anime che mi abbia veramente preso. Avevo 9 anni e volevo essere come lui (nemmeno i robottoni Mazinga e Goldrake, coi rispettivi eroi, reggevano il confronto), fare salti incredibili, nuotare e stare in apnea come un pesce, avere le dita dei piedi prensili (riuscendo a metterle nel naso!), eguagliare il suo coraggio e la sua forza di volontà.
Già la sigla d’apertura è qualcosa di perfetto in quanto oltre a mostrarci l'antefatto (importante dal punto di vista narrativo) ci immerge direttamente nell’atmosfera della storia … e per fortuna noi italiani abbiamo aggiunto la splendida sigla (musica e parole) cantata da Giorgia Lepore.
Questo è un'anime di trent'anni fa che mantiene tuttora, per intero, il proprio fascino. Una storia senza tempo che ne fa, a mio giudizio, l'anime per eccellenza degli anni '70.

Questa recensione diventa più intima e personale delle altre in quando riguarda la mia infanzia ed i ricordi che sono rimasti scolpiti per anni nella mia memoria, quando non esisteva (o quasi) il videoregistratore e per rivedere il tuo cartone preferito od un certo episodio dovevi aspettare che lo ritrasmettessero per tv!
Dopo anni di oblio l'ho rivisto qualche anno fa e come capita a tutti il passare del tempo ha portato un punto di vista diverso, se volete è stato un po' come salire sulla cattedra del professor Keating (sta storia dell'attimo fuggente ogni tanto la tiro fuori ...) e guardare con un'altra prospettiva il mondo quotidiano che ci circonda.
Questo magnifico anime comprende tutto quello che un cartone animato dovrebbe insegnare ad un bambino: amore, amicizia, rispetto per il prossimo, solidarietà, vivere in armonia con (non sopra) le persone e l'ambiente che ci circonda ... le cose semplici e veramente importanti della vita. L'alternanza dell'allegria e della tristezza, della felicità e del dramma me lo fanno paragonare a certi grandi film in bianco e nero, dove attori e registi degni di questo nome (dei giganti) rappresentavano in modo incredibile ciò che la vita dà, ciò che la vita toglie, ciò che la vita è.
Questo anime ha anche un altro grande pregio, può essere adorato da un bambino che si innamora delle mirabolanti avventure di Conan, ed apprezzato (o amato come dal sottoscritto) dagli adulti che abbiano la volontà, il senso critico e/o lo spirito di osservazione necessari per recepire il messaggio che quest'opera può/vuole trasmettere. Nelle vicende narrate si ritrovano tutti i mali moderni e sempre attuali della nostra società: la smania di potere, l'egoismo, la violenza, l'iniquità sociale, l'oppressione della libertà, lo scempio dell'ambiente, la mancanza di scrupoli.
Ma c'è sempre SPERANZA. Il messaggio di sottofondo presente in tutta l'opera.
Un messaggio forte che si dovrebbe sentire più spesso ai nostri giorni. Forse semplice, se non addirittura ingenuo (forse sarebbe meglio dire: spontaneo come il pensiero di un bambino), ma MAI banale. La morale riguarda pertanto la speranza, che va coltivata, ricercata, anche combattendo, tramite il non arrendersi mai se si vuole ottenere quello in cui si crede. Insomma un'anime incredibilmente positivo, molto Miyazakiano, probabilmente old style ma attualissimo, un'opera sempre verde, propedeutica anche a livello pedagogico a mio avviso.
Conan il ragazzo del futuro, un'anime che ho guardato e continuo a guardare con i miei figli!

E’ un contenuto molto profondo, ma allo stesso tempo comprensibile per un bambino di 7-8 anni. In più aggiungiamo una bella dose di divertimento perchè in questo anime si ride, si ride molto!
Ci sono sequenze indimenticabili: il primo incontro tra Conan e Lana (lui la osserva stranito con “addosso” uno squalo che, appena la povera Lana apre gli occhi, spalanca la bocca facendola svenire un’altra volta!), il primo incontro tra Conan e quello che diventerà il suo migliore amico ovvero Gimpsy (con la gara a chi è il più forte), i piagnistei del capitano Deis, l'equipaggio del barracuda, etc.

Le ambientazioni ed i paesaggi sono suggestivi e volutamente contrastanti (la verde e lussureggiante Hyarbor vs. la fredda e desolata Indastria dove esiste solo roccia, terra e metallo!). Personalmente mi hanno sempre impressionato molto le immagini dei grattacieli in fondo al mare con i pesci che ci nuotano vicino ed i sotterranei della torre del sole, con tutti quei tunnel e cunicoli bui, per non parlare dello “sprofondare” (scendere) nel nucleo (core). Ogni contrasto è vivido e si può semplificare in natura armoniosa versus fredda opera (tecnica e scienza) dell'uomo. Beninteso, la tecnologia non è il male assoluto, è la deriva del suo impiego, il fine distorto che gli uomini sbagliati ne fanno che viene condannato dall'autore! Lo sminuire l'uomo togliendogli il ruolo centrale che deve sempre avere conduce a perdere di vista quel concetto di armonia che tanto è caro a Miyazaki.
Parlando invece del lato sentimentale, oltre all'intreccio di affetti personali tra i personaggi, voglio spendere una parola per il rapporto che c’è tra Lana e Conan. Hanno solo 12 anni ma c’è qualcosa di molto tenero nel loro rapporto, un “embrione” di amore e cioè un sentimento puro. Le vicende li portano a separarsi di continuo e tutto quello che fanno è finalizzato a rivedersi…. Questa cosa mi toccava a 9 anni e mi intenerisce ancora oggi, a 36.
Una nota per il super cattivo di turno ovvero Lepka, un personaggio tragico. Miyazaky ha sempre tratteggiato così i suoi cattivi con una punta di pietà. E' talmente ossessionato dal suo desiderio di avere l’energia solare per “nutrire” la sete di dominio e di conquista del mondo da rasentare la follia, finendo anche in una punta di comico.

Infine per quanto riguarda l'aspetto tecnico direi che Conan è il massimo che un'anime poteva essere negli anni '70 sia dal punto di vista delle animazioni (disegni, fondali, colori e l'inconfondibile character design di Miyazaki) sia per quanto concerne le musiche, coinvolgenti e sempre adatte alle situazioni. Alcuni motivi sono veri e propri tormentoni che entrano nella testa e che ci si ritrova a canticchiare o ricordare.

In conclusione mi sento di consigliare a chiunque di guardare questo fantastico anime perchè ha veramente un cuore e sa trasmettere emozioni, parlando di amicizia, amore, spirito di sacrificio e delle semplici ma importanti cose quotidiane, donandoci un punto di vista un po' infantile ma puro, utile per comprendere la vera essenza della vita, che deve essere vissuta in armonia.

p.s. Se alcuni nomi vi sembrano strani o diversi è perchè ho usato quelli del doppiaggio storico.
p.p.s. L'avete letta tutta?? ... dite la verità

Complimenti! Bravo/a, non ti conosco ancora...mi hai anticipato!!!! mannaggia a te!
volevo farlo io questo lavoro...certo che l'ho letta tutta ed hai detto praticamente tutto! Lodevole, veramente lodevole...per quanto valga il mio giudizio.
a riscriverci

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hiroki

 
 

ABCB73

Messaggio numero 18145

Creato il: 24/06/2010
12:16:42

Modificato il: 24/06/2010
12:17:13

non ho capito se scherzi o dici davvero, comunque non è la prima volta che mi capita (colpa del nome), ma quando uscirà il video (*) del secondo Kormeeting potrai scoprirlo . Grazie per la tua opinione Hiroki, comunque puoi recensire un anime od un manga anche se l`ha già fatto qualcun altro.

(*) non voglio mettere fretta a nessuno e comunque ci lovviamo tutti (nota: frase incomprensibile per chi non era al meeting)

p.s. Fabio, la censura di “sTro” colpisce anche la parola astRonauta!!

(MESSAGGIO MODIFICATO IL 24/06/2010 12:17:13)

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PIYO PIYO

 
 

HIROKI

Messaggio numero 18146

Creato il: 24/06/2010
12:23:04

MESSAGGIO CITATO (abcb73)

non ho capito se scherzi o dici davvero, comunque non è la prima volta che mi capita (colpa del nome), ma quando uscirà il video (*) del secondo Kormeeting potrai scoprirlo . Grazie per la tua opinione Hiroki, comunque puoi recensire un anime od un manga anche se l`ha già fatto qualcun altro.

(*) non voglio mettere fretta a nessuno e comunque ci lovviamo tutti (nota: frase incomprensibile per chi non era al meeting)

p.s. Fabio, la censura di “sTro” colpisce anche la parola astRonauta!!

niente di personale, ma non l'avevo capito!
I'm very sorry

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hiroki

 
 

MEKETH

Messaggio numero 18149

Creato il: 24/06/2010
12:25:50

MESSAGGIO CITATO (abcb73)

(*) non voglio mettere fretta a nessuno e comunque ci lovviamo tutti (nota: frase incomprensibile per chi non era al meeting)

Già sai!!

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meketh

 
 

SXMO

Messaggio numero 18163

Creato il: 24/06/2010
14:58:04

MESSAGGIO CITATO (meketh)

Già sai!!

bè io ho del materiale compromettente da mostrare se non arrivano i video ufficiali

moemoe kyun di noi altri

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By Sxm

 
 

ABCB73

Messaggio numero 18168

Creato il: 24/06/2010
15:10:26

MESSAGGIO CITATO (hiroki)

niente di personale, ma non l'avevo capito!
I'm very sorry

Tranquillo! leggendo il tuo post mi è venuto da ridere, non devi scusarti di niente

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PIYO PIYO

 
 

ALE2

Messaggio numero 18191

Creato il: 24/06/2010
21:37:24

HEI FERMI TUTTI! QUI SI POSTANO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE RECENSIONI!
I commenti alle stesse vanno fatti su “Anime & Manga 4“

P.S. il fatto che un anime sia stato recensito da qualcuno non impedisce agli altri di fare una propria recensione, vedi Code Geass che è stato recensito sia da me che da Meketh.

P.S. ora chiunque posti qui qualcosa che non sia recensione verrà costretto a partecipare alle riunioni del Moige per tutto il 2010.
Chi persiste prenderà una condanna a vita.

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Ale

 
 

HIROKI

Messaggio numero 18201

Creato il: 24/06/2010
23:56:08

MESSAGGIO CITATO (ale2)

HEI FERMI TUTTI! QUI SI POSTANO SOLO ED ESCLUSIVAMENTE RECENSIONI!
I commenti alle stesse vanno fatti su “Anime & Manga 4“

P.S. il fatto che un anime sia stato recensito da qualcuno non impedisce agli altri di fare una propria recensione, vedi Code Geass che è stato recensito sia da me che da Meketh.

P.S. ora chiunque posti qui qualcosa che non sia recensione verrà costretto a partecipare alle riunioni del Moige per tutto il 2010.
Chi persiste prenderà una condanna a vita.

Scusasse, le regole sono regole ed io un pivello!!!
a riscriverci (da un'altra parte)

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hiroki

 
 

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